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MARK SPIRO – Recensione “Traveling Cowboys”

l’album ideale da assaporare davanti ad un tramonto con un cocktail in mano…

Mark Spiro

Traveling Cowboys

Frontiers Music srl

Release date: 7 Maggio 2021

Torna Mark Spiro, a meno di un anno di distanza dal celebrativo “2+2=5 Best Of Rarities”, con un nuovo album di inediti.

Mark è uno dei personaggi fondamentali della scena rock melodica mondiale. Produttore, poli-strumentista e songwriter, ha collaborato con personaggi del calibro di Julian Lennon, Cheap Trick, Bad English, Reo Speedwagon, Mr. Big, Winger, David Lee Roth e tanti altri. Se come credenziali non fossero sufficienti, possono parlare per lui qualcosa come 45 dischi d’oro/di platino e quasi un 100 milioni di dischi venduti. In più l’apporto di uno dei migliori session man al mondo (al secolo Tim Pierce), non può che enfatizzare ancor di più il valore dei pezzi.

“Traveling Cowboys” esce a distanza di quasi 10 anni dal precedente “It’s A Beautiful Life” (del 2012) del quale riprende il discorso, ma puntando maggiormente su pezzi più soft e tendenti al pop. Ed in effetti le prime due tracce (la title track e “Rolls Royce”) si basano sulla sua grande capacità di creare melodie avvolgenti donando anche un accattivante ritmo cadenzato.

Cambia il discorso con “VanderPump”, dove una spruzzatina di rock elettro acustico ben si sposa in una song dal forte impatto emotivo. “Going” ritorna su lidi più melodici, ma risulta estremamente godibile grazie alle soluzioni melodiche adottate da Mark. In effetti uno dei suoi grandi meriti è quello di riuscire a rendere interessanti anche i pezzi con meno impatto.

“Billion People” spicca per il duetto con Julian Lennon. Il risultato è strepitoso in una song intrinsecamente pop ma che, rispetto alla stragrande maggioranza di canzoni, ha il pregio di possedere un’anima. Il solo, la melodia e le due voci si uniscono creando un vero e proprio gioiello. “Someone Else” è una tenera ballad, dove il pianoforte e la calda voce di Spiro puntano direttamente al cuore dell’ascoltatore, così come “Let The Wind Decide”, dove il solo blues si incastra a perfezione.

“Kingdom Come” possiede un refrain corale molto azzeccato e possiede la capacità di mettere allegria, mentre “I Ain’t Leaving” è uno di quei pezzi che, se ascoltati con attenzione, riesce a far capire come Mark non faccia mai scivolare le se composizioni nel soporifero. Le uniche canzoni trascurabili sono “Between The Raindrops” e “Fisherman 3 2020”, che non aggiungono niente di particolare, ma con l’accoppiata “Dance”, “Feel Like Me” si ritorna al pop rock dal piglio mainstream.

Da citare senza ombra di dubbio è poi “Nothin In Between Us”, che può essere accostata all’album di esordio di Cliff Magness, per la grande cura negli intrecci vocali e le incantevoli armonie. In chiusura troviamo “Still”, che con il suo pianoforte e la chitarra acustica potremmo paragonare all’ultimo corso dei Bon Jovi (ma se lo facessimo vincerebbe a man bassa).

“Travelling Cowboys” segna quindi un ottimo ritorno sulle scene da parte di Mark Spiro. Date le atmosfere molto rilassanti, è l’album ideale da assaporare davanti ad un tramonto con un cocktail in mano, lasciando che la musica faccia viaggiare la nostra anima tra orizzonti tranquilli e sognanti.

Tracklist:

01. Traveling Cowboys
02. Rolls Royce
03. Vanderpump
04. Going
05. 7 Billion People (Featuring Julian Lennon)
06. Someone Else
07. Kingdom Come
08. I Ain’t Leaving
09. Between The Raindrops (Revisited)
10. Dance
11. Feel Like Me
12. Let The Wind Decide
13. Nothing In Between Us
14. The Fisherman 3 2020
15. Still

Line up:

Mark Spiro

Tim Pierce

Gia Sky

Link:

facebook.com/Mark-Spiro

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