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gio

01

dic

2016

Recensione MEGATHERIUM - "Superbeast"

MEGATHERIUM

Superbeast

Andromeda Relix

Data pubblicazione: 4 Novembre 2016

 

 

 

Lenti come lo scorrere delle ere preistoriche, imponenti ed abissali come il Gran Canyon (o le Dolomiti, per rimanere in zona), fangoni e grandiosamente sporchi, come il bayu più melmoso della Lousiana, i veronesi Megatherium, figli degeneri che farebbero felici i loro padri spirituali Sleep, Acrimony, Down, Cathedral del periodo 'Carnival Bizare', Monster Magnet e (ovviamente) Black Sabbath, con questo 'Superbeast', ci offrono 11 brani della durata variabile di  tre minuti e mezzo di 'Cleveland (is far fomr here)' alla 'mesozoica' 'Twiceman' di più di 13 minuti, in cui uniscono gli elementi stoner/psycho/doom sopracitati, ad elementi melodici che sono stati l'asse portante della scena di Seattle.

 

Grazie ad una produzione oscura, mortifera ma non eccessivamente opprimente, il combo veneto, che ha nella carontica sei-corde di Davide e nella voce rabbiosa, disperata e dal salmodiare vaticinante di uno sciamano nativo americano o un brujo messicano di Manuele (ottima la sua pronuncia inglese) la marcia in più per pezzi che lacerano lo spirito e coinvolgono in danze visionarie la mente, come 'Fly High', la lunghissima (forse troppo) 'Twiceman' e le energiche ma catacombali 'Ghost of The Ocean' e 'Betrayers Everywhere!'. La sessione ritmica svolge magnificamente il suo lavoro, incidendo i ritmi cadenzati nella carni spirituali dell'ascoltatore, grazie al rullante secco di Stefano ed al pulsante basso di Fabio.

 

Tutte cose molto buone, ma ci sono, però, alcune pecche in questo buon lavoro: alcuni pezzi, o passaggi, sono eccessivamente prolissi e non sempre riescono a tenere alto il pathos per tutta la loro durata, come 'Grey Line', che pure ha ottimi spunti. La chitarra di Davide è notevole nelle ritmiche slow quando va in tripletta o si fa più cadenzate ma, nei passaggi più lenti, l'accordatura da sotterranei del castello disperde quasi il suono, rendendolo, a volte, non proprio apprezzabile.

Al di là di questo, però, il songwriting è di alto livello, la compattezza, lo spirito sono quelli giusti ed feeling, unito ad una personalità ben delineata, ne fanno un gran bel debutto, specie per un genere così cult come lo stoner/psycho-doom.

 

Insomma, non verranno dalla brughiera inglese né dal deserto dell'Arizona, ma quando svaniranno le note della conclusiva 'Slow Down', il vostro viaggio interiore vi avrà stregato e sarete pronti a salpare ancora su questo vascello di metallo arruginito per solcare i mari di pece dei vostri tormenti.

Da ascoltare, al di là del genere.

 

 

Andrea Evolti

 

 

Tracklist:

1. Prayer For The Ox

2. Refuse To Shine

3. Fly High

4. Twiceman

5. Ghost Of The Ocean

6. Cleveland (Is Far From Here)

7. The Wolf And The Deer

8. Grey Line

9. Betrayers, Everywhere!

10. Slow Down

11. Retrosky

 

 

Line-up:

Manuele - vocals, fx

Davide - guitar

Fabio - bass, vocals

Stefano - drums

 

Link:

www.facebook.com/MegatheriumStonerDoom