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Recensione GORGON - “Titanomachy”

GORGON

Titanomachy

Indipendente

Data pubblicazione: 21 maggio 2016

 

 

 

L’eterna lotta tra gli dei e l’umanità, un tema già ampiamente sviluppato in alcuni kolossal americani e nella mitologia, un argomento che esercita tuttora un forte fascino a tal punto da meritare di essere ulteriormente raccontato in musica. È questa la sfida che hanno voluto raccogliere i Gorgon, qui al loro debutto con “Titanomachy”. Un’impresa, questa, già portata avanti con Septic Flesh (“Communion”, “The Great Mass”) e Fleshgod Apocalypse (“Labyrinth”) e ora ripresa e sviluppata ulteriormente da una band che, seppur esordiente, possiede già i requisiti per portare avanti il proprio percorso musicale e camminare, per l’appunto, mano a mano con gli “dei dell’Olimpo metal”.

 

 

Sin dal primo ascolto, il disco potrebbe essere descritto come una lunga colonna sonora che fa da sfondo alle gesta eroiche della storia che ci viene raccontata: la continua lotta tra il genere umano e le potenti divinità del mondo ellenico, il cui conflitto è perdurato nei secoli e il cui interesse affascina ancora la mente umana, sempre alla ricerca di allargare le proprie conoscenze. La proposta della band francese sembra essere influenzata, sebben in minima parte, da alcuni colossi del panorama finlandese, Wintersun e Children Of Bodom (“Titans Unleashed”) su tutti o, volendo dare uno sguardo a gruppi di recente nascita, Frosttide e Starkill (“Valley Of Redemption”, “Eternal Flame Of Olympus”) da cui i nostri sembrano aver tratto insegnamenti importanti rendendoli molto più personali. In alcuni frangenti la voce del cantante Paul Thureau risulta simile a quella di Petri Lindroos (Ensiferum, ex- Norther), mentre le melodie si rifanno al melodic death metal canonico: “Valley of Redemption”, pezzo più rappresentativo dell’intero lotto, nonché il preferito della sottoscritta, fornisce un’idea di quanto appena asserito. L’ouverture “Oros Othrys” e la successiva “Arise Thunderlord”, invece, sembrano essere molto affini alla proposta musicale dei nostrani Fleshgod Apocalypse, forse a causa dei cori lirici femminili e delle orchestrazioni, vere protagoniste del platter, le quali rendono il disco ancora più affascinante, più epico e cinematografico. Unico neo di un lavoro variegato e ricco di sfaccettature è l’utilizzo delle clean vocals, la cui riuscita, purtroppo, penalizza lievemente la resa dei brani, considerati, per chi scrive, già eccellenti senza l’ausilio di ulteriori interventi.

 

 

Una produzione di altissimo livello che si pone senza fatica alcuna insieme ad altre che abbiamo imparato a conoscere nel corso dell’ultima decade. Un lavoro ben fatto che descrive la linea “di pensiero” della band francese: non è per nulla semplice tirare fuori dal proprio cilindro qualcosa che riesca a colpire l’ascoltatore sin dalle prime battute, così come non è altrettanto facile riuscire a descrivere in musica la propria visione, una percezione interessante sviluppata da un gruppo molto giovane in grado di tenere testa ad altri ben più gettonati. Una vera rivelazione per questo 2016 che, musicalmente parlando, ha voluto puntare di più sul ritorno di band assenti da parecchio tempo dalla scena musicale e non prestare particolare attenzione a chi, invece, ha confezionato un prodotto più che valido e meritevole di essere ascoltato a più riprese e portato addirittura sui palchi più prestigiosi per diffondere ciò che per la sottoscritta è “pura musica per le orecchie”.

 

 

Arianna Govoni

 

 

Tracklisting:

Oros Othrys

Arising Thunderlord

Valley of Redemption

Ashes and Blood

Titans Unleashed

Oracles

Everlasting Flame of Olympus

Elysium

 

Lineup:

Paul Thureau – voce, chitarra, bouzouki, orchestra

Aurel Hamoniaux – basso

Julien Amiot – chitarra

Hervé Besson - batteria

 

Link:

www.gorgon-official.com

www.facebook.com/gorgonofficial