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2017

Recensione THE MURDER OF MY SWEET - "Echoes of the Aftermath"

THE MURDER OF MY SWEET

Echoes of the Aftermath

Frontiers Music s.r.l.

Release date: 27 Gennaio 2017

 

 

Fondati nel 2007 dal tuttofare Daniel Flores (batterista, tastierista, produttore e quant’altro), gli svedesi The Murder Of My Sweet, tornano con il loro quarto full lenght, “Echoes of the Aftermath” per la nostrana Frontiers. Lasciata la strada del concept del precedente “Beth Out of Hell”, resta inalterata la loro vena melodica, coniugata egregiamente a suoni heavy e alla pulitissima ugola di Angelica Rylin.

 

 

La passione per le soundtrack e per gruppi come i Genesis e i Queen, che hanno fatto della ricerca “sinfonica” un’arma a doppio taglio nelle loro meravigliose produzioni, fa parte del bagaglio dei nostri che ci presentano dodici brani carichi di quell’energia, ma non della stessa sostanza. La partenza con “Sleeping Giant” è uno spettacolo di tastiere che accompagnano Angelica durante tutto il brano. L’enfasi “cinematografica trova il suo punto di non ritorno in “Personal Hell” e “Cry Wolf” dove la chitarra di Vetter e le maestose tastiere di Flores tessono tappeti di note epiche e oniriche. Decisamente più incline a suoni heavy “Flatline”, ideale colonna sonora in chiave melodica di un qualche incubo fanciullesco. Con “Shining After Dark” il livello si abbassa per quel senso di ripetitivo, per tornare a livelli eccelsi con la spaziale “Ode to Everyone”. Chiude l’album “Inside. Outside”, dove esce fuori tutta la bravura di Angelica, ma che dal nord Europa vengano le migliori voci femminili del rock melodico degli ultimi venti anni, fatta eccezione per la tutta nostra Cristina Scabbia, non è una novità.

 

Tutto sommato un discreto album, certamente non una vera e propria “novità” sui generis, ma sicuramente apprezzabile per produzione e suoni e qui il fatto di avere dietro la Frontiers Music conta sicuramente tantissimo; label da sempre attenta ai particolari. Non se ne abbiano i nostri se la vena “cinematografica” da più parti enfatizzata, non risulti poi cosi tanto in essere, ma Ennio Morricone, Giorgio Moroder o Hans Zimmer fanno tutto un altro lavoro. Per i fan del genere e per chi ama le voci femminili, pulite e intonate, un album da avere senza se e ma. Dopo il Wagneriano “Beth Out of hell”, ci si aspettava di più, sarà per la prossima volta.

 

 

Recensione a cura di Emiliano Vallarino

 

 

Tracklist:

01. Sleeping Giant

02. Personal Hell

03. Racing heart

04. Cry Wolf

05. Echoes of the Aftermath

06. Flatline

07. Loud as a Whisper

08. Shining After Dark

09. Ode to Everyone

10. Go On

11. In risk of Rain

12. Inside, Outside

 

Line up:

Daniel Flores (batteria, tastiere)

Christopher Vetter (chitarra)

Patrik Janson (basso)

Angelica Rylin(voce)

 

Link: 

themurderofmysweet.com

www.facebook.com/tmomsband

www.frontiers.it