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18

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2017

Live Report  STEVE STEVENS + Gus G. @ Druso, Ranica (BG), 15 aprile 2017

Report a cura di  Fabrizio Tasso

 

Foto a cura di Samantha G. Jones
Foto a cura di Samantha G. Jones

Arriva finalmente la tanto attesa data che vede esibirsi due dei migliori axemen, in una serata che non sarà dedicata solamente allo sfoggio della loro tecnica stratosferica. Steve Stevens e Gus G. non hanno certo bisogno di presentazioni, in quanto parlano per loro i lavori con Billy Idol, Vince Neil, Michael Jackson, Terry Bozzio, Michael Monroe (giusto per citarne qualcuno) per il primo e Ozzy Osbourne, Firewind e Dream Evil per il secondo.

 

A far da cornice a questo imperdibile evento è il Druso di Ranica, ottimo locale dotato di un gran bel palco e di una acustica di tutto rispetto, ci permettiamo di fare un unico appunto per il set luci certamente migliorabile.

 

Sono le 21:00 quando Gus G., accompagnato da James Paul Luna ( singer degli Holy Grail e dei White Wizzard), dà inizio a questa indimenticabile kermesse. Il set proposto dal chitarrista greco è interamente acustico e ripropone pezzi dei suoi album solisti, dei Firewind e un paio di cover. Anche in questa veste più scarna si rimane abbagliati dalla classe del duo. La difficoltà di riprodurre e di tenere alta l'attenzione del pubblico in questo genere di situazioni non è alla portata di tutti, ma bastano pochi istanti per rimanere affascinati. "My Will Be Done", "Burn" e la cover di "The Temple Of The King" (strepitoso l'assolo) entusiasmano il folto pubblico, ma è con "Lady Of 1000 Sorrows" che si rimane a bocca aperta. In più bisogna citare la grande voce di Luna (che lo supporta anche con la chitarra ritmica). Dotato di un timbro caldo e profondo, ma graffiante quando serve, dona quella dose di interpretazione da artista navigato. L'ipnotica versione di "Planet Caravan" (dei Black Sabbath) e la bellezza di "I'm The Fire" mettono la parola fine ad un set di altissima qualità. Il locale è gremito dai fans e la voglia di poter saggiare le leggendarie e funamboliche mosse del chitarrista americano è ai massimi livelli.

Set list Gus G. : 1. My Will Be Done, 2. Burn, 3. The Temple Of The King, 4. World On Fire,5. Lady Of 1000 Sorrows, 6. Planet Caravan, 7. I'm The Fire

 

 

Bastano pochi attimi e la magnetica personalità di STEVE STEVENS  ha già saldamente catalizzato l'attenzione dei presenti. La sua chitarra viaggia davanti e dietro la schiena, sollecitata dai velocissimi movimenti delle sue dita o dai denti, in un tripudio di applausi. Il solo su "Dirty Diana", proposto con l'ausilio di una pistola a raggi giocattolo, é solo uno dei tanti highlights della serata. Ad aumentare il tasso tecnico poi, non si può non citare l'assoluta perizia dei musicisti con i quali Stevens divide il palco. Uriah Duffy (ex Whitesnake) al basso, Michael Bennet alle percussioni, Franky Perez dietro il microfono (Apocalyptica) e il virtuoso Ben Woods alla seconda chitarra (vero e proprio asso delle sei corde) sono quanto di meglio la scena internazionale possa offrire. Proprio quest'ultimo sarà co-protagonista nel set strumentale (specialmente in "Flamenco A Go Go") deliziando la platea con complicatissimi arpeggi, eseguiti con una semplicità disarmante. Quello che poi entusiasma è la fluidità della band nel saper passare da potenti hard rock songs (vedi la celeberrima "Atomic Playboys") a pezzi più prettamente rock/pop come "Rebel Yell" o "Eyes Without A Face" mantenendo un trademark personale. Franky Perez di destreggia bene sul range medio/basso accusando qualche difficoltà sui toni alti (vedi "Dazed And Confused"), ma tutto sommato la sua presentazione è stata di un buon livello.

 

Ultimi fuochi d'artificio nei bis con Gus G. prima (meravigliosa "Voodoo Chile" di Hendrix) e nella conclusiva e debordante "Whole Lotta Love" che mette a dura prova i cuori dei presenti con tutti gli artisti sul palco. Non ci sbagliamo nel dire che questa data di Steve Stevens, organizzata da Barley Arts insieme a B.A. City Factory , è al momento il miglior live act al quale abbiamo assistito quest'anno. Sperando di poter partecipare ancora ad una serata di questa portata, non possiamo che alzare il cappello e rendere la giusta riconoscenza a Gus G., a Steve Stevens e ai loro musicisti, per averci regalato pure ed incontaminate emozioni.

 

 

Set List Steve Stevens:

1. Crackdown

2. Days Of The Eagle

3. Dirty Diana

4. Hellcats Take The Highway

5. Cinecitta

6. Flamenco A Go Go

7. Eyes Without A Face

8. Steve Solo

9. Top Gun Anthem

10. Dazed And Confused

11. Atomic Playboys

12. Prime Mover

13. Rebel Yell

bis

14. Voodoo Chile

15. Whole Lotta Love

 

 

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