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MYLES KENNEDY – Recensione “The Ides of March”

rimanendo fedele al suo stile inconfondibile, è UN ALBUM CHE DENOTA CURA NELLA NELL’ESECUZIONE E NELLA PRODUZIONE

MYLES KENNEDY
The Ides of March
Napalm Records

Release date: 14 maggio 2021

L’ultimo anno ha rappresentato un periodo prolifico nel panorama musicale: sono molti i musicisti, i cantautori e i gruppi di successo che hanno sfruttato il lockdown come l’occasione per attuare una profonda autoanalisi e riscoprire le radici della propria creatività. Myles Kennedy (Alter Bridge, Slash and The Conspirators) è uno di questi.

“The Ides Of March” è il secondo album solista frutto del fortunato sodalizio con la Napalm Records, in uscita il 14 maggio 2021, a tre anni di distanza dal Debut Album “Year of the Tiger”.

La tracklist consta di undici brani profondamente eterogenei per contenuto, estensione e sonorità, per un totale di circa un’ora di musica. Per quanto riguarda il songwriting, l’album è caratterizzato da testi onesti, semplici e diretti, scevri da artifici retorici, da cui si evince un desiderio di pace in un periodo di tumulto a livello politico e sociale.

Tuttavia, l’artista non prende posizione dal punto di vista ideologico ma lascia parlare il suo lato interiore; la sua non è una denuncia sociale, ma denuncia un disagio sociale, in cui tutti noi possiamo riconoscerci. Inoltre, l’opera esterna un sentimento condivisibile universalmente, ovvero il bisogno di armonia con gli altri e con sé stessi:“Why don’t we just get along?”.

Artista di fama internazionale e dalla carriera pluridecennale, Myles è apprezzato, oltre che per le sue doti canore, per il suo virtuosismo come chitarrista e polistrumentista di consolidata perizia tecnica. La sua grande esperienza si rispecchia nella poliedricità stilistica che contraddistingue il full-length: l’opera può vantare un ampio range di influenze, in primis un’anima Blues Rock che costituisce la matrice dell’opera, come negli assoli intricati e penetranti dell’Opening Track “Get Along”.

Troviamo riferimenti a Southern Rock e Country/Americana nelle ritmiche di “In Stride”, Alternative Rock in pieno stile Nineties nei riff di “Wake Me When It’s Over”, Classic Rock negli arpeggi acustici della struggente e intima “Love Rain Down”, un brano nostalgico e sognante che rappresenta una metafora in cui le aride aree desertiche dell’universo interiore dell’artista attendono l’amore come una pioggia salvifica.

Ad arricchire la composizione, la voce dalla sorprendente estensione, duttilità e agilità del nostro performer, che affronta l’avanzare degli anni reagendo bene all’erosione del tempo.

Con “Ides of March”, Myles Kennedy realizza un album che denota cura nella nell’esecuzione e nella produzione, che non si perde nei meandri dello sperimentalismo ma percorre terreni già battuti, rimanendo fedele al suo stile inconfondibile ed alla sua coerenza compositiva.

Tracklist:

1) Get Along                           
2) A Thousand Words
3) In Stride
4) The Ides of March
5) Wake Me When It’s Over
6) Love Rain Down
7) Tell It Like It Is
8) Moonshot
9) Wanderlust Begins
10) Sifting Through The Fire
11) Worried Mind

Line Up:
Myles Kennedy – Voce, chitarre
Zia Uddin – Batteria e percussioni
Tim Tournier – Basso

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