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dom

30

ott

2016

Live Report DESTRAGE Release Party di "A Means To No End" +Atlantic Tides + Vodun @ Circolo Magnolia, Segrate (MI) - 28 ottobre 2016

Report a cura di Matteo Pasini

 

Il 28 Ottobre Circolo Magnolia di Segrate apre le porte ad uno degli eventi più attesi di questo fine 2016: il release party del nuovo album dei Destragre “A Means To No End” uscito solamente una settimana fa ma che ha già destato ottime impressioni e ricevuto giudizi più che positivi. Con questo bel carico di aspettative la band non poteva far altro che cercare di confezionare una performance di alto livello, e così ha chiesto supporto ad Atlantic Tides e Vodun per dare un valore aggiunto alla serata rendendola più corposa ed affascinante.

 

La scelta dei gruppi di apertura pare azzeccata fin dall’inizio, i milanesi Atlantic Tides offrono una prova più che onesta, proponendo un Alternative Rock molto melodico ed armonioso con le linee strumentali sempre pulite, con la chitarra di Nicolò Paracchini che imbastisce dei bei riff e la batteria nelle retrovie che nella sua semplicità si fa sentire scandendo alla grande il tempo del loro spartito musicale, senza dimenticare la voce cristallina del frontman Gabriele Donolato, la quale è un elemento davvero prezioso per questa band, a tratti adolescenziale ed altre matura e completa. Durante la loro esibizione ho trovato particolarmente coinvolgenti “Seven Stories” e “Silverleaf”, due tracce che mi hanno colpito per la loro struttura ed esecuzione, la passione e la voglia che questi ragazzi hanno messo nel ricrearle non poteva passare inosservata!

 

Di tutt’altra pasta e stile sono invece i Vodun, band londinese che sta intraprendendo un piccolo tour nel nostro Paese per la presentazione del loro ultimo album “Possesion”. Variopinti ed eclettici sia nella parte scenica che in quella strumentale, una profonda anima hendrixiana e soul lascia spazio ad accelerate Heavy e a ritmi tribali in un continuo e dirompente cambiamento, un mixaggio che consente alla potente voce della loro frontwoman di spaziare verso acuti e rimpiombare in delicate carezze, il tutto condito con un pizzico di sana pazzia e goduria nel suonare. Una prova di livello assoluto, forza ed energia hanno accompagnato l’esibizione di questa band, chi era lì in mezzo si è sentito travolgere da un tir in corsa, le sferzate lanciate dalla chitarra erano un qualcosa di disumano, la batteria tremava per l potenza con la quale veniva pestata e poi la voce, calda e sensuale, che ricorda quella della grandissima Aretha Franklin (non me ne vogliate per il paragone! Ma credo che sia tutto meritato!). Sette tracce portate sul palco e tutte di notevole valore e ricche di particolarità, ecco questo è sicuramente l’elemento che desta più interesse, la particolarità dell’assortimento! Sugli scudi “MinosArmy” e “Mawy”.

 

 

Ed infine è il turno dei DESTRAGE! Poche parole e subito fatti, giusto qualche presentazione e ringraziamento e via al massacro collettivo! Cosa si può dire sulla prova di questi cinque ragazzi? Assolutamente divina! Potente, sferzante, irriverente a tratti oltraggiosa! Liberi pensatori in un mondo che per lo più vive di dogmi assoluti, voglia di improvvisare, cambiare, aggredire e riappacificare. Insomma i Destrage sono tutto ed il contrario di tutto, il loro caos programmatico è un continuo prendere a sberle chi li ascolta, portarli su e poi buttarli giù, in una continua altalena sonora, dove le chitarre sono la parte forte e considerevole dello spartito musicale che imbastiscono, anche se unico neo i suoni di queste ultime erano un poco troppo bassi. Nonostante questo piccolo inconveniente sono riusciti a fogare il pubblico ed aizzarlo traccia dopo traccia, fin da “A Means To No End” di cui hanno eseguito l’intro per passare a “Don’t Stare At TheEdge”, solo con questo inizio la gente iniziava a muoversi e a battere le mani. La presenza scenica ed il continuo richiamo verso chi era presente al Magnolia sono stati elementi che hanno garantito uno show pazzesco! Con “BlahBlah” si è toccato il primo apice di agonismo, la gente cantava e si muoveva a ritmo mentre i nostri imperterriti proseguivano con l’esibizione, per poi arrivare a “Simphony Of The Ego” dove il coro si è fatto sempre più corposo fino ai must “Purania”, “Panda Vs Koala” e “Jade’sPlace” dove non ce n’è stato più per nessuno! ormai assuefatti ed estasiati, ed anche un po’ tramortiti dalle continue legnate che ci hanno rifilato, ci stiamo dirigendo verso l’uscita quando un gruppetto ha iniziato ad intonare i classici cori con i quali si cerca di convincere la band a tornare sul palco, e così dopo un paio di minuti risalgono e fanno “Neverending Mary” per chiudere in bellezza una serata a dir poco fantastica!

 

Penso si possa aver capito che il concerto si stato spettacolare in tutti i sensi, con i Destrage che hanno dato nuovamente prova della loro bravura, e con un plauso particolare alle band che hanno aperto la serata, sia Atlantic Tides che Vodun hanno dato un contributo notevole alla perfetta riuscita di quest’ultima. Inutile dire che la voce era poca e le energie pure, poiché sono state prosciugate da un live incessante ed incalzante, senza un attimo di tregua a parte i rapidissimi cambi palco.