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06

feb

2017

Live Report EXTREMA + Node + Rain @ Dagda Live Club, Borgo Priolo (PV) - 3 Febbraio 2017

Report a cura di Andrea Evolti

 

Gli anni sono trenta e si vedono tutti.....nel senso che è palese la mole di esperienza, energia, sfighe, coraggio e passione maturata, interiorizzata e reinvestita dagli Extrema in questo trentennio, sempre al massimo, sempre a cercare l'esplosione e la passione per il thrash metal più dinamico, sempre senza compromessi....e lo spettacolo di venerdì 3 Febbriaio ne ha solo giovato.

 

Aprono la serata al Dagda (realtà interessantissima, che sembra riuscire a migliorarsi sempre, superando le varie difficoltà dei primi anni) i bolognesi Rain e qui è solo, puro, rovente, bruciante e sanguigno hard&heavy di scuola americana. Montato il nuovo motore 'Spacepirates', sulla musclecar emiliana, la band guidata dal chitarrista Alessio Amorati e dall'ugola detonante di Maurizioa Malaguti, inanella riff, ritmi, melodie e potenza degni della migliore tradizione class-metal americana degli anni '80, ma con tutta la robustezza dei 2010's. Il merito va anche alla chitarra solista di Federico Veratti ed all'instancabile propulsore di pelli Andrea Fedrezzoni, oltre ad un comparto cori veramente convincente. Uno show che scalda i non moltissimi presenti i quali, però, reagiscono nella maniera migliore, a riprova che i Rain sono ormai una garanzia ed una colonna del più briciante ed arrembante metal classico italiano. Giù l'acceleratore!

 

Non importa se i suoni non fossero perfetti o se la band di Gary D'Eramo & Co. Fosse orfana del bassista (dopo il repentino abbandono di Davide De Robertis, non ancotra rimpiazzato); la bontà di un grande disco di ritorno e la ferocia sinfonica dei Node ha colpito nel segno e scatenato l'entusiasmo bellico dei presenti. Chitarre come maelstrom cosmici e batteria da testata termonucleare, unita alla belluina e lacerante voce di del 'homie' CN Sid, hanno reso i pezzi dell'ultima fatica 'Coward Empire', ma anche brani storici come 'Shotgun Blast Propaganda' o la conclusiva 'Das Kapital' dall'omonima gemma della band milanese, autentici ordigni di rabbia che esplodono in faccia, architetture di vendetta, impreziosite dagli assoli di Giancarlo Mendo e sorrette dal movimento tellurico umano di Pietro Battanta, che avvolgono, scagliano e percuotono l'ascoltatore, che può trovarsi solo a rispondere e seguire i refrain intonati da Sid e doppiati dal roccioso growl di D'Eramo. Furia strutturale e rabbia armonica: il dolore salvifico dei Node, on stage, non ha paragoni.

 

 

30 anni, traguardo importante, siamo ancora qui dopo tutto questo tempo, pochi ma buoni: ok, belle parole, ma non sono queste quelle che interessano agli Extrema ed al loro araldo dissacratore GL Perotti. A loro interessa solo la musica e generare il famigerato 'Fottuto Massacro Collettivo'. Così sia scritto e così è stato fatto. Il four-piece thrash meneghino sale sul palco e stende i presenti, subito, con 'Join Hands', e da qui in avanti sarà l'apoteosi di una delle formazioni dedite al thrash più incazzato, talentuoso e dinamico che si possano sentire oggi. La chitarra di Tommy Massara non si dà pace, passando da riff spaccaossa a corse verso il muro, per poi darsi ad assoli viscerali o virtuosi e passaggi vicini al funky del periodo che li ha generati, quello dei Death Angel e dei tardi '80s. La batteria di Francesco La Rosa è virtuosa, potente e muscolare e si fonde alla perfezione col pulsare tachicardico del bassista Gabri Giovanna, soprattutto in frangenti come 'Child Abuse' e 'Between the Lines', sempre scandite dalle urla e dalle invettive politicamente e meravigliosamente scorrette di GL, in forma smagliante, sia quando si tratta di spingere i presenti e lacerare l'aria con i testi di 'The Positive Pressure', 'Money Talks' e 'From The 80's', sia quando si ha l'occasione di prendere a pedate in culo tutta l'ipocrisia di questa società, i potenti o gli intoccabili, ricordandoci quanto si può voler bene a questo splendido (cito proprio GL) 'rompicoglioni'. Ci sono ancora cartucce da sparare per il gran finale e gli Extrema inanellano 'Ace Of Spades' (con ricordo di aneddoti vari, come duello di rumorosità coi Motorhead e invettive contro i Metallica all'epoca del 'Black Album') 'This Toy' e l'ordigno finale 'Life', dallo stupendo 'Tension At The Seams'.

 

Niente compromessi, prendere o lasciare: per questo gli Extrema sono, ancora oggi, una delle più devastanti macchine da guerra life che il metal estremo italiano conosca. Old School rulez!