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Recensione UNRULY CHILD - "Can't Go Home"

UNRULY CHILD

Can't Go Home

Frontiers Music

Release date: 24 Febbraio 2017

 

 

Quando i pilastri sacri ed i capostipiti della musica decidono di fare una reunion esistono solo due unici motivi: problemi comuni di soldi oppure la volontà di scrivere un altro capitolo miliare con la loro musica. Gli Unruly Child, leggendaria band statunitense, nel 1993 con il loro omonimo album diedero il via ad una sorta di rivoluzione nel mondo dell’ AOR, genere sempre ritenuto di secondo livello nell’ambito musicale ma che, in realtà, annovera artisti che fanno tranquillamente le scarpe a nomi molto più blasonati del panorama. Gli Unruly Child annoverano musicisti del calibro di Mark (Marci Michelle dopo l’operazione) FREE alla voce, icona dei primi anni ‘90, affiancato dal duetto chitarra-tastiera GOWDY-ALLISON, soggetti che sono sempre stati alle spalle di nomi come Bobby KIMBALL dei Toto o l’arci noto Glenn HUGHES. Il comparto pulsante del treno ritmico è sempre composto da Larry ANTONINO e Jay SCHELLEN che hanno sempre continuato la loro attività un passo dietro le luci della ribalta ma sempre ad alto livello.

 

Con la pubblicazione di "Can’t Go Home" la band sfodera una squadra completa di 11 song tutte da scoprire e con cui emozionarsi, una viaggio nell’essenza indiscussa dell’Aor, fondata su una caratteristica coralità vocale, suoni di tastiera trascinatori e parti di chitarra che creano l’atmosfera.

         

Il viaggio inizia nel più classico dei modi, con la fresca “The Only One”,  la band va a rinvigorire ricordi da pelle d’oca. Un brano nel classico stile AOR che accende i riflettori su tutti gli elementi del gruppo che dimostrano che nonostante il tempo passi e le strade percorse siano differenti, lo spirito di unione e lo spunto artistico è sempre il medesimo: incredibilmente stupefacente. Il marchio di fabbrica sonoro della band lo si apprezza ancor di più nella spensierata “Four Eleven” che sembra riportarci esattamente a 25 anni fa nonostante l’astronave del tempo sul quale saliamo con “Driving to the Future”, ci offra un viaggio melodico d’altri tempi e che colpisce direttamente al cuore. Il tripudio vocale ed emotivo generato dal ritornello difficilmente lo si vive quotidianamente, esattamente come il brivido che corre lungo la schiena grazie al bridge di chitarra che fa ripartire la strofa successiva. Sicuramente uno dei migliori brani dell’album che viene bissato da “Get On Top”,  più morbido ma dalle sonorità paradisiache e sognatrici, seppur l’arpeggio di chitarra ricordi un pochino troppo “Run to You “ di Brian Adams. La ricercatezza delle sonorità che rappresentino la sensazione emozionale che il gruppo adotta, è sicuramente la chiave del loro successo. Questa caratteristica la si apprezza indiscutibilmente con “See If She Floats” dove coralità, tastiere e parti di chitarra fanno “galleggiare” sospesi in un limbo melodico ineguagliabile. Anche se San Valentino è ormai passato con la title track “She Can’t Go Home”, la dolcezza viene racchiusa in un cofanetto di 5 minuti di sentimento musicale assoluto. Un po’ più di spensieratezza la porta “Point of View” che ha un pregevole riffaggio di chitarra, semplice ma di forte impatto, che esplode totalmente nell’assolo, mentre una linea più rilassata la offre “Ice Cold Sunshine” trascinata da un giro di basso molto fluido. “When Loves Is Here” è il tipico brano che scorre via senza né lode né infamia, piacevole ai padiglioni auricolari senza suscitare particolari emozioni mentre l’intro di “Sunlit Sky” crea quel pathos calibrato per affrontare il brano dal ritmo incalzante e teso a sottolineare l’affiatamento dei componenti della band con i suoi continui stop ritmici, oltre che ad evidenziare (se ve ne sia necessità) le doti di Marcie Free alla voce. In chiusura la versione live di “Someday Somehow”, ultimo colpo di coda che il magnifico quintetto regala in questa nuova avventura musicale ricca di nuove ed emozionanti perle.

 

Un ritorno in grandissimo stile per gli Unruly Child, gruppo in costante evoluzione ma che ha saputo riportare alla contemporaneità l’inconfondibile stile che li ha resi famosissimi, scoprendo che nonostante il tempo passato, lo stile non è cambiato, facendoli tornare alla ribalta da veri protagonisti. Di vera ribalta si parla in quanto la band ha già annunciato un tour, europeo o targato USA, ancora non si sa (prevista la loro presenza al Frontiers Rock Festival il 30 Aprile al Live Club di trezzo), e la previsione di un boxset delle loro migliori produzioni. Un Must!

 

 

Review by Luca MonsterLord Paletta

 

 

Tracklist:

The Only One

Four Eleven

Driving to the Future

Get On Top

See If She Floats

She Can’t Go Home

Point Of View

Ice Cold Sunshine

When Love Is Here

Sunlit Sky

Somewhere Somehow

 

Lineup:

Marcie Free – Vocals

Bruce Gowdy – Guitars

Guy Allison – Keyboards

Larry Antonino – Bass guitar

Jay Schellen – Drums

 

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