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Foreigner

 

 

Domenica 11 aprile 2010 @ Alcatraz, Milano

 

Report a cura di AngelDevil

 

 

Foto di Francesco Prandoni

 

 

 

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Serata dal notevole spessore artistico quella di domenica 11 aprile che ha avuto luogo presso l'Alcatraz di Milano. Dopo 30 anni di carriera costellata di successi, ad esibirsi per la prima volta in Italia (quasi impossibile da credere) i Foreigner, band AOR storica capitanata da Mick Jones che, ha inoltre pubblicato dopo 15 anni un nuovo disco di inediti dal titolo "Can't slow down", successore di

"Mr Moonlight" (1994). La band nata a New York nel 1976 ha venduto ben 65 milioni di album nel mondo, e ha conquistato il mondo con brani come "I want to know what love is", "Waiting For A Girl Like You","Urgent", "Cold as Ice". La band fu fondata dall'inglese Mick Jones, già nei Nero and the Gladiators, Spooky Tooth e The Leslie West Band che nel 1976 conobbe Ian McDonald, ex membro dei King Crimson e formò i Foreigner di cui facevano parte anche Lou Gramm, Dennis Elliott, Al Greenwood e Ed Gagliardi.

 

In un Alcatraz non pieno, si attende l'inizio dello show, e tra una risata e l'altra alle ore 21.35 circa le luci si spengono, sul palco fanno il loro ingresso dei grandissimi musicisti: il chitarrista solista e fondatore Mick Jones, Kelly Hansen alla voce (Hurricane), il polistrumentista Tom Gimbel (è stato l'uomo in più degli Aerosmith durante le loro esibizioni), il tastierista Micheal Bluestein, Jeff Pilson al basso(Dokken) e Brian Tichy alla batteria (Slash's Snakepit, Pride & Glory, Billy Idol). L'atmosfera si fa magica e il pubblico segue la performance quasi incantato dalla pozione alchemica che esce dagli strumenti dei musicisti presenti sul palco. Mi godo con gli amici per quasi due ore un concerto di grande intensità, sincerità ed una classe strabiliante. Le canzoni, mano a mano, si trasformavano in tante piccole storie, attraverso arrangiamenti raffinati. La voce bellissima di Kelly Hansen, un timbro ed una personalità interpretativa, perfetto sostituto di Lou Gramm, si muove di volta in volta su riffing d'eccellenza, Hansen, è la carta vincente di questa nuova formazione. C'è da sbavare, non solo per la sua voce, ma anche per il suo fascino...davvero un bell'uomo!! Brian Tichy, batterista con i controcazzi, ha davvero regalato uno splendido spettacolo battendo sulla batteria con grande grinta ed uno straordinario carisma, denotando immediatamente un dinamismo stupefacente. Il fattore tecnico, è quello che immediatamente balza agli occhi. L'abilità con le bacchette ed il notevole livello artistico, sono palpabili sin dalle prime battute. Con le bacchette che roteavano con incredibile rapidità tra le dita delle mani dell'artista, offre una grande lezione magistrale di ispirazione, feeling e qualità esecutiva. Gli ingredienti c'erano davvero tutti per dar vita ad una grande serata di spettacolo. Hanno riproposto tanti classici del passato e le nuove canzoni come i due stupendi singoli "Can't Slow Down" e "When It Comes to Love". Gli applausi scrosciano dal cuore e non perché sia un atto dovuto. Davvero un concerto raffinato, ispirato, ricco.. una voce e una musica senza tempo, uno spettacolo nello spettacolo. A fine concerto tanta, tantissima soddisfazione per aver assistito e "goduto" ad un grande evento che a mio parere in molti si sono lasciati sfuggire, mentre i più attenti non si sono fatti scappare!!

 

Pubblicato il 12 aprile 2010

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