HomenewseditorialiMusica liquida vs Musica solida

Articoli Correlati

Musica liquida vs Musica solida

La musica incisa su supporto fisico contrapposta a quella in streaming

Musica solida o Musica liquida? Da vecchio matusa dovrei dire: Musica solida! Ci mancherebbe, nulla supera il piacere di avere un vinile tra le mani, poggiarci la puntina e sentire l’attacco del magnete con quel fruscio di fondo e via all’ascolto.

Tutto vero, assolutamente vero, ma, e sì c’è un ma, e il ma è nella curiosità, nel volere esplorare nuove sonorità, scoprire nuovi suoni; certo, possibile anche comprando riviste, viaggiando, passando ore in un negozio di dischi, se si ha la possibilità di farlo, d è bellissimo. E chi non può permettersi questo?

Ben venga la musica liquida! Facile direte, ma penso gli anni senza internet, a quando, le Band, i generi musicali, li scoprivi per sentito dire, per passaparola, a quando tornava il fratello maggiore di un tuo amico da Londra con le ultime novità e tu ti precipitavi a casa sua con le cassette vergini per duplicare su nastro i vinili che qui in Italia non arrivavano o sarebbero arrivati dopo mesi o anni.

Bei ricordi di un impegno appassionato nella ricerca di novità da ascoltare con curiosità per non essere omologato alla massa, e non ascoltare solo “i primi dieci in classifica”.

Ora veniamo ai nostri giorni. Nella fruizione della musica la fa sempre da padrone lo streaming.

Con l’andare del tempo non solo la musica si è evoluta nelle sonorità e nei generi, ma anche i supporti musicali stessi sono andati moltiplicandosi. Se fino a pochi decenni fa i supporti erano prevalentemente o esclusivamente fisici, come audiocassette, vinili o CD, oggi la gamma di possibilità è decisamente maggiore.

Perché non sfruttare la tecnologia per accrescere il proprio bagaglio culturale? Trovando da essa un arricchimento? Penso a chi non ha spazio in casa (me compreso) e deve selezionare il vinile da comprare ma non vuole privarsi di ascoltare anche altro; chi legge 10 libri al mese, comprarli in carta spenderebbe una fortuna, meglio e-book, costa meno e comunque l’hai letto.

Penso alle band che non possono permettersi un demo, un’autoproduzione, però può caricare il video su YouTube, la traccia su Soundcloud e farsi notare.  

La musica liquida ci ha dato la possibilità di aprire le orecchie a generi musicali che prima magari non consideravi, mentre ora, impari a conoscere più musica, più band; leggi le biografie, ascolti, compri il solido. Lo streaming ha i suoi indubbi vantaggi e sono anche evidenti le possibilità di miglioramento che questo tipo di distribuzione offre.

In questi tempi dove la forbice tra chi può e chi non può si allarga sempre di più, usiamo il disponibile per ridurre questo gap, almeno nella musica e nella cultura. Sperando che il tutto si tramuti in presenza ai concerti, supporto alla musica, bagaglio culturale.

Molti non saranno d’accordo, soprattutto i musicisti che vivono o tentano di vivere della loro musica, o forse no, resta il fatto che, con le mie possibilità, senza la musica liquida, sarei andato a qualche concerto in meno, avrei comprano meno vinili o cd.

La cultura dovrebbe essere alla portata di tutti, retorica forse, quindi io dico ok alle nuove forme di diffusione trovando da essa un arricchimento.

Ultimi Articoli

Articoli Correlati