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THE END MACHINE – Recensione “Phase2”

I The End Machine reinterpretano in chiave moderna il sound classico di ottantiana memoria creando un lavoro brillante e frizzante

THE END MACHINE

Phase2

Frontiers Music s.r.l.

Release Date: 9 Aprile 2021

Il supergruppo The End Machine torna con il secondo acclamato album, che si colloca sulla stessa impronta dell’album di debutto omonimo del 2019. La band presenta ex membri della formazione classica dei Dokken, George Lynch e Jeff Pilson, con Robert Mason dei Warrant alla voce e Steve Brown, che ha sostituito il fratello Mick Brown presente nel primo album, alla batteria. “Phase2” vede un attaccamento alla classicità degli anni ’80 ma con uno slancio più aggressivo verso la modernità, il tutto perfettamente bilanciato.

L’intro “The Rising” è il giusto preludio che apre le menti a ciò che sarà presente nell’intero nuovo lavoro, un incipit di chitarra quasi ipnotico che lascia poi spazio al primo singolo. “Blood And Money” è un pezzo trascinante carico di adrenalina e molto coinvolgente. Il pre-chorus è di quelli che rimangono in testa a lungo e lascia poi spazio ad un ritornello potente, corroborato anche dalla graffiante voce di Robert Mason.

“Crack The Sky” parte quasi in sordina per poi mostrare tutta la sua carica, un pezzo in cui ogni membro della band ha il suo posto ben definito sotto i riflettori senza mai prevaricare sugli altri in un perfetto equilibrio. La mid-tempo “Scars” abbassa i toni, mantenendo sempre quella grinta che accompagna durante tutto l’album. Un brano struggente e graffiante, carico di malinconia e che fa percepire un senso di rabbia misto a tristezza così come le ballad anni ’80 hanno sempre saputo fare. Una piccola perla all’interno di questo lavoro è rappresentata da “Devil’s Playground” in cui si percepisce un’atmosfera più bluesy. Ancora una volta stupisce la potenza vocale di Robert Mason che passa da un tono molto low ad uno più graffiante con estrema naturalezza. Un pezzo sensuale e molto catchy che colpisce dalle prime note.

In conclusione “Destiny” svela un nuovo lato della band, un hard rock moderno ma che mantiene sempre quelle radici che riportano agli anni ’80 in un sound perfettamente riuscito. I toni sono più bassi, ma l’adrenalina che sprigiona è sempre alle stelle ed il ritornello sembra fatto apposta per essere cantato ad un concerto a gran voce. Sicuramente un pezzo che rimane impresso all’interno di questo album.

I The End Machine con “Phase2” reinterpretano in chiave moderna il sound classico di ottantiana memoria creando un lavoro brillante e frizzante, sviluppando ed ampliando ciò che già avevano creato con il debut album omonimo e lasciando trasparire molto del sound tipico dei Dokken.

Jeff Pilson dice a proposito dell’album: “In questo disco ci siamo proposti di realizzare le migliori canzoni possibili e siamo più che entusiasti di come è andata a finire. Inoltre, non avevamo paura di lasciare che elementi del sound dei Dokken venissero fuori forti e chiari. Non è stato solo un processo organico e collaborativo, ma anche molto divertente”. Robert Mason aggiunge: “Sento che Phase2 è una progressione logica dal nostro disco di debutto, e nel processo di scrittura nessuno di noi ha sentito di dover prendere le distanze dal suo passato, né dalle nostre radici collettive”.

Un lavoro che sicuramente entusiasmerà i fan dei classici, ma che farà divertire anche i più reticenti.

Tracklist:

01. The Rising

02. Blood And Money

03. We Walk Alone

04. Dark Divide

05. Crack The Sky

06. Prison On Paradise

07. Plastic Heroes

08. Scars

09. Shine Your Light

10. Devil’s Playground

11. Born Of Fire

12. Destiny

Line-Up:

Robert Mason – Lead Vocals, Backing Vocals

George Lynch – Guitar

Jeff Pilson – Bass, Keyboards, Backing Vocals

Steve Brown – Drums, Backing Vocals

Link Utili:

TheEndMachine

facebook.com/TheEndMachine

instagram.com/theendmachine

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