HomenewsDOBERMANN - Recensione "Shaken To The Core"

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DOBERMANN – Recensione “Shaken To The Core”

Un lbum ottimo come compagno di viaggio per le prossime vacanze. Barking at the summer with Dobermann’s sound!

DOBERMANN
Shaken To The Core
Wild Mondays Music

Release date: 11 Giugno 2021

Il terzetto torinese, da non confondere per la quasi omonimia con il gruppo Punk/Ska giapponese dei Doberman, ha pubblicato il loro quindo energico album a ridosso della nuova torrida estate che si appresta ad arrivare. Coronando il loro decimo anno di attività si sono avvalsi delle preziose e sapienti “mani” di Alessandro Del Vecchio per l’ottimizzazione e l’assemblaggio del loro uovo album ricco di un Rock Classico e finezze melodiche ad impreziosirne la tracklist.

La partenza è molto incoraggiante grazie alla Title Track “Shaken To the Core”, molto ritmata e svelta, seppur non proprio innovativa ma molto molto orecchiabile comunque. Una bellissima linea di basso contraddistingue “Starring at the Black Road” che viene ulteriormente arricchita da un assolo di chitarra sul finale ruvido e legnoso ma ben integrato con la melodia dominante.

“Stiffer Upper Lip” ha quel tono molto British e da “presa per il culo” scanzonatorio ma coinvolgente; con “Dropping Like Flies” sembra di sentire una ritmica alla AC/DC accelerata con forte personalità nuovamente con il basso di Paul Del Bello a farla da padrone con una linea parecchio presente. Interessante la coralità del ritornello così come le parti di chitarra di Valerio ‘Ritchie’ Mohicano.

Con “Over The Top” la memoria riporta immediatamente alla cinematografia americana ma, in questo caso, bisogna andare più indietro negli anni, richiamando il tipico sound Funky dei polizieschi come Starsky & Hutch, vintage e caldo e con il basso “gommoso” dei ‘70ies. Una bella frenata viene data da “Talk To The Dust”, Mid Tempo con chitarra acustica a farla da padrone con uno struggente assolo.

Il vintage caratterizza il DNA sonoro dei giovanotti tanto da dare netti richiami ai The Trammps di Disco Inferno con la loro “Rolling With The Times”, brano molto coinvolgente e piacevole, soprattutto perché riporta alla memoria sonorità del passato sempre piacevoli da ascoltare. Il copione permane orientato al passato anche con “Summer Devil” che però ci proietta al tipico brano da live con i cori del pubblico a riempire i cuori dei musicisti dopo un lungo periodo di forzato stop.

Nuova linea di basso conturbante, a tratti orgasmica, grazie a “Rock Steady”, dai lontani richiami allo stile Kravitziano con una forte marcatura ritmica, Mid Tempo e distensiva. Il duetto voce piano in chiave Ballad morbida la troviamo in “Last Man Standing” con la parte di piano in stile Baronetto Elton John ed un vocale alla Frankie Goes to Hollywood di “The Power Of Love”, da pelle d’oca..

Chiusura devastante alla The Winery Dogs style grazie a “Run For Shade” ove, chiaramente e vista l’ispirazione, da padroni abbiamo la batteria di Antonio Burzotta ed il basso di Paul Del Bello, più volte quest’ultimo nominato vista la scelta di portare le parti del suo strumento in primo piano nelle varie canzoni.

I Dobermann ci hanno offerto album molto easy listening e di piacevole gradimento sonoro, indirizzato ad un pubblico ad ampio spettro, dal 15enne al 60enne. Offrono nel complesso una vasta gamma di melodie, sempre cariche di positività e per il buon umore anche se non propriamente innovative nello stile e armonia. Un ottimo compagno di viaggio per le prossime vacanze.

Tracklist

Shaken to the core

Staring at the black road

Stiff upper lip

Dropping like flies

Over the top

Talk to the dust

Rolling with the times

Summer Devil

Rock steady

Run for shade

Last man standing

Lineup

Paul Del Bello – Basso & Voce

Valerio ‘Ritchie’ Mohicano – Chitarra

Antonio Burzotta – Batteria

Link Utili:

www.dobermannweb.net
www.facebook.com/dobermannrnrband
www.instagram.com/dobermann_official
www.twitter.com/dobermannhq

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