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ASIDIE – Recensione EP “Monument”

un buon lavoro, che riesce a far cantare i graffi dell’anima con un sobrio dolore..

ASIDIE
Monument
Indipendent

Release date: 15 Giugno 2021

Dopo l’esordio di ‘Behind’ del 2018, ritroviamo il three-piece doom/gothic dalle tinte funeral degli Asidie, con l’EP ‘Monument’.

Il materiale non è molto per dare un giudizio completo sui nuovi passi fatti dalla formazione pavese/parmense dato che abbiamo solo tre nuovi brani, più una cover dei Paradise Lost (No Hope in Sight) e la riproposizione di ‘Under the Snow’ dell’esordio ‘Behind’.

‘Broken’ è una marcia lenta e plumbea, molto affascinante, di un’anima verso l’oblio, in cui ritroviamo la mastodontica sofferenza dei My Dying Bride, ma anche atmosfere più melodiche ma sempre condite dal quel lancinante lamento muto e disperato che può ricondurre ai Forgotten Tomb.

Tutto, però, cambia con ‘I Wish That I was Dead’, brano che ricorda i Paradise Lost di ‘Draconian Times’ ma anche un certo hard rock dark, con in testa i The Cult e qualche riferimento ai milanesi Bloody Mary, sempre per la fluidità della drum-machine di Ironcross, mentre il comparto di chitarre, sempre ad opera dello stesso Ironcross, risulta massiccio e trascinante, sempre in linea con il gothic/doom metal britannico. Proprio in questa track si nota che la voce di Asator sembra trovarsi più a suo agio nelle parti melodiche veloci, oppure nei growl più cadenzati e catacombali, mentre nelle litanie ieratiche alla Sainthorpe emerge una certa insicurezza che rende avulso il cantato dal buon lavoro strumentale, anche se nella conclusiva ‘Let me Dream’ le cose cambiano ancora.

Si torna sugli ossianici tempi medi tanto amati dalla band e la voce ieratica, più vicina ad un’intimità introversa e sofferta, alternata a sprazzi di raw vocals malinconiche, tali da ricordare Carmelo Orlando dei Novembre. Il brano, anche se molto lungo (oltre 13 minuti), regge bene grazie a coesione ed atmosfera, punti forti di questa formazione che dal il meglio quando si concentra su quello che le viene più istintivo fare, vale a dire trasmettere un senso di arcana e cosmica sofferenza.

Problemi quando si cercano variazioni in territori non ancora ben collaudati o resi personali, come le già citate incertezze della voce di Astor su passaggi ieratici e sospesi della voce o sulle fughe solistiche di Ironcross in ‘I Wish That I Was Dead’ o nella cover di ‘No Hope in Sight’ dei Paradise Lost, versione, comunque, convincente del brano tratto da ‘The Plague Within’.

Con la conclusiva nuova versione di ‘Under the Snow’, gli Asidie ci fanno capire che il salto potranno farlo cercando nella loro propensione ad unire epica dinamica oscura e possente malinconia e, soprattutto, curando dettagli e particolari e continuando a crescere, anche tecnicamente, come musicisti, perché il doom/gothic, anche se non appare come un territorio dedito all’esplosività virtuosistica, cela tra i suoi anfratti gemme oscure che hanno bisogno di talentuosi intagliatori; personalmente, credo che Asidie possano esserlo, ma solo se continueranno la loro crescita. Per ora, un buon lavoro, che riesce a far cantare i graffi dell’anima con un sobrio dolore.

Tracklist:

1. Broken

2. I Wish That I Was Dead

3. Let Me Dream

4. No Hope in Sight (Paradise Lost cover)

5. Under the Snow 2021

Line-up:

Asator -Vocals

Pizzu -Bass

Ironcross – Guitars, Drum programming

Link Utili:

www.facebook.com/asidiemetal

www.instagram.com/asidieproject_official

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