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KORPIKLAANI – Recensione “Jylhä”

un album esplosivo, ben più duro e veloce dei precedenti: molto più dl classic folk metal

KORPIKLAANI
Jylhä
Nuclear Blast Records

Release Date: 5 febbraio 2021

Undicesimo album in vista per i Korpikklaani, gli eroi finlandesi del folk metal, come amano chiamarli i fan della band, previsto per il 5 febbraio per Nuclear Blast, che già si preannuncia essere maestoso e immenso: e appunto, il titolo del disco, “Jylhä”, non vuol dire altro che maestoso, robusto e selvaggio, e il cui concetto viene inteso ad ampio raggio in senso molto positivo nella lingua finlandese.

L’album ha visto la luce con tutta la calma del mondo, perché volutamente la band finlandese, capitanata da Jonne Järvelä, si è voluta concedere tutto il tempo adatto per la pre-produzione di questa opera senza la pressione che ne sarebbe scaturita in condizioni “normali” entro marzo-aprile dell’anno scorso, ma che, per ovvi motivi di pandemia, è slittata fino all’estate del 2020: ciò ha permesso alla band una maggiore rielaborazione e interpretazione dei pezzi dell’album, dei loro ottimi arrangiamenti, aggiungendoci poi le riprese di veri e propri video dei primi 5 singoli senza badare a spese, finché non siamo arrivati ai primi di febbraio con un bel pacchetto fatto e finito!

Gli stessi video sono il perfetto biglietto da visita prima della pubblicazione di questo album, che all’apparenza potrebbe essere un concept, considerata la presenza ricorrente dell’attore Yrjänä Ermala, raffigurato sia sull’art work della copertina sia recitando in tutti i video pubblicati, invece si tratta anche stavolta di una bella miscela di leggende, miti, misteri storie allegre e inquietanti attinte dalla tradizione e dal folklore popolari in Finlandia o dalla cronaca nera locale, musicate in maniera eccelsa come sanno fare i Korpikklaani: tutte le canzoni stavolta non seguono uno schema o una roadmap predefiniti, come magari potevano essere gli album precedenti, ma sono variegate, eclettiche e diversificate per gli inserti a volte reggae, a volte rockeggianti, a volte più duri e metal, ma alla fine il risultato non cambia: ecco le sonorità folk tipiche della band.

Ma non solo! Diversi suoni, approcci differenziati agli strumenti, variazioni ai riff di chitarra, un certa coerenza nell’impostazione muscale del violino o della fisarmonica, un cambio dei meccanismi all’interno stesso delle tracce, la creazione di atmosfere con una certa carica emotiva, un buon impatto energico fornito dal nuovo batterista esuberante, Samuli Mikkonen, subentrato dopo la defezione di Matti Johansson nel 2019, alla fine si crea un tuttuno per tutta la durata del disco; tanto che non si potrà dire quale sia la traccia migliore adesso, poiché di volta in volta con un nuovo ascolto avremo già cambiato idea o avremo un nuovo feeling e opinione su una data canzone rispetto a prima.

Delle 13 tracce, infatti, non esiste assolutamente un pezzo inascoltabile, anzi ognuna rappresenta una entità musicale a sé stante. Come già succede per i citati primi cinque singoli, ognuno presentato al pubblico a scadenza regolare da ottobre 2020 fino al 1° di febbraio 2021, con un video la cui ambientazione potrebbe avere un filo conduttore: il primo singolo dai richiami reggae “Leväluhta” sulla strana leggenda di centinaia di morti risalenti all’Età del Ferro e rinvenuti misteriosamente nella sorgente di Isokyrö.

Il secondo singolo “Mylly” sulla storia di un uomo che resiste alle tentazioni del diavolo per raggiungere il mulino dove poter macinare il suo sacco di grano; il terzo “Sanaton Maa” dal ritornello accattivante e dalle melodie quasi hair metal ottantiane, sulla leggenda di strane voci provenire dal fiume che attirerebbero il malcapitato sulla riva per buttarsi nelle acque; il quarto “Nieni”, che rappresenta la prima canzone ad essere stata scritta per “Jylhä” e che ricorda il fatto di cronaca nera ancora irrisolto, intitolato “La Pentecoste di sangue” del 1960, sull’omicidio di tre giovani e del tentato omicidio del quarto, scampato alla strage, nei pressi del Lago Bodom ; infine il quinto “Tuuleton”, una delle ballatone di fresca pubblicazione dall’impatto immediato e originale.

L’altra ballad “Miero” ha un gusto hard rock e narra della fragilità della vita, che si contrappone alla robusta e granitica “Verikoira” e a “Kiuru” sull’ennesimo doppio omicidio alla fine degli anni ’50, entrambe decisamente più classic heavy, e “Pidot” che tende a sonorità country americane.

Ora tra un vodka release party in streaming ad agosto 2020 per promuovere la loro vodka al gusto di abete rosso, un paio di pubblicità, anche sull’olio per barba, il tutto targato Korpikklaani, e la realizzazione di video veri e propri, nonostante la cancellazione delle gig promozionali del nuovo disco dovuta alla pandemia attuale, la band finlandese non è rimasta di certo con le mani in mano finora. E chissà cosa ci serberà il futuro musicale…

Per il momento, ci basta pensare al nuovo “Jylhä”, poiché l’unicità dei Korpikklaani sta proprio nella loro essenza, nell’enfasi delle liriche e nella potenza musicale che non ha eguali, anche con questo nuovissimo album esplosivo, ben più duro e veloce dei precedenti dieci album: lo potremo quindi divorare dalla prima all’ultima traccia, pur non conoscendo la lingua o le espressioni finandesi, ma apprezzandone ugualmente la teatralità e il suono che si adattano alla perfezione al genere musicale del folk metal!

Tracklist:

1. Verikoira

2. Niemi

3. Leväluhta

4. Mylly

5. Tuuleton

6. Sanaton maa

7. Kiuru

8. Miero

9. Pohja

10. Huolettomat

11. Anolan aukeat

12. Pidot

13. Juuret

Line-up:

Jonne Järvelä: Vocals & Acoustic Guitar

Sami Perttula: Accordion

Tuomas Rounakari: Violin

Jarkko Aaltonen: Bass

Kalle „Cane“ Savijärvi: Guitar

Samuli Mikkonen: Drums & Percussion

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