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DEREK SHERINIAN

Molecular Heinosity

SPV/Inside Out

 

 

Derek Sherinian tastierista/compositore di primo livello, famoso e rispettato negli Stati Uniti possiede sia una grande personalità sia una tecnica invidiabile. Grazie a queste indiscutibili doti è chiamato a collaborare in tantissimi progetti (Dream Theater Alice Cooper, Kiss, Malmsteen e Billy Idol) e allo stesso tempo molti musicisti famosi come Tony Franklin (basso), Brian Tichy (batteria), Virgil Donati (batteria), Rusty Cooley (chitarra) e Zakk Wylde (chitarra) hanno accettato di collaborare a questo suo nuovo e quarto album solista. Molecular Heinosity è un album sicuramente ambizioso, colto e ricercato, condito da ritmiche che creano un muro sonoro heavy difficilmente udibile in altri lavori di genere guitar - keyboard heroes. Abilissimo nell’intrecciare energia melodia e aggressività esecutiva esegue in modo subliminale ogni elemento sonoro. Nove tracks ricche di invenzioni e di momenti di grande forza espressiva dove primeggiano "Frozen By Fire", la ballad "The Lone Spaniard" e "So Far Gone". Un disco suonato in modo impeccabile, dotato di una sua torbida attrattiva che richiede più di un giro nel lettore per essere pienamente assimilato. Chi è alla ricerca dell’esaltazione della tecnica e della velocità avrà di che godere.

 

Review by AngelDevil

NOIZE MACHINE
The Jumping Clown

Valery Records

 

Mi scuso subito per il colpevole ritardo con cui giunge questa recensione, ma come si suol dire meglio tardi che mai. "The Jumping Clown" è l’album di debutto dei Noize Machine, che esordiscono per la Valery Records, con un progetto che si fonde in un esperimento sonoro pienamente riuscito e assolutamente conciliante. Come una riconferma maiuscola del talento e del gusto che è il marchio di fabbrica di questa band che ha messo su un’opera veramente altisonante. Spesso si sente dire che la classe non è acqua e, nel caso dei Noize Machine questo concetto è perfettamente attinente. Grinta, melodia e passione sono incorporate alla tecnica e alla spiccata personalità di grandi musicisti del calibro di Dario Mollo alla chitarra (Crossbones, Voodoo Hill, Graham Bonnet e Tony Martin), Roberto Gualdi alla batteria (collaborazioni con PFM, Pelù, Lucio Dalla, Vecchioni, Elio e Le Storie Tese e altri), Guido Block al basso (Electric Zoo e Graham Bonnet) Andrea “miTZi” Dal Santo (ex Vanadium) alla voce. Il risultato non poteva che essere un tale capolavoro, dove la personalità, il carisma e la prestazione tecnica vanno ad avvolgere il tutto. E' incredibile l'energia che i nostri sprigionano attraverso le undici tracce interpretate con potenza, freschezza, gusto ed un atteggiamento “divertito” in diversi momenti. Caratteristiche non casuali che riflettono nella loro essenza l’animo goliardico e dinamico utile per realizzare un album di grande heavy rock. L’open track "Ready To Fight" brilla di un hard rock di matrice settantiana almeno nell'approccio, attraversata da profonde venature nostalgiche che scorre via con furia e dolcezza. "I Like It" guidata da un basso ipnotico scandito da una batteria rabbiosa e una chitarra elettrica che sembra pronta ad esplodere da un momento all'altro; è un brano molto movimentato, che si apre a 360 gradi portandosi dietro un mix di sonorità incredibili dilatandosi oltre i cinque minuti. Sonorità dal gusto retrò, graffiante, e maledettamente orecchiabile conditi da quella sana e potente attitudine attuale, sono le caratteristiche che impreziosiscono in modo avvincente la tittle track "The Jumping Clown". La grinta e le ritmiche martellanti delle successive "So Far Away", "The Count" e "Go Away" con riff pungenti si profondono in una melodia azzeccata che aggiunge nuove sfumature ad un suonato sempre impeccabile che, non fanno altro che coinvolgere ed affascinare l’ascoltatore rapito ed ammaliato. Straordinaria "Who Are You" con un chorus tribale ad esaltare il concetto dell’argomento trattato. La voce di Andrea “miTZi” capace di destreggiarsi mirabilmente tra i vari episodi melodici e tirati che si susseguono per tutto l'album sfoggia alla grande nella conclusiva "See What Is Better", una bella melodia con un tocco di tepore ed emotività per chiudere con eleganza un album da avere e gustare più e più volte. Per ulteriori info visitate la pagina MySpace www.myspace.com/noizemachinerocks

 

Review by AngelDevil

PROJECT PITCHFORK

Dream, Tiresias!

Trisol Music

 

 

Considerati i maestri della musica elettro-gotica tornano dopo quattro anni i Project Pitchfork, band tedesca attiva dagli anni novanta formata dal frontman e compositore Peter Spilles e i tastieristi Dirk Scheuber e Juergen Jansen. La ricetta di "Dream, Tiresias!" sostanzialmente non è troppo differente dall’ormai classico stile su cui vi è poco o nulla da aggiungere, ma indubbiamente gradevole imperniato su canzoni orecchiabili ed immediate che miscelano elettronica e industrial-darkwave. Un lavoro a livello di suoni ottimo che ha tutte le caratteristiche per compiacere tanto il pubblico già orientato verso queste sonorità tanto quanto a chi apprezza qualcosa di "alternativo". L’album è disponibile in edizione limitata digipak deluxe con un ricco libretto, che comprende tutti i testi e foto. Il CD in oggetto è costituito da dieci brani più tre bonus tracks, ( Feel! - [:SITD:] Remix - Feel! - Remixed by NOISUF-X -Feel! -DIE KRUPPS Remix) ovvero tre versioni di Feel, il primo singolo estratto.

 

Review by AngelDevil

MOLLY HATCHET

Molly Hatchet

Steamhammer/Spv

 

 

La Steamhammer/Spv ci regala un altro momento insostituibile per andare a ripercorrere una storia che è il manifesto della libertà e dell’essenza live con la ristampa rimasterizzata in versione digipak del primo album omonimo datato 1978 dei Molly Hatchet. Album di Sothern rock rocciosio con il quale superarono il milione di copie vendute negli USA guadagnando il disco di platino. I Molly Hatchet si formarono a Jacksonville in Florida nel 1975, per iniziativa dei due chitarristi, Dave Hlubek e Steve Holland, a cui si aggiunsero Banner Thomas al basso, Bruce Crump alla batteria e Danny Joe Brown alla voce. I Molly Hatchet con la loro presenza, costante, mai sbiadita, al fianco dei colossi del rock mondiale di sempre sono una tra le poche band storiche di Southern rock rimaste in circolazione, anche se la formazione originale è stata completamente sostituita da altri musicisti. Difficile non trattenere l’entusiasmo riascoltando queste nove canzoni, perché ogni nota ricorda tante storie e tanti profumi che oggi, forse mancano del tutto. Non è certo possibile fare adesso una recensione di un album storico, ma si può ricordare, rivivere il tutto ascoltando "Bounty Hunter", "Gator Country", "Big Apple", "The Creeper", "The Price You Pay", "Dreams I'll Never See", "I'll Be Running", "Cheatin' Woman" e "Trust Your Old Friend". 

 

Review by AngelDevil

BONHAM

Mad Hatter

Steamhammer/Audioglobe

 

Ristampa rimasterizzata in confezione digipak a prezzo speciale di Mad Hatter, il secondo album dei Bonham, il gruppo formato da un vero talento della batteria Jason Bonham, figlio del leggendario batterista dei Led Zeppelin John “Bonzo” Bonham. Insieme a Jason la formazione è composta dal chitarrista Ian Hatton, il bassista e tastierista John Smithson e il cantante Daniel MacMaster che purtroppo è morto il 18 marzo 2008 a causa di una grave forma di polmonite.

Uscito nel 1992, Madhatter segnò la fine dell’attività dei Bonham che negli Stati Uniti grazie al debut album registrato nel 1989 guadagnò l'oro grazie ai singoli "Wait For You" e "Guilty". Le vendite negli States arrivarono a circa 750.000 copie. In Mad Hatter sono presenti undici ottime hard rock songs con melodie immediate e vincenti che ammaliano con grande semplicità e compostezza fin dal primo ascolto. Ri-ascoltare Bing, Mad Hatter, Change Of A Season, Hold On, The Storm, Ride On A Dream, Good With The Bad, Backdoor, Secrets, Los Locos e Chimera è come vedere immagini al rallentatore, mettendo in moto un turbinio di emozioni agrodolci; una sorta di caduta libera tra vertigini e nostalgia che ti vela gli occhi. Disco stupendo, che merita ampiamente di essere riscoperto ed apprezzato.

 

Review by AngelDevil

BAD ENGLISH

Backlash

Steamhammer

 

Altra ristampata rimasterizzata dei Bad English, il secondo album Backlash uscito originariamente nel 1991, dopo il successo ottenuto con il debut omonimo. Backlash è sicuramente un’ottima continuazione del discorso intrapreso con il precedente che regala ai fans dell’hard rock e AOR dieci ottimi pezzi di gran levatura. L’hard rock e gli assoli molto heavy oriented di Neal Schon si fondono con la melodia e la voce di Waite che è un piacere.  Degne di nota tra le dieci canzoni sono Time Stood Still,Rebel Say A Prayer, Savage Blue, Pray For Rain e Life At The Top. Nonostante gli enormi successi raggiunti il supergruppo optò per lo scioglimento nel 1991. Anche se sono passati diciotto anni dalla sua pubblicazione Backlash continua a mantenere intatta la sua freschezza. Che dire… godiamo ri-ascoltandoci questo cd.

 

Review by AngelDevil

 

BAD ENGLISH

Bad English

Steamhammer

 

 

Fantastica ristampa rimasterizzata in confezione digipak del debut album omonimo (1989) dei mitici Bad English. La band formatasi nel 1988 vantava una line up superlativa: il cantante John Waite (The Babys), il chitarrista Neal Schon (Journey), il tastierista Jonathan Cain (Journey), il bassista Ricky Phillips (The Babys, STYX), e il batterista Dean Castronovo (Journey); una vera fusione tra Journey e i The Babys. Con una formazione del genere il risultato fu questo maestoso e coinvolgente album con il quale vendettero oltre un milione di copie. Il successo nelle classifiche arrivò grazie alla splendida "When I See You Smile" (da sempre una delle mie preferite) scritta da Diane Warren e "Price Of Love". Contribuirono al songwrithing altri artisti straordinari: Mark Spiro per "Heaven Is A 4 Letter Word" e "Forget Me Not", e Pete Sinfield in "Don't walk away". Le coordinate sonore dell’album puntano su atmosfere AOR contornate da una bella voce pulita, da una produzione ovviamente professionale e curata in ogni suo aspetto, dalla musica agli arrangiamenti non poteva essere altrimenti visto il talento della band. E’ difficile trovare termini per descrivere l’alchimia contenuta in questo capolavoro. Tutto è perfetto e non esistono punti deboli nelle tredici perle, una più bella dell’altra, ed ognuna ricca di inenarrabile pathos che troverete in "Best Of What I Got", "Possession", "Tough Times Don't Last", "Ghost In Your Heart", "Ready When You Are", "Lay Down", "The Restless Ones", "Rockin' Horse".

 

Review by AngelDevil

 

BELLADONA

The Noir Album

Belladonna Records- Venus

 

 

Forti dei consensi raccolti dai tantissimi fan stranieri tramite la loro pagina MySpace (oltre un milione di ascolti), la seconda più visitata di un gruppo italiano dopo quella dei Lacuna Coil; tornano i romani Belladonna che, senza alcun contratto discografico hanno letteralmente conquistato il mondo finendo addirittura al ballottaggio dei Grammy 2008 nella categoria Migliore performance rock di un gruppo. Così, grazie all’invito della produttrice Sylvia Massy (Tool, System Of A Down, Skunk Anansie, Johnny Cash) di registrare il nuovo album nel suo studio in California realizzano The Noir Album”. Undici canzoni mirabilmente fuse una dentro l’altra senza una caduta di tono (la tracklist è, infatti, omogenea e sorprendentemente coesa), come se queste canzoni fossero state concepite l’una in funzione dell’altra in un lavoro che non è solo un ideale compendio a quanto pubblicato in precedenza, ma rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la perfetta formula rock-noir. La maturazione c’è, visibile nel songwriting nella struttura dei pezzi e nelle melodie che, fondamentalmente, seguono senza sgarri, la magica formula alcalina che li ha portati al successo. La carica melodica e comunicativa della cantante Luana e il suo innato carisma, sempre in primo piano, per dipingere un'atmosfera dalle luci soffuse alla quale spesso la musica (basso, piano, chitarra e batteria) trascinante alle intenzioni drammaturgiche e scenografiche, (offerte dalla varietà dei suoni) conferiscono l'abile percezione nel tenere e nello sciogliere armonie coinvolgenti e ricche di spunti di interesse. Alchemical Romance, che apre il disco, è uno dei pezzi carichi di energia con riff di chitarra aggressivi e potenti, che si contrappongono a splendidi motivi melodici come la rilevante dose del piano ed effetti vari che si alternano a suoni puliti di chitarra elettrica. La successiva Love Me Till I Die è un altro brano corposo ed energico che conquisterà sicuramente l’attenzione di molti fan.  Molto bene anche per la terza traccia Phoenix Rising, partendo leggero in un crescendo emozionale (strofa più o meno rapida e ritornello accattivante) privilegiando proprio quelle atmosfere dream-noir sulle quali la meravigliosa voce si adagia con grazia infinita. Con A Manhattan Tale e Holy Flame ingrano la marcia in più; è l’identità a vincere e non la diversità. La perla dell’album arriva con l’emozionante e suggestiva My Golden Dawn“, il suono malinconico del pianoforte avvolge la voce di Luana che esprime emozioni e lo fa, in modo tale che chi ascolta possa, chiudendo gli occhi, provare quelle stesse emozioni. Un lento pazzesco, molto intenso ed emozionante. Il risultato è un disco trascinante, che consiglio caldamente a tutti e soprattutto a chi è convinto che, in questo genere musicale, le uniche produzioni degne di nota possono provenire solo dall’estero. Per maggiori info www.myspace.com/wwwbelladonnatv

 

Review by AngelDevil

EXILIA

My Own Army

AFM Records

 

La voce della grande Masha Mysmane è tornata ad allietare l’udito di chi è in grado di intenderne la straordinaria forza e la grazia. Tre anni dopo Nobody Excluded e a più di dieci anni dalla loro nascita, tornano gli Exilia con un nuovo album intitolato My Own Army“ e un nuovo contratto con l’etichetta tedesca AFM Records. Prodotto da Dave Chavarri (batterista degli Ill Niño) e la stessa Masha Mysmane, mixato a Los Angeles da Jeremy Blair (Guns’N'Roses, Coal Chamber) e poi masterizzato da UE Nastasi (Trivium, Pantera, Walls of Jericho), My Own Army rappresenta un passo avanti molto importante nella carriera del gruppo, confermandone il valore e ponendo l’accento sul livello di maturità artistica raggiunto. Una personalità notevole che è esaltata da ogni singola nota, vista la qualità della musica presente per merito di strumentisti preparati e precisi (Elio Alien - chitarra, Privacy – basso, BH – batteria) e, condito da una scrittura lucida, aggressiva e affilata. Tecnicamente e creativamente stupefacenti le 12 tracce si snodano in momenti di “calma” (le trame ipnotiche di chitarra e voce ti colpiscono al cuore e alle emozioni come frecce), a momenti di energia esplosiva (una miscela di riff pesanti che strizzano un occhio e spesso anche due al metal fondendolo e centrifugandolo con le distorte melodie). Si parte con la rabbia esplosiva e il groove azzeccatissimo del riff principale di "Phoenix" ovvero bombardate crossover – metal che, al primo ascolto ti colpiscono con potenza, al secondo ti travolgono completamente. Se siete alla ricerca di un qualcosa che possa sorprendervi e siete stanchi delle solite prove vocali monocolore, con il terzo brano The Hunter troverete “pane e plettri” per i vostri denti. Un brano con una miscela interessante, una sorta di efficacissima “violenza sonora”, dove a farla da padrone sono percussioni e voce calda-incazzata e potente. Con la melodiosa Far From The Dark ci si lascia invece sedurre dalle atmosfere ipnotiche delle linee melodiche della chitarra e dalla voce graffiante e travolgente. Con un rock energico e a tratti grunge ci regalano un’ottima interpretazione con la cover di Phil Collins "In The Air Tonight". La title track My Own Army canzone scritta da Masha dopo la morte di sua madre, il cui riff persuade e trasporta in uno stato di coinvolgimento si arriva al top. My Own Army ti prende e ti scuote perché non è solo grande musica... c'è molto di più. Possiede la magia di emanare una sorta di malinconica forza in grado di scuoterti dentro senza mentirti. Il suono delle sue corde vocali ti riempie l'anima; ti accarezza, ma mai completamente perché cova comunque un magma in continuo fermento. Gli Exilia colpiscono nel segno, realizzando un disco importante, in ogni sua minima sfaccettatura. La bellezza di questo nuovo lavoro è che segue il cuore e il sudore. Consigliato a tutti!

 

Review by AngelDevil