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MAYHEM – Recensione EP “Atavistic Black Disorder/Kommando”

troppo breve nel suo comparto di brani originali, ma capace di rinvigorire e dare dignità alla nobile intransigenza di una band che, amata od odiata, non può essere ignorata..

MAYHEM
Atavistic Black Disorder/Kommando
Century Media

Release date: 9 Luglio 2021

Si riaffacciano al mondo con un nuovo EP, le leggende del True-Norwegian Black Metal, i Mayhem e, benché tacciati da molti detrattori, fin dai primi anni ’90, di insensata rumorosità ed approssimazione compositiva, ci mostrano che la loro capacità di tessere ruvide e spinose trame di odio glaciale, con i loro minimali e distruttivi accordi, non si è affievolita (come sostengono alcuni die-hard fan), ma semplicemente affinata.

‘Voces ab Alta’ è un assalto mistico, che unisce atmosfere arcane e violenza selvaggia del miglior black metal scandinavo, grazie ad un sapiente lavoro di guitar-work da parte di Teloch e Ghul, unito alla spinta del sempre straordinario Hellhammer, batterista totale, capace di donare mille sfumature alla ferocia del combo norvegese.

Questa ferocia prosegue con la sempre distruttiva ma ritmicamente più strutturata e ragionata ‘Black Glass Communion’, dove Attila Csihar (per chi vi scrive l’unico degno di sostituire il povero Dead dietro il microfono del quintetto di Oslo) evoca e guida tutti i Nazgul di Mordor con il suo abrasivo scream/growl, per poi innalzare ancora il livello di epicità, con l’uso di voci baritonali davvero suggestive, in grado di sposarsi alla perfezione con i gelidi riff in accordi diminuiti della coppia Ghul/Teloch.

Si giunge così, un po’ troppo presto, all’ultimo brano ‘originale’ dell’EP, ‘Everlasting Dying Flame‘, un gorgo di odio e tormento mai sopito, che ha l’odore del gelo che portano i venti delle tempeste nel Circolo Polare Artico, sempre grazie alla perfetta fusione tra le sei-corde e la sessione ritmica, guidata da Hellhammer e supportata dal lavoro a volte oscuro, ma preziosissimo, dell’ultimo dei superstiti dell’epoca d’oro della band, Necrobutcher. Il tutto sempre esaltato dalla voce malefica e malignamente sofferente di Attila.

Un lavoro molto classico ma anche estremamente sentito, ricco di genuina passione e curato nei minimi dettagli, specie la produzione, chiara e precisa ma che non toglie nulla al vortice di Azagthtoth evocato dai 5 oscuri sacerdoti di Isengard.

A fare da interessante compendio finale di questo “Atavistic Black Disorder/Kommando” fin troppo breve lavoro, 4 cover hardcore/metal-punk di gruppi seminali per il genere, ma anche per il metal, come i mai troppo lodati Discharge, con ‘In Defense of our Future’, dove emergono un ottimo assolo di chitarra e la performance più che buona di Messiah, uno degli ospiti, che si alterna a Maniac dietro al microfono, con quest’ultimo protagonista della seminale ‘Hellnation’ dei Dead Kennedys, davvero in forma ed a suo agio nell’esecuzione delle vocal-melody di Jello Biafra, mentre ‘Only Death’ (Rudimentary Peni) e ‘Commando’ dei Ramones, chiudono del tutto il lavoro, mostrando un lato delle variegate influenze dei Mayhem, sorprendenti per i meno vicini alla band di Necrobuthcer e soci.

Come dicevamo, un lavoro per fan e per die-hard black metaller, forse troppo breve nel suo comparto di brani originali, ma capace di rinvigorire e dare dignità alla nobile intransigenza di una band che, amata od odiata, non può essere ignorata, in quanto protagonista da sempre dell’extreme-metal scene.

Ricercata lapidarietà

Tracklist:

SIDE A
Voces Ab Alta
Black Glass Communion
Everlasting Dying Flame

SIDE B
In Defense Of Our Future (Discharge Cover)
Hellnation (Dead Kennedys Cover)
Only Death (Rudimentary Peni Cover)
Commando (Ramones Cover)

Line Up:

Necrobutcher – Bass 
Hellhammer – Drums
Attila – Vocals
Teloch – Guitar
Ghul – Guitar 

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