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RISE AGAINST – Recensione “Nowhere Generation”

Rompiamo il lockdown a suon di Punk Rock aggressivo!

RISE AGAINST
Nowhere Generation
Loma Vista Recordings

Release date: 4 giugno 2021

Passano gli anni ma la stoffa, quella vera, non si sgualcisce mai e la dimostrazione sono proprio i Rise Against.

Dopo 4 anni dalla loro ultima produzione e ben 8 dischi alle spalle che hanno portato al conferimento di svariati dischi di platino oltre che vedere inserire le proprie hit nei migliori giochi digitali sulle più disparate piattaforme, ecco il loro neo nato nono album, “Nowhere Generation”. Il cantante Tim McIlrath ha dato un dettagliato commento in relazione a tutte le tracce proposte indicando che lo spunto è arrivato dalle esperienze di vita vissute dai figli della band.

L’affondo dato in apertura è bello profondo e intenso grazie a “The Numbers”. Il consueto sound Punk Rock bello spinto e dalla velocità decisa ed incisiva così come il testo, molto proiettato ad una sorta di ribellione verso le costrizioni imposte dalla società. Una bella mid tempo dominata dal tremolo sulle chitarre della strofa è “Sudden Urge” che avrebbe fatto bellissima figura come OST su Tony Hawk, noto gioco digitale di skateboard, vista la propensione della band a questa tipologia di entertainment.

Fantastica traccia la title track “Nowhere Generation”, che starta con un coro multivoice per poi proseguire con uno stile Punk Rock anni 2000 sempre attuale e che mai passa di moda; nel testo uno spaccato legato alle nuove generazioni di giovani con pro e contro, derivato dalle esperienze e dai momenti di vita dei figli dei membri della band.

Brano dalla vena introspettiva “Talking to Ourselves”, ottima colonna sonora per sport adrenalinici a suon di velocità, un po’ come quella impressa nel main riff sapientemente arricchito da una coralità di gruppo che fa molto West Coast seppur la band sia di Chicago… Sarà l’effetto dei grandi laghi del nord est degli States…

I rimandi allo stile Offspring dell’esordio sono molto forti tra basso distorto in apertura e chitarra distorta a transistor sono palpabili in “Broken Dreams” che va a riprendere uno spaccato di quelli che sono quei sogni che per qualche motivo si infrangono e quanto ne consegue. Una variazione grazie a “Forfeit” che rallenta e frena un po’ gli animi per una brano in mid tempo dalla spinta introspettiva tutto voce e chitarre acustiche a tratti da pelle d’oca: grandissimo brano!

Il motore sonoro torna a pieni giri grazie a “Monarch”, una con una spintissima cassa in 4/4 velocissima ed un cantato smitragliato senza riverenza così come “Sounds Like” ove il basso di Joe Principe la fa ancora da padrone con parti da “prima donna”.

Una lieve flessione con “Sooner or Later”, dominata nuovamente dalla linea di basso fino a culminare nel più apprezzato ritornello che nei prossimi live spopolerà tra il pubblico presente fino a far esplodere il pogo più esagitato sull’assolo. “Middle of a Dream” è un altro bombardone Top Track dal cantato mai forzato, di presenza ed impatto, una ritmica incalzate con cassa e basso rullanti da sfondo a chitarre taglienti che ci fanno anche il piacere con un interessante assolo. Super Super Super ritornello: letteralmente frantuma timpani!

“Rules of Play” fa ripartire il treno verso l’ estate che è alle porte con un brano ruvido come una tavola da skate che sarebbe nuovamente la perfetta colonna sonora di una giornata di trick in piscine ormai vuote e diventate campo di sfida per i migliori skater.

Seppur i contenuti siano altamente riflessivi di uno spaccato sociale di quelli che erano gli USA dell’American Dream che oggi non c’è più, i Rise Against nonostante non siano più dei ragazzini hanno ancora il tiro ed il piglio di tanti anni fa, con la dovuta maturazione.

Un album pietra miliare per questa estate ormai alle porte.

Tracklist

The Numbers

Sudden Urge

Nowhere Generation

Talking To Ourselves

Broken Dreams

Forfeit

Monarch

Sounds Like

Sooner Or Later

Middle Of A Dream

Rules Of Play

Lineup

Tim McIlrath – voce, chitarra ritmica

Zach Blair – chitarra solista

Joe Principe – basso, cori

Brandon Barnes – batteria

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