Homeinterviste-recensionirecensioniMARCO GARAU'S MAGIC OPERA - Recensione "The Golden Pentacle"

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MARCO GARAU’S MAGIC OPERA – Recensione “The Golden Pentacle”

sembra quasi di essere rapiti ed ipnotizzati, come per magia, dalla melodia così eterogenea, che è diretta con grande maestria dal “direttore d’orchestra” Marco Garau e da tutti i membri della sua Magic Opera..

MARCO GARAU’S MAGIC OPERA

The Golden Pentacle

Autoproduzione

Release Date: 19 febbraio 2021

Siete pronti per farvi trasportare con la fantasia da una nuova storia epica e leggendaria sull’atavica lotta tra il bene e il male, a colpi di magia per ottenere la supremazia finale ed il trionfo su tutto, grazie al ritrovamento di un artefatto potente, il “pentacolo d’oro”, rimasto nascosto per secoli per preservare la pace e l’amore nel Regno fantastico di Amtork? Chi avrà la meglio tra il mago Lord Kama, fedele al Re Leiber, e lo stregone Sir Dohron? Lo scopriremo in “The Golden Pentacle”, l’album di debutto della Marco Garau’s Magic Opera, il nuovo progetto di power metal sinfonico ideato dalla mente eclettica e creativa di Marco Garau, il mago delle tastiere che già conosciamo per aver militato nella band milanese Derdian soprattutto per l’enorme successo avuto come co-headliner dei Grave Digger in Giappone; e per creare questo concept di impronta internazionale, Marco Garau si è portato dietro la sezione ritmica dei Derdian, costituita da Enrico Pistolese e Salvatore Giordano, rispettivamente al basso e alla batteria, a cui ha voluto annettere Anton Darusso, cantante della band costaricana Wings Of Destiny, il danese Gabriel Tuxen dei Seven Thorns e il chitarrista newyorkese Matt Krais degli Shadow Strike, tutti musicisti talentuosi che in questo concept album hanno dimostrato la loro bravura in ogni singola canzone.

Il disco, pubblicato il 19 febbraio 2021 e che è stato mixato e masterizzato da Danilo Di Lorenzo presso il Moonhouse Studio di Milano, è interamente autoprodotto e senza etichetta discografica per scelta voluta dalla band stessa: tale scelta oculata e ben ponderata di non volere collaborare con nessuna etichetta è dettata dall’esperienza precedente di successo con i Derdian, con cui, avendo una fortissima e numerosissima fanbase in Giappone, all’epoca era stato più facile e corretto promuovere la vendita e il tour in maniera massiccia nel paese del Sol Levalte con molta più facilità e senza intoppi burocratici; quindi formula vincente non si cambia, e di questo gliene diamo atto!

“The Golden Pentacle”, ambum della durata di oltre un’ora, presenta 11 tracce belle corpose e tutte ben orchestrate che mostrano una produzione ad altissimi livelli, come abbiamo già avuto modo di appurare con l’ascolto in anteprima dei primi tre singoli presentati al pubblico con i loro lyric video ufficiali: “Until The End Of Time”, “Thief Of Souls” e “Free Again”, che fanno già da lasciapassare per la loro energia ed i ritornelli decisamente accattivanti.

A fare da apripista all’”opera magica” è la title track “The Golden Pentacle”, che entra subito con effetto dirompente con una intro “bucolica” per il rintocco delle campane ed i versi di animali da fattoria, che poi si fonde nella vera orchestrazione sinfonica delle tastiere e delle ritmiche, accompagnate dalla vocalità sopraffina di Anton Darusso e dai cori che si intrecciano nei riff di chitarra. Questa potenza vocale, che passa con la massima naturalezza da range tenorali a punte più basse con scream e growl, la percepiamo pure nella già citata “Until The End Of Time”, la traccia più lunga e posta in chiusura al disco, e “Never-Ending Pain”, la cui parte centrale e strumentale presenta stacchetti di valzer ma in stile epic metal del tutto originale.

Rallenta un po’ il ritmo la canzone “Fight For The Victory”, la cui melodia assume un aspetto trionfale e cadenzato dal vago ricordo di parate militari e di marce di soldati pronti alla battaglia, con un “touch” dalla musica classica di ispirazione beethoveniana e wagneriana; la chiara

ispirazione alla musica classica è pure presente in “The Sacred Legacy”, mentre “The Secret Of The Sea” incarna la pura essenza del metal sinfonico, richiamando volentieri i Nighwish, anche e soprattutto nella parte vocale per una certa affinità con il cantato di Marko Hietala. Inserire poi nel disco una ballata è stata la scelta ottimale e infatti “The Other Side” è sinuosa e struggente, per le liriche e l’interpretazione vocale in ogni singolo refrein ed il ritornello di facile memorizzazione.

Con “The Golden Pentacle” la nostra attenzione viene catturata e, anzi, sembra quasi di essere rapiti ed ipnotizzati, come per magia, dalla melodia così eterogenea, che è diretta con grande maestria dal “direttore d’orchestra” Marco Garau e da tutti i membri della sua Magic Opera per tutta la durata del disco, tanto che dopo l’ultima nota dell’ultima canzone è inevitabile non riascoltare l’album dall’inizio. E ad ogni nuovo ascolto, il nostro apprezzamento all’album aumenta in maniera esponenziale!

Tracklist:

1. The Golden Pentacle

2. Elixir Of Life

3. Keepers Of The Night

4. Never-Ending Pain

5. Fight For The Victory

6. The Secret Of The Sea

7. The Sacred Legacy

8. Free Again

9. The Other Side

10. Thief Of Souls

11. Until The End Of Time

Line-up:

Marco Garau: Keyboards and orchestrations

Anton Darusso: Vocals

Gabriel Tuxen: Guitars

Matt Krais: Guitars

Enrico Pistolese: Bass

Salvatore Giordano: Drums

Link Utili:

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magicopera.bandcamp.com

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