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2017

Live Report NASHVILLE PUSSY @ Legend Club, Milano - 11 gennaio 2017

Report a cura di Luca Casella

Torna il circo dei Nashville Pussy in città e non potevamo mancare all’appuntamento. La Hard-Rock Band di Atlanta, nata a fine millennio, su idea dell’elegantissimo (in senso ironico) Blaine Cartwright, accompagnato dall’esuberante moglie Ruyter Suys sono sempre un piacere per le orecchie e per gli occhi, le loro esibizioni non deludono mai. Il puntello è presso il Legend Club di Milano in un freddo mercoledì sera. La formazione è ormai consolidata dal 2013 con l’ingresso della bassista Bonnie Buitrago e, da quest’anno, un nuovo giovane batterista, Ben Thomas, a completare una line-up esplosiva.

 

La buona riuscita della serata mi viene anticipata dalla difficoltà nel trovare parcheggio, entro di corsa nel locale e scopro che i comaschi TEMPORAL SLUTS, band in apertura, hanno appena finito; chiedo ad amici presenti lumi sulla loro esibizione e la risposta è unanime: decisamente bravi, peccato averli persi.

 

Puntuali ed in un orario decente ha inizio lo spettacolo dei quattro eleganti suonatori, una musichetta introduce il loro ingresso sul palco, Blaine saluta i presenti, imbracciano gli strumenti e si parte subito con un loro cavallo di battaglia “Pussy Time” ! L’hard-rock sprigionato dalle casse è di ottima fattura e la folla (il locale è pieno) comincia a scatenarsi. Il nuovo batterista è molto bravo e crea una eccellente sezione ritmica con la bassista Bonnie che è in forma e meno formosa dell’ultima volta che l’ho vista live, il suo atteggiamento ed il suo approccio allo strumento sono decisamente Punk. Ruyter alla chitarra solista è una bomba, non un cedimento, veloce ed aggressiva, suo marito è una macchietta, in senso positivo, pronto alla battuta ed ad incitare il pubblico, in un pausa tra un pezzo e l’altro dice che domani devono passare il confine con la Svizzera per cui stasera devono finire tutte le droghe, quindi “party all-night long” . Non deludono nemmeno questa volta, sempre un piacere sentire la loro carica e le loro canzoni pregne di doppi sensi ed espliciti riferimenti al sesso vedi “Pussy’s Not A Dirty Word” (come dargli torto) ed al bere come in “Hate And Whiskey”. Il parterre è per lo più formato da over 30, se non 40, ragazzini non ne ho visti, etereogeneo e principalmente amante del mondo a stelle e strisce. Dopo quindici pezzi arriva la pausa pre-bis che dura giusto il tempo di asciugarsi il sudore dalla fronte e re-imbracciare gli strumenti, due pezzi con la conclusiva “Go Motherfucker Go”, il loro inno.

 

Per concludere in bellezza la bionda chitarrista decide che le corde della sua chitarra sono arrivate alla fine e le strappa letteralmente come saluto finale alla serata. Arriviamo alla fine di una buona ora e mezza di ottima musica tra bevute di Jack Daniels e birra versata nel cappello, indossato per tutto il live da Blaine, bevuta poi direttamente dal copricapo…una sciccheria. Insomma viva e lunga vita  ai Nashville Pussy. 

Grazie a HHBooking, Barley Arts ed al LegendClub per l’ospitalità. See you next time.

 

setlist:

Pussy Time 

Come On Come On

Pillbilly

I’M So High

Rub It To Death

Up The Dosage

Hate And Whiskey

Going Down Swinging

Everybody’s Fault But Mine

Till The Meat Falls Off The Bone 

Can’t You See

Go To Hell

Good Night For A Heart Attack

Why Why Why 

Pussy’s Not A Dirty Word

-------

Struting Cock

Go Motherfucker Go