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Recensione STEPHEN PEARCY - "Smash"

STEPHENPEARCY

Smash

Frontiers Records

Release date: 27 Gennaio 2017

 

 

 

Correva l’anno 1991 quando un film mitico come Point Break spopolava nelle sale cinematografiche. Un giovanissimo Keanu Reeves, poliziotto sotto copertura, surfava nelle acque di Los Angeles cercando di incastrare una banda di rapinatori avendo per colonna sonora "Nobody Rides For Free", celeberrima Hit dei Ratt. Ai giorni nostri il loro cantante, Stephen Pearcy, ormai quasi sessantenne, ci propone il suo quarto album da solista, "Smash".

 

 

Conscio della sua velata pazzia, Stephen esordisce con “I Know I’m Crazy” che immediatamente ci proietta nella sfera dell’ hard rock più radicale e minimalista. Un assolo interessante, suoni asciutti molto old style poggiati su ritmiche semplici in 4/4 senza troppe ricercatezze. Conferma di questa lontana alchimia musicale è anche “Ten Miles Wide” che porta impresso a fuoco il marchio di fabbrica dei RATT: suono ruvido, forte coralità nel ritornello e riffaggio semplice ed “aperto”.

“Shut Down Baby” non si discosta dalle precedenti tracce, una mid tempo con riff in guitar slide e corposo basso “gommoso” a riempire il sound; il clichè si ripete anche in “Dead Roses” che non si scosta troppo dalla linea melodica impostata nella tracklist. Arriva il momento della gioviale “Lollipop” che sembra quasi una canzone dei primi Aerosmith ma che spezza un pochino i ritmi, rendendo tutto più gioviale e sbarazzino. Con “Hit Me With a Bullet” si ha sicuramente uno stacco necessario a dare un buon vigore sonoro e quel groove avvincente per affrontare anche “Rain”, sicuramente Top Track dell’album dal sapore molto vintage ma di eccellente feedback. Altro flashback verso gli inizi degli anni ‘90 viene dato da “Want To Much” e dal suo assolo di bella fattura, supportato anche da una parte ritmica semplice ma dagli intriganti licks. Altro brano particolarmente stuzzicante è “What Do Ya Think” che contrappone un sound di chitarra acustica ed una ruvida sequenza di accordi in chiave blueseggiante. Una bella galoppata in chiave Metal, seppur a velocità moderata, è caratteristica preminente da “Jamie”, song rude e maschia mentre per la successiva “I Can’t Take It” ricorda i grandi fasti dell’hair metal. Ultima “botta di vita” musicale la offre “Passion Infinity” che viaggia decisa e compatta a velocità sostenuta fino a sfumare nella ballatona di “Summers End”, molto corale e struggente.

 

 

Seppure vari lustri siano trascorsi, i RATT sono ancora in tour e Stephen Pearcy ha trovato anche il tempo di pubblicare il suo quarto album. Egli stesso ha dichiarato di “essere contento per la nuova musica proposta e per la diversità delle sue canzoni”; beh, in tutta sincerità, proprio grandi novità non se ne sono sentite mentre per la varietà di canzoni nella tracklist non si può che essere d’accordo. Sicuramente un cd che i nostalgici dei primi anni ‘90 apprezzeranno mentre le “nuove leve” musicali potrebbero storcere un po' il naso visto il radicale attaccamento agli standard musicali dell’epoca.

 

 

Recensione di Luca "MonsterLord" Paletta

 

 

Tracklist

I Know I’m Crazy

Ten Miles Wide

Shut Down Baby

Dead Roses

Lollipop

Hit Me With a Bullet

Rain

Want To Much

What Do Ya Think

Jamie

I Can’t Take It

Passion Infinity

Summers End

 

Lineup

Stephen E. Pearcy - Lead Vocals, Back-Up Vocals

Musicians:

Erik Ferentinos - Rhythm & Lead Guitars, Back-Up Vocals

Greg D’ Angelo - Drums, Percussion

Matt Thorn - Bass Guitar

Chris Hager - Guitars, Lead Guitars On “Shut Down Baby”

 

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