Homeinterviste-recensionirecensioniROBIN MCAULEY - Recensione "Standing On The Edge"

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ROBIN MCAULEY – Recensione “Standing On The Edge”

potenza, passione e sentimento per Un’opera d’arte hard rock melodic

ROBIN MCAULEY

Standing On The Edge

Frontiers Music

Release date: 7 maggio 2021

L’intestazione ‘A Volte Ritornano’, riporta alla mente il titolo della storica antologia di racconti del grande autore Stephen King e questa, senza il benchè minimo dubbio, è una frase che in parte merita di essere accostata anche al celeberrimo e instancabile cantante Robin McAuley, che dopo ben ventidue anni dall’uscita di “Business As Usual”, torna col nuovo e brillante gioiello solista “Standing On The Edge”.

La rispettabile carriera dell’artista irlandese non si ferma ai soli due lavori solisti, bensì racconta l’era di un rock dorato che ha rivestito band quali Grand Prix, Far Corporation e l’incommensurabile McAuley Schenker Group, la partecipazione a numerosi e interessanti tributi, ai due recenti album dell’inseparabile amico Michael Schenker griffati Micheal Schenker Fest, e l’ottimo progetto Black Swan dello scorso anno battezzato con l’album “Shake The World”, in pregevole compagnia del chitarrista Reb Beach, del bassista Jeff Pilson e del batterista Matt Starr.

Per rendere giustizia alle presenti undici tracce e al loro lucente hard rock melodico, Robin si è avvalso della preziosa collaborazione del chitarrista Andrea Seveso, dell’onnipotente Alessandro Del Vecchio, all’opera con tastiere, basso e cori, del batterista Nicholas Papapicco e dello special guest Howard Leese, protagonista a sei corde nella ruffiana e allettante “Supposed To Do Now” che, vista la speciale occasione, ha meritato la precedenza; a immediato seguire ci sono i due singoli, pronti a riprendersi il loro consueto spazio menzionale con le vibrazioni persuasive di “Standing On The Edge”, che si estendono anche a favore dell’apposito video, e l’avvincente atmosfera di “Say Goodbye” che abbraccia l’immancabile versione audio.

Sontuose melodie aoreggianti fanno da cornice al rock frizzante dell’opener “Thy Will Be Done”, alla quale fanno eco la ruffiana e malinconica “Do You Remember”, la smaliziata ed elettrizzante “Chosen Few”, ornata da un refrain catchy e particolarmente amabile, la raggiante e festosa “Wanna Take A Ride” e la pirotecnica “Like A Ghost”.

La scoppiettante dinamicità di “Running Out Of Time” richiama il meglio del rock più vibrante, mentre la graziosa semplicità di “Late December” e la fresca e rilassante atmosfera di “Run Away” impreziosiscono l’album di elegante passione.

Paragonando “Standing On The Edge” a un dipinto di impeccabile beltà, lo si può definire un’opera d’arte che si tinge di fresco e indelebile hard rock melodico, genere che non tradisce e che risplende l’immensità della buona tradizione; una perfetta combinazione di colori e suoni ai quali la voce di Robin McAuley, capace ancora di graffiare con abilità, potenza, passione e sentimento, dona un sentito tocco di inestimabile valore.

Se l’Irlanda è la Terra Madre delle varie e celebri danze popolari, può altresì vantare un andamento rockeggiante e armonioso a coinvolgenti onde McAuley.

Tracklist

1. Thy Will Be Done

2. Standing On The Edge

3. Late December

4. Do You Remember

5. Say Goodbye

6. Chosen Few

7. Run Away

8. Supposed To Do Now

9. Wanna Take A Ride

10. Like A Ghost

11. Running Out Of Time

Line Up

Robin McAuley – Vocals

Andrea Seveso – Guitars

Alessandro Del Vecchio – Bass, keyboards & backing vocals

Nicholas Papapicco – Bass

Howard Leese – Guitars on “Supposed To Do Now”

Link

facebook.com/RobinMcAuleyRock

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