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ODD DIMENSION – Recensione “The Blue Down”

“… Un tuffo nelle radici del Prog Metal d’oltre oceano in terra Italiana”

ODD DIMENSION

The Blue Down

Scarlet Records

Release date: 26 Marzo 2021

Giunti al terzo al terzo album l’italianissimo quintetto alessandrino degli Odd Dimension, torna ad offrirci l’ennesima pietra miliare nell’ambito del Prog Metal nostrano. Fecero destare le attenzioni internazionali già con l’uscita del loro celeberrimo “The Last Embrace To Humanity”, precedente produzione sulla quale si sviluppa “The Blue Down”.

Immediatamente gli esperti del genere riconoscono a chiare note che le composizioni ricalcano le arie di Masterpiece come Dream Theater, Circus Maximus, Chrome Key e degli italianissimi DGM, specialmente nella parte vocale, e di tutto quel gradito sottobosco di band che orbitano in tale fetta di genere musicale oltre ai progetti paralleli dei vari componenti delle maggiori band. Parliamo quindi di architetture sonore elaborate e ricercate ma che non diventano mai noiose o ripetitive ma, anzi, fanno entrare l’ascoltatore in una sorta di permanente ricerca di ascolto per entrare nelle trame armoniche create.

Come gli ultimi trend musicali dettano, la prima traccia “Mission nr. 773” è un intro only sound che genera quella sensazione di pathos, preludio delle successive tracce. L’ispirazione è volta ai viaggi intersiderali spaziali quindi le sonorita’ che si affrontano creano spazi sconfinati ed indefiniti. La prima tappa la si trova con “Landing on Axtradel” dove si inizia a saggiare la “manualità ” dei componenti della band. Tastiere ed eccellente groove di basso precedono una parte vocale pari ad un annuncio mediante un megafono della stazione interstellare di Axtradel che annuncia il ben venuto sul pianeta. A condurci sono sicuramente i fraseggi di chitarra che richiamano per sonorità e composizione lo stile di Six Degrees of Inner Turbolence dei Dream Theater.

Grazie a “The Invasion” percepiamo la vena della parte vocale di Marc Basile dei DGM, timbro chiaro potente e pulito ma dai decibel devastanti nei padiglioni auricolari; il brano e’ un crescendo di intensità e forza, con una bella alternanza delle parti dei vari componenti del gruppo. Chiaramente non può assolutamente mancare la hard ballad in md tempo ove la linea di basso, profonda e corposa fa da linea ad una strepitosa parte vocale senza alcuna esclusione di colpi. “Escape to Blue Planet” richiama gli indimenticabili ed ineguagliabili Rush e tutte le loro evoluzioni stilistiche. Un giusto break solo strumentale offerto da “Solar Wind” che, con il suo caldo tepore sonoro, ci porta al cospetto del “Life Creators”, una fucina sonora articolata e strutturata, simbolo di un centro primordiale di tutte le tracce dell’album.

Bella inversione di tendenza con la Title Track “The Blue Down”, dalle sonorità variegate che vanno dalla vena blueseggiante alla Whitesnake sino a richiami di Deep Purple; una composizione Magna di oltre 10 minuti che non stanca mai viste le peripezie sonore che vengono proposte tra i vari panorami melodici offerti, senza dimenticare l’importante presenza dell’ Ex-DT Derek Sherinian alle tastiere. Importante collaborazione vocale con la cantante meneghina Aileen che spesso si propone nei cori oppure condivide la scena vocale in duetto con Gianbattista Manenti. In “Sands Of Yazukia” un’entusiasmante viaggio fantasy dalle calde sonorità, l’arrembante voce femminile prende posto in prima linea offrendoci una Ballad molto interessante. In “Flags of Victory” abbiamo un altro guest d’eccezione, la potente voce maschile di Roberto Tiranti. Il duetto tra Aileen, con un timbro vocale che a volte ricorda Alanis Morissette, e la graffiante voce della tigre di Genova, offre un altra Hard Ballad ispirata alla distensione degli animi dopo una vittoria verso un popolo ostile.

La chiusura di questo viaggio immaginario nell’interspazio più profondo è lasciata a “The Supreme Being” che rompe quella quasi quiete sonora avuta con i precedenti brani. La scena si fa più cupa e pesante, ritmata e lenta, con la voce di Jam Manenti nuovamente filtrata a mo’ di annuncio di altoparlante mentre le struggenti Floydiane chitarre suonano nostalgici assoli.

La maturazione artistica della band è fortemente palpabile e gli arrangiamenti, rispetto a quello che fu l’album che li mise in evidenza, sono notevolmente migliorati ed armonizzati. La variegatura della tracklist è tale da offrire un panorama musicale decisamente ampio ponendo gli Odd Dimension in quell’egida di gruppi musicali Prog Metal che incarnano l’essenza stessa del Prog Metal. Consigliatissimo a padiglioni auricolari che cercano ricercatezze e votati ad una certa architettura musicale.

TrackList:

Mission N°773

Landing On Axtradel

The Invasion

Escape To Blue Planet

Solar Wind

Life Creators

The Blue Dawn

Sands Of Yazukia

Flags Of Victory

The Supreme Being

Lineup:

Gabriele Ciaccia: keyboards

Gigi Andreone: bass

Gianmaria Saddi: guitars

Marco Lazzarini: drums

Gianbattista “Jan” Manenti: vocals

Special Guest

Aileen – Vocals

Derek Sherinian – Keyboards

Roberto Tiranti – Vocals

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