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ROBIN RED – Recensione “Robin Red”

Un album dalle forti vibrazioni emozionali che derivano da quell’irresistibile voglia di anni ’80, alla quale cedere è un privilegio che profuma di vintage infinito e avvincente

ROBIN RED
Robin Red
Frontiers Music

Release date: 17 settembre 2021

Quando si fa il nome di Robin Red (Robin Eriksson) non può che tornare alla mente il frontman dei Degreed: band dalle salde radici svedesi, che in cinque album ha saputo omaggiare un ottimo hard rock melodico e che in questa fase sta preparando la sesta chicca. Nel frattempo, Robin si è concesso il meritato lusso di trasformare il sogno di un progetto solista in fastosa realtà, con la pubblicazione di un accurato e brillante omonimo album.

L’attenzione prestata dal cantante nel realizzare un lavoro dettato dal cuore, sta nel fatto che lo ha registrato in collaborazione con l’amico e connazionale Dave Dalone degli H.E.A.T., musicista di altrettante innate qualità in veste di co-autore, produttore e chitarrista, con l’allettante risultato di dodici tracce che suonano un rock prettamente aoreggiante, tagliente al punto giusto e con melodie ricche e a impatto esaltante; il tutto ben racchiuso nelle doti vocali di Robin, come raccontano i tre singoli godibili nelle note e nel video dell’eccellente up-tempo “Don’t Leave Me (With A Broken Heart)”, e nelle due versioni audio dell’ariosa “Freedom” e della catchy “Nitelife”.

Quando la chitarra è nelle mani di Dave, il rock si fa sempre trovare pronto per giovarsi di una sorta di madre natura a sei corde, che nell’occasione dà eco alla ruffiana dinamicità di “(I’m A) Bad Habit”, alle sfumature smaliziate di “Everlyn”, alle atmosfere accattivanti di “Can’t Get Enough”, alle tinte smaliziate di “Livin’ Dead”, e alla brezza sontuosa di “Head Over Heels” suggellata dal richiamo alle origini soliste di Michael Sweet.

Fatta doverosa menzione del sorprendente blues di “Living For”, il rimanente tris, composto dal tocco aggraziato di “Midnight Rain”, dalla magia anthemica di “Heart Of Stone” e dalle atmosfere radiose della ballad acustica “Reason To Survive”, arricchisce il lato armonico e brioso dell’album, e completa un lavoro che certifica la vena artistica di Red e nobilita in pompa magna il soprannaturale Dalone.

Un’altra occasione per sottolineare le qualità di un’epoca inimitabile, che farà anche le fortune di un album dalle forti vibrazioni emozionali che derivano da quell’irresistibile voglia di anni ’80, alla quale cedere è un privilegio che profuma di vintage infinito e avvincente, e per la quale Robin non si è risparmiato in costanza e passione. E se è vero che realizzare un desiderio è l’input ideale per continuare a concretizzarne altri, è plausibile ipotizzare che il cantante di Stoccolma, tra Degreed e carriera solista, ci accompagnerà a lungo nel suo personalissimo ed elegante ‘Robin Red Carpet’.

Tracklist

01. Don’t Leave Me (With A Broken Heart)

02. (I’m A) Bad Habit

03. Everlyn

04. Freedom

05. Midnight Rain

06. Can’t Get Enough

07. Reason To Survive

08. Heart Of Stone

09. Nitelife

10. Head Over Heels

11. Livin’ Dead

12. Living For

Line-up

Robin Red – Lead vocals, backing vocals and bass
Dave Dalone – Guitars, synthesizers, backing vocals and percussion
Mats Eriksson – Drums
Erik Modin – Percussion
Joan Eriksson – Grand piano, background vocals
Jona Tee – Organ
Petra Eriksson – Background vocals

Link Utili:

www.facebook.com/robinredericsson

www.instagram.com/robinredofficial

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