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Recensione SIXTY MILES AHEAD - "Insanity"

SIXTY MILES AHEAD

Insanity

Eclipse Records

Release Date: 21 Ottobre 2016

 

 

 

I Sixty Mile Ahead, ovvero Sandro Casali(voce), Fulvio Carlini (chitarra), Francesco Li Donni (basso), Luca Caserini (batteria), sono una band Hard Rock che si è formata a Milano nel 2011, il quartetto si ispira a suoni prettamente Hard Rock per l’appunto cercando però di creare una sorta di ibrido inserendo sia influenze Heavy Metal che di Rock contemporaneo. Nonostante i pochi anni di attività i nostri hanno già realizzato un Ep ed un primo full-lenght, questi hanno richiamato notevoli attenzioni sia da parte del pubblico che degli addetti ai lavori, ecco perché il nuovo album “Insanity” diventa un po’ la prova del nove per loro, per poter quindi dimostrare di poter ripagare la fiducia posta nei mezzi della band.

 

 

“Insanity” presenta un ossatura molto solida che trova la sua colonna portante nei riff della chitarra di Fulvio Carlini, il cui estro e capacità di usare la sei corde diventa di fondamentale e vitale importanza per la struttura musicale, difatti esso imbastirà scale con suoni puliti ma incisivi allo stesso tempo, partendo da note più armoniose per arrivare ad altre più sferzanti e granitiche. “Lost In My Mind”, traccia d’apertura, è un esempio lampante di come le chiavi del gioco siano affidate alle abilità artistiche del chitarrista, prima dell’entrata in campo di Casali, che cerca di impostare linee vocali che puntano a stare sempre alte, discostandosi spesso dai suoni più cattivi della parte strumentale. I ritmi sono sempre abbastanza lenti, ma l’affondo delle chitarre è persistente come una ferita profonda che non riesce a rimarginarsi, come in “Sign For Tomorrow”, prima di arrivare al momento più tranquillo con la title-track “Insanity” dove la band cerca di dare un tocco di armonia al suo album. La miscela perfetta fra gli elementi prima citati si avverte in “Dirt And Lust”, dove dopo un inizio in pieno stile anni ’80 c’è un increscere che lo porta ad ambientazioni più moderne, ed è inoltre veramente apprezzabile l’assolo di chitarra che da’ quel tocco di classe alla canzone. Una netta accelerata si ha in “Dead Space”, di grande impatto sonoro e agonismo, sicuramente non passerà indifferente agli amanti del genere più spinto, all’antitesi si trova in “No One Else”, toccante ballad rappresentata dal duetto Carlini-Casali, dove quest’ultimo da’ prova di grande capacità canora.

 

I Sixty Miles Ahead hanno delle qualità indiscutibili, a livello di prodotto non si può fare alcun appunto, sia nella parte strumentale che vocale, danno dimostrazione di grande abilità e di saperci veramente fare creando delle tracce che sono di tutto rispetto e ricche di notevoli spunti musicali. La chitarra di Carlini è poi la ciliegina sulla torta da questo punto di vista, poiché riesce a dare sempre quel tocco in più allo spartito dei nostri. Nonostante queste indubbie caratteristiche tecniche si deve anche dire che l’album delle volte pare freddo e distaccato, che non porti ad un totale coinvolgimento dell’ascoltatore, e questo può essere un punto a sfavore di un lavoro che sulla carta sarebbe fantastico altrimenti!

 

 

Recensione di Matteo Pasini

 

 

Tracklist:

Lost In My Mind

Every Time I Try

Sign For Tomorrow

Insanity

Dirt And Lust

Let Go

Dead Space

Neverending Fight

All My Fears

No One Else

Absence Of Light

Used To Believe

 

Line Up:

Sandro Casali - Voce

Fulvio Carlini - Chitarra

Francesco Li Donni - Basso

Luca Caserini - Batteria

 

Link Utili:

www.facebook.com/sixtymilesahead

sixtymilesahead.com