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ICON OF SIN – Recensione “Icon Of Sin”

Dal Brasile una piacevolissima gemma di metal tradizionale ma fresco ed illuminato

ICON OF SIN

Icon of Sin

Frontiers Records

Data di pubblicazione: 16 Aprile 2021

Metal classico che più classico non si può, ma scritto e suonato meravigliosamente in questo omonimo esordio dei brasiliani Icon of Sin.

Forti di una tradizione nell’heavy classico e melodico che il paese ha sviluppato attraverso nomi di prestigio come Angra, Shaman e Viper, il five-piece di Curitiba ci propone 13 adrenaliniche e godibilissime tracce di classic/speed metal che fin dalla title-track “Icon of Sin” d’apertura, passando per “Shadow Dancer” e “Night Breed”, vedono nella voce del bravissimo Raphael Mendes uno dei tratti peculiari, vista l’impressionante somiglianza che la voce del singer sudamericano (si sfiora la ‘clonazione’ vocale) ha con quella del bardo del metal per eccellenza, sua Maestà Bruce Dickinson.

È vero: la voce di Mendes colpisce non solo per la somiglianza timbrica col cantante inglese, ma anche per la straordinaria tecnica, il calore, l’interpretazione e la stessa scrittura delle vocal-melody, molto simile ai pezzi del Dickinson solista (Accident of Birth, Chemical Wedding).

La differenza che intercorre tra il debutto degli Icon of Sin ed una balnd clone, però, sta nella freschezza delle composizioni, tutte assolutamente ‘oneste’, sentite, in grado di coinvolgere l’ascoltatore, filare via lisce come una Lamborghini su un rettilineo nel deserto del Nevada e poi lasciarti la voglia di riascoltare subito Clouds over Gotham o The Last Samurai (titolo dannatamente anni ‘80, per un brano dannatamente incendiario ed entusiasmante).

A rendere questo possibile, una formazione affiatatissima dove una sezione ritmica fluida e veloce, composta dal batterista Dubiella e dal bassista Vidal, fanno da propulsore di gran classe ai riff di Perez e Cantaleãno, ricchi di fantasia e potenza, con grosse influenze power U.S. ed heavy-rock, ben inserite nel metal classico ed un po’ speed, il tutto legato da assoli di gran gusto e fattura, tutto assolutamente volto alla resa finale del brano, senza che nessun elemento prevarichi sull’insieme della canzone, ma che emerga per la sua personalità.

È vero, sono molto legati alle sonorità di Dickinson solo-project, ma la classe c’è, le capacità pure e, se scrivono canzoni di questo livello, si può tranquillamente ignorare la cosa e ringraziare il Brasile e gli Icon of Sin di questa piacevolissima gemma di metal tradizionale ma fresco ed illuminato.

A tutto volume, fendendo i cieli verso l’orizzonte.

Tracklist:

1. Icon of Sin

2. Road Rage

3. Shadow Dancer

4. Unholy Battleground

5. Night Breed

6. Virtual Empire

7. Pandemic Euphoria

8. Clouds over Gotham

9. Arcade Generation

10. Hagakure (instrumental)

11. The Last Samurai

12. The Howling

13. Survival Instinct

Line-up:
Raphael Mendes – Vocals
Caio Vidal – Bass
Sol Perez – Guitar
Mateus Cantaleãno – Guitar
CJ Dubiella – Drums

Link Utili:

facebook.com/IconOfSinMusic
instagram.com/iconofsinmusic
facebook.com/raphaelmendesofficial
instagram.com/r.mendesmachado

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