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TRICK OR TREAT – Recensione “The Unlocked Songs”

Aprendo lo scrigno delle canzoni segrete escono sempre dei gioielli….

TRICK OR TREAT
The Unlocked Songs
Scarlet Records

Release date: 21 Maggio 2021

Ormai prossimi al ventennio di attività, i modenesi Trick or Treat sfoderano il loro 7° album dopo uno dei fenomeni che i nostri figli e nipoti sicuramente studieranno sui libri di storia. Come tutte le cose, non sempre i brutti momenti vengono per nuocere, cosi la band ha riscoperto, rifatto, riarrangiato e dato alla luce brani messi li, quasi abbandonati, creando una bella produzione post lockdown.

Per chi non avesse confidenza con il gruppo, i Trick or Treat spaziano dal cantato British al nostrano, utilizzando spesso allegorie da nerd o di ispirazione scherzosa ma senza scherzare troppo sulla qualità musicale prodotta, di tutto rispetto ed di ispirazione chiaramente Metal, alla stregua di Rhapsody of Fire, Nanowar of Steel, Sabaton e similari.

Una bella partenza di slancio grazie ad “Hungarian Hangover”, primo singolo estratto dall’LP da parte della band. Un bel pezzo metalloso, veloce, piacevole e fresco, con un bel Main Riff e culminante in un assolo che riprende le arie classiche solitamente proposte in chiave orchestrale.

A tradimento i Trick or Treat ci piazzano una bella ballad in mid tempo, “Almost Gone”, principalmente imperniata sulla parte vocale capitanata da Alessandro Conti ma che, come da copione esplode in un assolo in due tempi molto interessante e dalla vena Epic.

Virata totale per la cover in chiave Metal de “I Cavalieri dello Zodiaco”, arci nota serie Cartoon anni ‘90; fedele all’originale ma dalla tempra degna di una serie diventata culto negli allora adolescenti. Arie folk grazie a “Dragonborn – Skyrim”, brano fortemente ispirato alla vena nerd della band che trae spunto dal game multiplatform Skyrim per svilupparne melodie in chiave Luca Turilli e forti coralità che connotano tutta la song.

Parodia tutta in chiave italiana a suon di Metal della situazione politica del nostro Paese. Non vuole essere una posizione schierata o ben precisa ma, bensì, una goliardica trasfigurazione della situazione, a volte paradossale, di alcune sfaccettature della società contemporanea italiana. È tempo di un’altra cover, ma in questo caso vengono coinvolti i grandissimi Misfits del quale viene rifatta “Scream” in chiave bella tirata e Heavy, impreziosita di piccoli fraseggi di chitarra più che azzeccati. Molto interessante anche il solo a due voci unisone.

Intro di chitarra acustica che fa da palcoscenico ad una solitaria elettrica struggente, tutto finisce quanto la tastiera con melodia 8-bit, modello sigla dei game dell’Atari o del Vic20, entra a segnare il ritmato martellante motore ritmico di batteria. Un viaggio extra sensoriale uditivo grazie a “Human Drama (Down Into Pain)”, 8 minuti abbondanti di puro Metal incalzante, ricco di cambi e stacchi, e che assoli: tanta roba!

Partenza Blueseggiante in delay e reverbero presto switchati sul 2’ canale “distorted” che associati ad una tastiera incalzante e ritmata richiamerà nei padiglioni degli ascoltatori più accorti un sentore di Stratovarius, sempre cosa molto gradita in tali frangenti. Un susseguirsi di pindarici riffaggi di chitarre ove Guido Benedetti e Luca Venturelli, senza esclusione di colpi, se le suonano di santa ragione.

È la volta di un altra ballad struggente, “Sagittarius – Golden Arrow (Acoustic-Orchestral)”, che si vada a legare nuovamente al cartoon del quale e’ stata rifatta anche la sigla? Beh il sospetto nasce spontaneo e fondato…

“Evil Needs Christmas Too” assume le sembianze di canzonetta spensierata e giustamente accomodante, dedicata ai cattivi che hanno comunque necessità di un po’ di affetto legato al periodo natalizio anche grazie ad alcune sonorita’ che riportano alle tipiche canzoni del periodo. Ben altro registro per la strumentale “Arles Hall”, dal DNA fortemente Heavy che vi teletrasporterà immediatamente in una partita di Guitar Hero, a livelli già dove la cazzimma necessaria per arrivare all’85% deve essere parecchia!

Momento Amarcord con l’intro di “Like Donald Duck” che vede proprio il tipico pernacchio di Donald Duck lasciarsi superare da un brano allegro e scanzonato, riproposto in versione originale risalente al 2004, ossia, primi anni di attività della band. In chiusura una sferzata di energia di quanto più manchi dall’avvento della pandemia: i live! Quindi una stilettata nelle gengive con “I’m Alive”, cover degli Helloween, band ispiratrice da sempre dei Trick or Treat.

Sicuramente un album dalla forte eterogeneità legata a scelte ben precise fatte dalla band, legate al voler proporre tutti quei brani che non trovavano una pertinente collocazione con il resto della tracklist dell’album del momento ma che meritavano, prima o poi, di vedere la luce comunque.

Quale migliore occasione di questo album che offre un ottimo panorama sonoro a coloro che non hanno forte confidenza con le produzioni dei Trick or Treat, tale da far venire la curiosità di sentire anche gli altri album e, per tale motivo, sicuramente missione compiuta.

Ah, qui non si parla di dolcetto o scherzetto ma di un bel torrone tutto intero…

Tracklist

Hungarian Hangover

Almost Gone

I Cavalieri dello Zodiaco

Dragonborn – Skyrim

Heavy Metal Bunga Bunga

Scream

Human Drama

Hampshire Landscapes

Sagittarius – Golden Arrow (acoustic-orchestral)

Evil Needs Christmas Too

Like Donald Duck (demo 2004)

I’m Alive

Line-up:

Alessandro Conti – voce

Guido Benedetti – chitarra

Luca Venturelli – chitarra

Leone Villani Conti – basso

Luca Setti – batteria

Link Utili:

trickortreatband.com
facebook.com/trickortreatband
instagram.com/trickortreat_official
twitter.com/trickofficial

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