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lun

13

mar

2017

Recensione IMMOLATION - "Atonement"

IMMOLATION

Atonement

Nuclear Blast Records

Data pubblicazione: 24 Febbraio 2017 

 

 

 

Anche gli Immolation fanno parte di quel club di band di altissimo valore e qualità che, pur non essendo degli illustri sconosciuti, non ottengono tutto il successo che hanno finora meritato, proponendosi come una delle più belle realtà del death metal più oltranzista ma, allo stesso tempo, tecnico, fantasioso e sempre in grado di offrire la più feroce arte metal senza dimenticare una capacità melodica che non smorza, ma intensifica, la furia del four-piece dello stato di New York.

 

'Atonement', che taglia il traguardo del decimo lavoro in studio dei deathster nordamericani, si dimostra, fin dall'imperiosa opener 'The Distorting Light', un equilibrato manufatto distruttivo, in grado di dilaniare carni ed animi con il drumming ultra-dinamico di Steve Shalaty e forgiare gli incubi di un presente da Apocalisse con l'operato dell'unica chitarra di Robert Vigna, un telaio che tesse lugubri scenari, pronto ad esplodere come la peggiore delle piaghe d'Egitto, con assoli ricchi di fantasia e drammatico senso melodico, come si può apprezzare nell'incipit di 'When the Jackal Come'. La forza di quest'album, che gode, come sempre, dell'acheronteo voce di Ross Dolan, a narrare quanto di più marcio deve essere mondato da questo pianeta (l'Angelo in copertina, più che ad un caduto, fa pensare a Gagiel, la Morte Strisciante dell'episodio biblico delle 10 piaghe d'Egitto), grazie anche a rallentamenti solenni come nel break centrale di 'Rise the Heretics', dove si può apprezzare l'ottimo lavoro di produzione delle chitarre che si sposano splendidamente alla pioggia di fuoco della doppia cassa di Shalaty.

 

Non pensate, però, ad un album che si appoggia solo su 3 o 4 schemi o cambi, però: 'Thrown to the Fire' striscia malvagia e solenne, facendoci gustare gli inquietanti armonici di scuola Morbid Angel prodotti da Vigna, in un mid-tempo davvero dilaniante ed oscuro, mentre 'Destructive Currents' sparge nero senso epico sulle lande desolate della realtà, prima di esplodere in un tripudio centrale quasi visionario, guidato da un altro degli splendidi assoli di Vigna. Altra marcia funebre, che poi diventa cavalcata della Gehenna, per 'Lower', per poi gustare tutto il tripudio della title-track, che richiama, nelle armonie, ai fasti di 'Here in After' e 'Failure of the Gods'. Sorprendente, in questo lavoro, come il bilanciamento tra brutal death tecnico e gusto per atmosfera e melodia (caratteristica non solo di Immolation, ma anche di loro vicini di casa quali Malevolent Creation e Suffocation) crei un impasto musicale che ti possa permettere di dare libero sfogo all'adrenalina oppure immergerti nelle visioni distruttive del quartetto di Yonkers; a dimostrazione di questo, la conclusione di questo splendido lavoro, con 'The Power of The Gods', monolite fregiato da bassorilievi d'orrore epico ed imperiosa oscurità, narrato dagli assoli di Vigna e la dirompente e visionaria 'Epiphany', sigillo oscuro sulle terrificanti visioni del mondo attuale.

 

Album di altissimo livello, degno di competere con le pietre miliari del genere e non solo, perché la capacità immaginifica e creativa degli Immolation, pur essendo di pura stirpe death metal, sa declinare le diverse influenze dei suoi componenti, per offrirsi a tutti gli intenditori del metal in generale, pronti a prendere visione dell'arrivo di questo titanico angelo oscuro. Da avere.

 

 

Andrea Evolti

 

 

Tracklist:

1. The Distorting Light

2. When the Jackals Come

3. Fostering the Divide

4. Rise the Heretics

5. Thrown to the Fire

6. Destructive Currents

7.Lower

8. Atonement

9. Above All

10. The Power of Gods

11. Epiphany

  

 

Line-up:

Ross Dolan -Bass, Vocals

Robert Vigna -Guitars

Steve Shalaty -Drums

 

Link

www.facebook.com/immolation