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SILVER LAKE by ESA HOLOPAINEN – Recensione “Silver Lake by Esa Holopainen”

ogni singola traccia costituisce un gioiello, un universo a sé per genere, stile e particolarità

SILVER LAKE by ESA HOLOPAINEN
Silver Lake by Esa Holopainen
Nuclear Blast

Release Date: 28 maggio 2021

Ci sono volute proprio la pandemia dell’anno scorso con la cancellazione dei concerti, una grande forza di volontà mista a curiosità, e forse anche qualche bella “congiunzione astrale” fortunata, per far venire alla luce il sogno di tre decenni di Esa Holopainen, il lead guitarist della band prog e folk metal Amorphis, che ha visto realizzato il suo primo album solista con la sua band chiamata SILVER LAKE, nome preso semplicemente dalla marca del pedale di riverbero che il chitarrista utilizza (e non tanto da una trasposizione del titolo dell’abum degli Amorphis, “Tale From The Thousend Lakes”).

In uscita con Nuclear Blast il 28 maggio, questo disco, prodotto e missato dal connazionale finlandese Nino Laurenne nei suoi Sonic Pump Studio a Helsinki e masterizzato da Svante Forsbäck (già famoso per gli album di Rammstein, Volbeat, The Rasmus), si presenta già come un ottimo biglietto da visita per la presenza di artisti di gran classe, che hanno dato il massimo contributo per questo progetto particolare dalle atmosfere uniche e dai riff innovativi.

Il materiale per questo disco è stato tirato giù da qualche anno da Esa Holopainen e tre delle tracce, “Sentiment”, “Ray of Light” e “Promising Sun”, hanno poi costituito la struttura portante, lo scheletro musicale, su cui si è sviluppato questo piccolo capolavoro molto variegato per stile e variazioni compositive, che si discosta dal genere degli Amorphis, benché si notino ugualmente certe somiglianze, influenze e affinità.

Inizialmente pensato come full album solamente strumentale, in cui lo stesso Holopainen però non ha sentito l’esigenza di cantarci sopra, alla fine è stato composto con l’idea di far partecipare vocalist di eccezione, conosciuti nell’ambiente o che hanno sempre avuto certi legami affettivi con il chitarrista solista, non solo a livello musicale, e che potessero continuare a essere se stessi in ogni canzone assegnata: artisti che sono stati ben entusiasti di partecipare a questo progetto, alcuni con i propri testi scritti ad hoc sulle orchestrazioni di Holopainen, altri solo con la propria vocalità originale a supportare le liriche scritte dallo stesso chitarrista.

Come ben sappiamo, Esa Holopainen non si è mai cimentato nella scrittura dei testi degli Amorphis, ma solamente a livello compositivo, quindi per lui è stato una piacevole novità affrontare i temi più disparati, quali la natura, i problemi di salute mentale e altro ancora.

E appunto, a parte la title track a fare da apripista raffinata stumentalmente, che si sviluppa e si “srotola” come un tappeto rosso per tutte le canzoni del disco, la cronologia delle tracce è stata scelta in maniera mirata da Holopainen: non è un caso che la prima canzone, “Sentiment”, e l’ultima, “Apprentice”, siano cantate egregiamente da Jonas Renkse (che conosciamo anche come Lord Seth), il cantante e polistrumentalista della band svedese Katatonia, oltre che di Bloodbath e October Tide, e vogliano contenere tutte le altre tracce all’interno dell’album.

“Storm”, presentata come primo singolo col suo video girato di recente alle Canarie, mostra un approccio ipnotico e atmosfere in pieno stile Dire Straits anni ’80, anche grazie alla voce di Håkan Hemlin, cantante del duo folkrock svedese Nordman. Con il secondo singolo e video “Ray Of Light” pare di sentire un musical per le sue parti poppeggianti e il cantato di Einar Solberg, vocalist della prog metal norvegese Leprous.

Segue poi la canzone “Alkusointu” (cioè “Allitterazione”), estravagante sia per le liriche sia a livello musicale con parti cantate e recitate, quasi a sentire Orson Wells in lingua finlandese, da Vesa-Matti “Vesku” Loiri, attore e cantante pop finlandese molto conosciuto in patria; le tre canzoni successive hanno un impatto decisivo sull’orecchio dell’ascoltatore, sicuramente anche per la performance canora inegugliabile degli ospiti.

Nella heavy “In Her Solitude” riconosciamo l’ecletticità di un Tomi Joutsen degli Amorphis, in ottima forma per il suo tipico alternarsi di note pulite alte e baritonali molto profonde alla Peter Steel dei Type O Negative; in “Promising Sun” il melodico Björn “Speed” Strid dei Soilwork e The Night Flight Orchestra; e per finire “Fading Moon” interpretata angelicamente da Anneke Van Giersbergen, ex cantante olandese dei The Gathering.

In conclusione, il progetto solista “Silver Lake by Esa Holopainen” è un disco da avere senza se e senza, ascoltandolo dall’inizio alla fine, poiché sembra volersi chiudere come in uno scrigno prezioso a scomparti, dove ogni singola traccia costituisce un gioiello, un universo a sé per genere, stile e particolarità.

Tracklist:

01. Silver Lake
02. Sentiment (feat. Jonas Renkse)
03. Storm (feat. Håkan Hemlin)
04. Ray Of Light (feat. Einar Solberg)
05. Alkusointu (feat. Vesa-Matti Loiri)
06. In Her Solitude (feat Tomi Joutsen)
07. Promising Sun (feat. Björn ‘Speed’ Strid)
08. Fading Moon (feat. Anneke Van Giersbergen)
09. Apprentice (feat. Jonas Renkse)

Line-up:
Esa Holopainen: lead guitar, guitars
Jonas Renkse: vocals in “Sentiment” e “Apprentice”
Håkan Hemlin: vocals in “Storm”
Einar Solberg: vocals in “Ray Of Light”
Vesa-Matti “Vesku” Loiri: vocals in “Alkusointu”
Tomi Joutsen: vocals in “In Her Solitude”
Björn “Speed” Strid: vocals in “Promising Sun”
Anneke Van Giersbergen: vocals in “Fading Moon”

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