Homeinterviste-recensionirecensioniREGARDLESS OF ME - Recensione "Forms"

Articoli Correlati

REGARDLESS OF ME – Recensione “Forms”

Un disco splendido di grandissima fattura, che conferma l’evoluzione iniziata con ‘The Covenant’

REGARDLESS OF ME
Forms
Boersma Records

Release date: 7 Giugno 2021

Si è soliti indicare il 3 come il numero della perfezione, nel senso della compiutezza, dell’espressione ottimale di ciò che era potenziale in una band, ma per i Regardless of Me, four-piece di Milano estremamente borderline (grande pregio, in molte aree del metal), con il suo metal melodico, possente, cupo e virtuoso, il 5 si dimostra il numero della completa realizzazione…almeno fino ad adesso.

Dopo la svolta di ‘The Covenant’ e l’ingresso della singer Arys Noir, elemento fondamentale per il salto evolutivo della band lombarda, i Regardless of Me hanno offerto da subito un sound particolarissimo che, evitando barocche e bizzarre etichette, può essere efficacemente descritto come extreme-progressive metal, ed in questo ‘Forms’ le caratteristiche della band emergono nella loro piena compiutezza.

Sound chitarristico feroce, virtuoso e psicotico degno dei Meshuggah, ma capace di mantenere una scrittura fluida come il classic metal/hard rock, corredato da assoli eterogenei e virtuosi, ma sempre ispirati e pertinenti al mood del brano in questione. Sessione ritmica fluida e duttile, capace di passare dai tempi più contorti e serrati a quelli più atmosferici, minimali ed avvolgenti, quasi dark/trance che spesso condiscono le composizioni dei Regardless of Me, come si può apprezzare dall’intro ‘Materia’, dalle parti mediane di ‘This is Us’ e ‘The River ‘ (quarto singolo e Visual video), grazie al drumming vorticoso e sensibile di Iaculli ed al bassista Parrini che cuce il tutto come un creatore di arazzi.

Comparto vocale tecnico, sanguigno e passionale ad opera di Arys, con la sue voce tagliente e penetrante, a metà strada tra hard rock e power metal U.S., come una specie di Kate French più asciutta: ascoltate ‘Everything’ e ‘All I Remember’ (secondo singolo con lyric video) per sentire la vis pugnandi della cantante di origine livornese che cela un meditato dolore, gelosamente custodito dalla sua potenza vocale.

Tutto questo materiale talentuoso e creativo viene gestito con eccezionale equilibrio, degno del miglior arciere pronto a colpire, dalla simbiosi raggiunta dal combo milanese, in grado di fondere un riff hard rock con una sessione ritmica prog, per poi passare ad un guitar-work degno di Thordendal che si sposa ad una melodia vocale riconducibile a elementi dei Lacuna Coil, ma cantata con la forza degli Unleash the Archer, il tutto apprezzabile in ‘Now You See Me’ (primo singolo), quasi una sorta di Matia Bazar in versione Devin Townsed ‘dark’ e con inserti di elettronica sperimentale.

Questi elementi elettronici e dance estremi emergono anche nella nuova versione di ‘Weightless – Trancecore’ (terzo singolo e traccia già presente su ‘The Covenant’), rabbia cyber-umanistica sospesa tra la malinconia e la furia omicida, un brano che per l’atmosfera di oscura dance elettronica, ricorda la cover fatta dai Labyrinth del brano ‘Vertigo’ di Rex Antoni.

Ad unire il tutto, alla fine, oltre ad una produzione d’avvero azzeccata, pulita, possente, brutale ma non troppo, in grado di lasciare spazi di trasformazione ed adattamento per i momenti più introspettivi, vi è il lavoro di Emiliano Sicilia, non solo alle chitarre multicorde (11, 12 e 13 strings), ma anche ai campionamenti ed alle growling vocal, elemento death che aumenta i contrasti e la violenza del sound Regardless of Me, ma che sottolinea, allo stesso tempo, le sfumature più sognanti e prog-metal, come nell’assolo dello splendido strumentale ‘Nebula 2 – Andromeda’.

Un disco splendido, spiazzante per molti, che risulterà quasi irritante per alcuni, ma di grandissima fattura, che conferma l’evoluzione iniziata con ‘The Covenant’ e proseguita con ‘Black Flowers Blossom’, di una band che si muove su territori di confine, veri e propri viandanti del metal pronti a raccogliere reliquie nei loro viaggi interiori, per poi usarle nella costruzione di simulacri da lasciarsi dietro le spalle, a testimonianza del loro passaggio in viaggi attraverso luoghi sconosciuti, come era solito fare il buon Lovecraft.

Un disco da avere, per amarlo o anche odiarlo (se proprio non riuscite a farvi travolgere da questa metamorfica creatura), ma di certo non per ignorarlo. Unici.

Tracklist:

1. Materia – Intro

2. Hell´s Friends

3. This Is Us

4. The River

5. Everything

6. All I Remember

7. Now You See Me

8. Weightless – Trancecore

9. Nebula 2 – Andromeda (instrumental)

10. Astral – Outro

Line-up:

Niccolò Parrini: Bass

Mr Dark: Guitars, Vocals (growls & screams), Programming

Arys Noir: Vocals

Rob Iaculli: Drums

Link Utili:

www.facebook.com/regardlessofme

Ultimi Articoli

Articoli Correlati