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lun

13

mar

2017

Recensione FAR'N'HATE - "Eternal"

FAR’N’HATE

Eternal

White Tower Records 

Release Date: 17 Gennaio 2016

 

 

Da un paesino della Costa Brava in Spagna parte nel 2007 l’avventura dei Far’n’Hate. Band che con le sue caratteristiche si può tranquillamente inquadrare nello scenario del Modern Metal, dove riff tagliati ed accattivanti da parte delle chitarre fanno da sfondo ad una linea vocale che si alterna fra clean e scream. In ormai dieci anni di carriera il quintetto spagnolo ha prodotto due Ep e un full-legnht contornati da una corposa attività live che li ha portati a fare oltre 250 esibizioni fra Europa, Russia e Nord America.

 

“Eternal” è a tutti gli effetti il secondo album per la band spagnola e rispecchia le caratteristiche e la storia citata poco prima. La testimonianza di questo è racchiusa fin dalle prime battute; “Devil In Me” è una traccia interamente strumentale che riesce a suscitare sentimenti contrastanti nell’ascoltatore. Da una parte i riff tagliati ma allo stesso tempo dolci della chitarra e dall’altra la sezione ritmica gravosa e poderosa danno vita ad un combattimento che coglie nel segno e fa drizzare le orecchie. Decisamente più ritmata è “Born In Sin”, dove la linea vocale è quasi interamente improntata sullo stile clean e realizza un ritornello, insieme alla parte strumentale, molto melodico ed orecchiabile. Impreziosita da un validissimo intermezzo musicale che da’ un attimo di quiete alla traccia prima di ripartire in quarta e lasciare tutti di sasso. Altro stop per la voce è dato da “Struggle”: gli strumenti si riprendono la scena e ricreano un ambient molto similare alla prima traccia spezzando in due il ritmo che stava diventando travolgente dell’album stesso. Si riprende però subito a cavalcare con il pezzo successivo, “LosingSight” parte potente ed incisiva, la voce è roca e cattiva, prima di tornare melodica al momento del ritornello ed anche in questo caso la chitarra diventa più “struggente” per dare manforte al proprio compare. Un trittico di canzoni, fra le quali “Horizons” testimoniano ulteriormente la verve aggressiva ed al contempo melodica della band che continua ad alternare momenti di totale aggressività sonora ad latri di quiete riflessiva. Quest’ultima prerogativa viene accentuata soprattutto nei ritornelli per dare quel tocca accattivante al tutto ed andare in netta contrapposizione con lo schema musicale imbastito dalla sezione ritmica.

 

“Eternal” è sicuramente un buon lavoro con degli spunti d’ascolto molto interessanti: la scelta di rendere più docile il ritornello fa entrare in testa più facilmente la melodia e quella di contrapporre una struttura solida e gravosa, musicalmente parlando, lo sottolinea ancor di più. Inoltre tutta la sezione ritmica e gli slanci della chitarra stessa sono ben congegnati e riescono sempre a colpire l’udito. Le note “dolenti” arrivano quando si percepisce che questo lavoro e tutto piuttosto similare nell’insieme. L’idea di base è accattivante ed interessante come detto poco fa, ma manca quel pizzico di inventiva in più per far fare il salto di qualità definitivo all’album.

 

 

Recensione di Matteo Pasini

 

 

Tracklist:

1.       Devil In Me

2.       Always Overcome

3.       Deceivers

4.       Born In Sin

5.       Relentless

6.       Struggle

7.       Losing Sight

8.       Horizons

9.       Deep Down

10.   Legacy

 

 

Line Up:

Marc Camargo - Voce 

Jona de Haro - Batteria

Nacho Merino - Chitarra

Felipe Cerda - Chitarra

Jorge Sanmartín- Basso

 

Link Utili:

www.facebook.com/pg/FarnHate

twitter.com/farnhate