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Live Report GEOFF TATE “The Whole Story Acoustic Tour" @ Dagda Live Club, Borgo Priolo (PV) -10 Dicembre 2016

Report a cura di Andrea Evolti

 

La nebbia, le colline che ricordano il New England di Lovecraft, il silenzio della notte invernale, Geoff Tate, musicisti folk acustici e......un sacco di freddo! Ingredienti apparentemente fin troppo eterogenei, per tirarci fuori qualcosa di buono ma, come spesso accade, è il risultato finale che rivela la bontà di un piatto e quello offerto dall'ex-frontman (per molti, però, l'unico vero frontman) dei Queensryche, ora Operation Mindcrime, in versione acustica, presso un Dagda Live Club tormentato da alcuni problemi di riscaldamento, è stato un vero capolavoro di musica, come solo quella dal vivo sa essere.

 

Accompagnato alla chitarra solista da Scott Moughton, componente degli OM e prima ancora dei Queensryche, e dall'ensamble acustico irlandese, i The Band Anna, Tate ha iniziato subito con i classici, aprendo con la meravigliosa versione acustica di 'Walk In The Shadows' da 'Rage for Order', e catapultando i presenti in un'atmosfera magica, calda e vivida di colori vocali di cui la sua voce è ricca, per passare, successivamente, ad un altro classico che si presta molto ad una versione intima: 'Another Rainy Night'. Tate, oltre ad essere in forma incredibile (nonostante il freddo, che spesso inficia le performance di chi usa le corde vocali) dal punto di vista tecnico, è anche in stato di grazia interpretativo, riuscendo a donare, anche con lo splendido apporto di aerchi, chitarre e mandolino, una splendida miniatura emotiva, tra sogno e ricordo. 'People Fly' sonda i territori dell'ultima parte di carriera del singer americano nei 'Ryche, per poi tornare ad un altro classico di 'Empire', 'Jet City Woman', in grado di regalare la stessa esplosione epica anche nella versione unplugged, splendidamente riarrangiata.

 

L'incanto, perchè di questo si tratta, continua con un'accoppiata di brani tratti dall'ultima opera 'grande' dei Queensryche, 'Promised Land', dalle forti atmosfere oniriche che ben si adatta alla dimensione intimista dell'unplugged: 'The Bridge' e 'Out of Mind' risplendono come un arazzo illuminato dal fuoco di un caminetto, un fuoco che giunge dalle corde di Tate, in grado di dare senso del raccoglimento ed esplosiva potenza emotiva allo stesso tempo.

L'apice, però, si tocca con il gioiello introspettivo di 'Empire', la delicata e commovente 'Silent Lucidity', dove rimane poco da dire, anche al pubblico completamente coinvolto nella partecipazione vocale con Tate, assolutamente magnetico nel catalizzare, quasi in punta di piedi, con la sua pastosa voce, le emozioni di chi è stato presente a questa serata in cui hanno rispleso anche gli strumenti dei Band Anna, veramente incredibili nel rendere brani come la storica 'The Lady Wore Black', una track che tocca l'anima, senza perdere la sua forza teatrale originale.

 

Fluido e snello, lo spettacolo scivola via come un sogno piacevole, arrivando all'apice del finale con due tra gli estratti più significativi di quella che è una delle opere fondamentali del metal: 'Operation Mindcrime'. In questa versione, la rabbiosamente romantica 'I don't Believe in Love' e l'epica 'Eyes Of A Stranger', assumono una veste più sommessa, quasi rituale, ma non poerdono un grammo della loro potenza espressiva, grazie all'ennesimo capolavoro vocale di Tate, supportata (come in tutto il concerto), da una band incredibile e particolare ed un Moughton dagli splendidi e viscerali solo acustici.

 

Un concerto unico nel suo genere, per una voce inimitabile; una sorta di 'A Christmass Carrol' del metal del il XXI secolo.