Homeinterviste-recensionirecensioniKINGS OF LEON - Recensione "When You See Yourself"

Articoli Correlati

KINGS OF LEON – Recensione “When You See Yourself”

uno degli album più profondi ed onesti della loro carriera

KINGS OF LEON

When You See Yourself

RCA Recors/ Sony Music

Release Date: 5 marzo 2021

I Kings of Leon non hanno bisogno di presentazioni, il celebre gruppo statunitense fondato a Nashville del 1999 ha vinto numerosi premi, tra cui quattro Grammy, disco di platino con l’album “Only By the Night” e singoli, come “Sex on Fire”, “Use Somebody”, “Pyro” e “Notion”, ai primi posti nelle classifiche europee e statunitensi. Il sound dei primordi è un connubio di influenze che attingono dal Blues al Southern Rock, per spaziare dall’Alternative, all’Indie e all’Arena Rock.

A cinque anni di distanza da “Walls” (2016) I Kings of Leon pubblicano il nuovo album “When You See Yourself” frutto del sodalizio con RCA Records e Sony Music. Il disco, anticipato dai singoli “The Bandit” e Covid,, è stato prodotto da Markus Dravs, che vanta prestigiose collaborazioni con gruppi del calibro di Arcade Fire, Florence + The Machine e Coldplay, nei celebri Blackbird Studios di Nashville.

Una delle peculiarità più singolari dell’opera è che, paradossalmente, ha un grande valore profetico: il nuovo disco, la cui pubblicazione fu posticipata di un anno a causa del Covid, sembra aver presagito la pandemia globale e il conseguente lock-down: nel brano “Time in Disguise” troviamo i versi “is it a man or a masked machine?” in “Echoing” i Nostri si chiedono se riusciremo mai ad uscire, a tornare fuori: “if we’re ever going out, we could be here for ever without a doubt.” Per temi e testi risulta un lavoro molto attuale, in grado di coinvolgere l’ascoltatore.

Il full-length consta di undici brani per un totale di circa cinquanta minuti di musica. È un lavoro di grande intimità e introspezione, in cui i Nostri attuano una profonda auto-analisi ed un ritorno alle proprie radici, per intraprendere percorsi nuovi. Uno dei brani di spicco è “100.000 People”, dalle tastiere di ispirazione Enoesque, il canto “you do” si ripete come un mantra ipnotico durante l’esecuzione. “Stormy weather”, di chiara ispirazione Indie, sfoggia un interessante giro di basso e una efficace sezione ritmica, come nei brani “Supermarket” e “Claire and Eddie”. La performance del Frontman Caleb Followill nel corso degli anni non ha perso la sua verve distintiva, caratterizzata da una voce piena ed espressiva. A chiudere la serie il brano “Fairy Tale”, che con ritmi cadenzati ed atmosfere rarefatte, ci trasporta in un estatico ed onirico regno di fiaba.

L’essenza di “When You See Yourself” può essere riassunta in uno dei suoi versi: “a story so old but still so original”: dopo due decadi di attività, I Kings of Leon realizzano uno degli album più profondi ed onesti della loro carriera, caratterizzato da una produzione attenta e meticolosa ed una profonda ricerca nel songwriting.

Tracklist:

1. When You See Yourself, Are You Far Away

2. The Bandit

3. 100,000 People

4. Stormy Weather

5. A Wave

6. Golden Restless Age

7. Time in Disguise

8. Supermarket

9. Claire and Eddie

10.Echoing

11.Fairytale

Line Up:

Anthony Caleb Followill – voce, chitarra ritmica

Matthew Followill- chitarra solista

Michael Jared Followill – basso

Ivan Nathaniel Followill – batteria, percussioni, cori

Link Utili:

kingsofleon.com

instagram.com/kingsofleon

facebook.com/KingsOfLeon

twitter.com/KingsOfLeon

youtube.com/user/kingsofleon

Ultimi Articoli

Articoli Correlati