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VANEXA – Recensione “The Last In Black”

Come il vino più i Vanexa invecchiano più migliorano

VANEXA
The Last In Black
Black Widow Records

Release date: 10 Luglio 2021

Erano 5 anni che aspettavamo il successore di “Too Heavy To Fly” ed ora, tramite Black Widow Records, possiamo finalmente gustare questo “The Last In Black”. I Vanexa (per chi non li conoscesse) sono tra le prime band italiane ad aver esordito su disco negli anni ’80 e rappresentano uno dei capostipiti del metal tricolore. In più, sono stati quelli che hanno dato il “battesimo di fuoco” ad uno dei più grandi cantanti italiani, al secolo Roberto Tiranti.

Ma torniamo al presente, e che presente. La formazione attuale rimane invariata rispetto all’ultimo studio album e vede affiancare agli storici fondatori, Silvano Bottari (batteria) e Sergio Pagnacco (basso), i due assi delle 6 corde, Pier Gonella e Artan Selishta e lo straordinario singer Andrea Ranfagni (in arte Ranfa).

“The Last In Black” prosegue il discorso iniziato con il lavoro del 2016 conservandone l’esplosività, ma aggiungendo linee melodiche più ampie e inserendo spunti prog e contaminazioni varie che hanno il grande pregio di creare canzoni eterogenee, a volte molto diverse tra loro, che però una volta osservate nella loro globalità vanno a creare un tutt’uno coerente.

L’opener “The Last In Black” con il suo riff in puro stile Whitesnake a far da tema portante, si dimostra una song potente, ben sorretta dalla sezione ritmica e dalle bellissime trame dipinte dalle chitarre. Mentre “My Grave” è un altro bello schiaffo in pieno volto, in pieno stile Vanexa. Veloce, cattivo e adattissimo ad essere riproposto live. “Earthquake” cambia registro. Il basso di Sergio in bella evidenza si divide la scena con la voce di Ranfa. L’entrata del resto della band aggiunge un’aria sofisticata e di gran classe nella parte strumentale (tendente al prog) che spezza la canzone e poi va a concluderla.

Si torna a ritmi più sostenuti e hard rock di squisita fattura con “No Salvation”, grazie anche al sapiente guitar working della coppia d’asce. Mentre “Perfect!” ci entusiasma dall’inizio alla fine con il suo inizio sognante e le chitarre acustiche che accompagnano il cantato dolce e malinconico. L’inserimento del piano fa poi crescere lentamente la canzone fino all’esplosione dirompente che porta allo splendido assolo. “Armless” è la suite magistrale di questo lavoro. Uscita come singolo e relativo video l’anno scorso, è pervasa da suoni orientaleggianti su una solida base hard rock.

Melodia, potenza e ispirazione si fondono andando a creare una perla di indiscusso valore. È sicuramente questa la canzone dove si nota di più la diversità stilistica tra Pier e Artan. Un diversità che però si integra alla perfezione nelle composizioni dei Vanexa rendendole particolari ed uniche. “Dr. Strange” è un metal melodico che possiamo accostare al periodo “Somewhere/Seventh Son” dei Maiden con melodie catchy che ti si piantano subito nel cervello. Ottimo pezzo. “Dead Man Walking” mostra il lato più serio e riflessivo, con un indovinato pathos oscuro. Bellissima la prestazione di Ranfa che riesce a donare una interpretazione sentita e profonda. Altro grande riff in “Like A Mirage” dove cambi di tempo e atmosfera la fanno da padrone.

In “I Don’t Care” vengono riprese le loro classiche sonorità puntando sulla dinamicità delle 6 corde e la versatilità delle linee vocali. La finale “Hiroshima” è l’altro singolo ed è la canzone che esprime in pieno il trademark dei Vanexa. Veloce, cattiva in puro stile nwobhm, speriamo che questa volta i Saxon non gliela rubino perché suona più Saxon degli stessi Saxon. Anzi suona Vanexa al 100%.

“The Last In Black” lo attendevamo da anni e la band ligure non ha deluso. Anzi ci ha stupito ancora una volta non soffermandosi sul sound del precedente (e strepitoso) album ma evolvendosi e sperimentando nuove sonorità pur mantenendo intatta la propria identità. Come il vino più i Vanexa invecchiano più migliorano. Fatelo vostro ad ogni costo.

Tracklist:

01. The Last In Black
02. My Grave
03. Earthquake
04. No Salvation
05. Perfect!
06. Armless
07. Dr. Strange
08. Dead Man Walking
09. Like A Mirage
10. I Don’t Care
11. Hiroshima

Line-Up:

Andrea “Ranfa” Ranfagni – Lead Vocals
Artan Selishta – Guitar
Pier Gonella – Guitar
Sergio Pagnacco – Bass
Silvano Bottari – Drums

Link Utili:

www.facebook.com/vanexaband
www.vanexa.org

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