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Live Report EPICA + Powerwolf + Beyond the Black @ Live Club, Trezzo d'Adda (MI), 18 gennaio 2017

Report a cura di Andrea Evolti 

Foto di Roberto Re
Foto di Roberto Re

Sono il gruppo di punta di uno dei filoni metal più apprezzato (in questi anni) in Italia ed il riscontro di pubblico osservato al Live Club di Trezzo d'Adda, Mercoledì 18 Gennaio, l'ha confermato. Stiamo parlando degli olandesi Epica, guidati dalla splendida voce di Simone Simons che hanno dimostrato di essere una band live di primo livello, con carattere ed energia artistica da vendere, dovendo dividere le assi con quei pazzi scatenati dei Powerwolf e chiarendo che, se ci possono essere dubbi sulla capacità della band di essere originale e rinnovarsi, di certo non ci possono essere sulla loro forza trascinante live.

 

Rompono il ghiaccio i tedesci Beyond the Black, vicini di casa dei Powerwolf ma dediti allo stesso genere degli headliner. Come frontwoman (altro aspetto che sembra diventato un dictat del genere melodic-symphonic) Jennifer Haben mostra di avere una buona voce, di delineare ottime melodie e di essere una performer di tutto rispetto ma, come gli altri componenti del sestetto di Mannheim (giunto alla seconda fatica musicale con 'Lost in Forever'), sembra ancora priva di una personalità musicale ben delineata, che li rende solo (per ora) un buon gruppo, ma molto derivativo.

 

Esagerati, fracassoni, dalle scenografie pretenziose (due tastiere, ognuno dietro ad un'aquila dorata prussiana, vestiti gothic-horror style ed effetti luminosi da fiera di Coney Island), trucco pesante da black metal band e cori operistici......ma questo li rende divertenti ed in grado di far breccia nel cuore dell'audience italiano: tremate, i Powerwolf sono tornati. La formazione tedesca, che con il loro ultimo 'Blessed&Possessed' sta scalando le classifiche di vendita della Germania (nelle date tedesche, infatti, sono loro gli headliner), a colpi di classic-metal teutone che richiama tantissimo agli Accept ed alla granitica e lineare efficacia dei Grave Digger. Linearità che appare una delle carte vincenti del combo guidato dalla possente (anche se non sempre precisa ed impeccabile) voce di Attila Dorn, orrorifico condottiero che canta le oscure gesta del quinterro del Saarland, i quali aprono proprio con  la title-track dell'ultimo lavoro, seguita da 'Army of the Night' e 'Amen & Attack'. Se, da un lato, la prestazione di Dorn, nei primi pezzi, risulta deficitaria di precisione, dall'altro lato la band, con le chitarre dei 'fratelli' Greywolf (Charles e Matthew), inanella cavalcate metalliche molto semplici ma anche mostruosamente efficaci, che scatenano  i presenti, pronti a lanciarsi in mosh-pit ed a cantare ogni brano, da 'Dead Boys Don't Cry' a 'Resurrection by Erection', il tutto condito da giochi di luci e cambi di fondali orrorifici che hanno, come tema dominante, proprio la figura del licantropo. La voce di Dorn, nel frattempo, si è scaldata, come l'atmosfera creata dalle cavalcate metalliche della band che ha nel suo 'diacono', il tastierista (addetto anche alle linee di basso – i Powerwolf non impiegano bassista in sede live - ) cimiteriale Schlegel, l'animo gothic-horror in stile Hammer-movie e nell'inarrestabile batteria di Roel van Helden, il motore. Non parliamo di originalità o di funambolismi strumentali (e vocali) ma, alla fine, quando il quintetto tedesco, dopo le celebri 'Lupus Dei' o 'Sacred & Wild', chiude con 'We Drink Your Blood', l'impressione è quella di aver potuto godere di una band sanguigna (è il caso di dirlo), viscerale e divertente, che sa coinvolgere il pubblico al di là delle sbavature tecniche e che preme sul tasto del più efficace e trascinante metal classico. Tremate, i Powerwolf sono tornati.

  

Con 8 lavori (l'ultimo è l'album che caratterizza il tour, 'The Holographic Principle') e la consapevolezza di essere una delle band di punta del filone melodic/symphonic metal, gli olandesi EPICA salgono sul palco del Live Club di Trezzo e non impiegano che qualche secondo per ottenere il boato del pubblico, che riempie per più di ¾ il locale milanese. Scenografia sobria (dopo i Powerwolf lo sembrerebbero anche i Kiss) ma grandi giochi di luce accompagnano 'Edge of the Blade' (il singolo dell'ultimo lavoro) e 'A Phantasmatic Parade', dove salgono subito in cattedra quelli che saranno (e che di solito sono) i due cardini del six-piece di Reuver, il tastierista Coen Jannsen e la frontwoman Simone Simons. Subito si nota che la Simons è in serata estremamente positiva ed appare anche più sciolta rispetto alla consueta compostezza (complice, forse, il fatto che sia il suo compleanno) che la caratterizza, supportata da una band che è un perfetto orologio svizzero nel costruire le trame ed i ritmi magniloquenti e romantici di 'Divide and Conquer' e 'Storm the Sorrow'. Perfezione esecutiva, voce straordinaria (come sempre) della Simons ma anche un'amalgama perfetta, un calore che danno quel qualcosa in più a molti dei brani del combo olandese che non sempre ha brillato per originalità, ma che riesce a donare in sede live, proprio con episodi come 'Ascension – Dream State Armageddon', 'Dancing in Hurricane' o 'Cry for the Moon' una forza espressiva davvero notevole. Merito di questo, nella serata odierna, anche del robusto lavoro delle chitarre di Jansen e Delahaye e della sezione ritmica Van Der Loo/Van Weesenbeck, spesso visti come comprimari ma, in realtà, nerbo delle composizioni degli Epica, così dipendenti dalla potenza ritmica che si sposa alle melodie. Il concerto scorre fluido, senza momenti morti o rilassati, dato che la parte istrionica dello spettacolo, più che dalla Simons (la parte espressiva ed emotiva) viene giocata da Coen, grazie alla sua tastiera fissa 'skateboard', che scivola da una parte all'altra della batteria ed a quella portatile, l'ormai famosa keyboard ricurva, che gli consente anche di concedersi una passeggiata sul bancone del bar durante 'Sancta Terra', prima dell'uno-due finale 'Beyond the Matrix' e  la monumentale 'Consign to Oblivion'.

 

Concerto di alto livello musicale che dimostra che, se dal lato studio gli Epica possono non convincere molti, sotto il profilo live sono in grado di incantare anche chi non è, propriamente, un loro fan.

 

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