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Pubblished March, 28, 2017

FOREVER STILL: Video interview with beautiful Maja Shining

Foto di Arianna Govoni
Foto di Arianna Govoni

An old saying says: "Hard work always pays off". Forever Still knows something about it: the Danish band has started being noticed both from the big audience and the press hereafter a huge and intense live activity on the road, completely self-financed, and a great perseverance that has caught the attention of the mighty Nuclear Blast, allowing Maja Shining and Mikkel Haastrup to gain a remarkable exposure in a short time. On the occasion of the Italian concert that took place on March 22nd in Trezzo sull'Adda, Rock Rebel Magazine had the chance to talk to this talented singer, who has revealed a few ins and outs of the birth of "Tied Down", the debut album of the band, and who also disclosed something concerning the band's future plans!

 

Interview by Arianna Govoni

Un vecchio detto recitava: “Il duro lavoro ripaga sempre”. Ne sanno qualcosa anche i Forever Still: la band danese si è fatta notare sia dal grande pubblico, che dalla stampa in seguito ad un'intensa attività live, totalmente autofinanziata, e a una grande costanza che ha così catturato l'attenzione della mastodontica Nuclear Blast, permettendo così a Maja Shining e a Mikkel Haastrup di guadagnare una notevole visibilità in pochissimo tempo. In occasione del live italiano tenutosi lo scorso 22 marzo a Trezzo sull'Adda, Rock Rebel Magazine ha avuto il piacere di scambiare un'intensa chiacchierata con la talentuosa cantante, la quale ci ha svelato i retroscena della nascita di "Tied Down", primo disco della band e ci ha persino anticipato qualche gustosa anteprima!

 

Ciao Maja e benvenuta sulle pagine di RRM. È un piacere ospitarti. Come stai? Innanzitutto bentornata in Italia! 

Grazie mille! Sto molto bene, davvero! Abbiamo guidato a lungo oggi ma sono sempre contenta di ritornare in Italia! 

 

A distanza di un paio di mesi, i Forever Still tornano a farci visita, questa volta con un’altra grande band di spessore, i Children Of Bodom. Come sta andando questo tour? Come vi sentite a supportare una band di questo calibro? Una band, per giunta, della stessa etichetta, la Nuclear Blast

Credo sia grandioso! Finora, il tour sta andando molto bene, ovviamente si tratta di un tour molto grosso, ci stiamo divertendo un sacco, abbiamo già suonato oltre la metà delle date previste e stanno volando in fretta. Per quanto mi riguarda, credo che sia una bella combinazione, ci sono bellissime persone e in particolar modo in questo tour, ci sono persone favolose, gli spettatori sono strepitosi. I Children Of Bodom sono molto più heavy, se paragonati a noi, anche se io stessa vedo che la gente apprezza molto il melodic, poiché è la stessa musica che i Bodom stessi hanno introdotto nella loro proposta… Ci siamo sentiti ben accolti da tutti quanti! 

 

Ultimamente si è parlato molto dei Forever Still, vuoi per il vostro contratto con una delle maggiori etichette mondiali in ambito metal, vuoi per “il grande salto” che avete fatto che vi ha portati a pubblicare il vostro debut album, vuoi per il tour con i Lacuna Coil… Insomma, diciamo che vi siete fatti notare parecchio! Come state vivendo quest’incredibile esperienza?

Abbiamo lavorato parecchio e a lungo prima di permetterci di andare in tour, prima ancora di avere un’etichetta… quindi era come se fossimo già preparati a tutto questo, abbiamo ceduto alla sala prove per poterci esercitare abbastanza per prepararci ai live, non siamo usciti dalla sala prove senza sapere a cosa stessimo andando incontro, senza sapere cosa stessimo facendo. Prima di questo, avevamo avuto modo di andare in tour, anche se erano tour relativamente piccoli, siamo anche andati in tour con i Lacuna Coil, per cui… Sì, abbiamo lavorato sodo e a lungo, ci siamo preparati per questo, quindi eravamo più che pronti quando tutto questo è successo! 

 

Nonostante il successo derivato da “Tied Down” e i tour che vi siete fatti autonomamente e, in seguito con i Lacuna Coil, c’è da dire che i Forever Still sono nati a tutti gli effetti come “band che si è fatta da sola”. Ancor prima di essere notati da Nuclear Blast, avete sempre curato voi qualsiasi aspetto promozionale e musicale della band, dalle foto ai video al merchandise ecc. Quanto è difficile per una band oggi giorno riuscire effettivamente ad emergere e riuscire, in qualche modo, a farsi notare dal grande pubblico? 

Credo che oggi giorno ci siano davvero tantissime band, quindi c’è un gran bisogno di lavorare molto per essere notati. Il primo passo, ovviamente, è aver cercato di offrire musica di qualità – ovvero ciò che i Forever Still hanno dato, così credo – il tutto fatto da noi, dal missaggio al mastering, ci siamo fatti carico di tantissime cose! Credo davvero che per essere notati, come tu stessa dici, devi lasciarti alle spalle una grossa parte della tua vita e concentrati al 110% sulla musica, tutto il tempo! Solo così puoi raggiungere ciò che desideri! 

 

Personalmente, ricordo di avervi notato su Twitter alla fine del 2015, quando il vostro fanclub italiano iniziò a seguirmi senza che io avessi una reale conoscenza della vostra musica. Successivamente mi documentai e iniziai ad apprezzare i brani dei vostri EP. Ne rimasi molto colpita, la musica era così cupa e malinconica ma con una tremenda vena di verità, di quella voglia di condividere le proprie brutte esperienze col mondo, quasi come se voleste usare la musica come una valvola di sfogo. All’epoca non avevate alcun contratto discografico, la domanda ergo vien da sé: come siete stati notati da Nuclear Blast?

A dire il vero, il proprietario della casa discografica, Markus Staiger, ci ha contattati tramite il modulo posto all’interno del nostro sito web (www.foreverstill.dk), dicendoci: “Salve, sono Markus, il boss di Nuclear Blast. Mi piace davvero la vostra musica e mi piacerebbe offrirvi un contratto con l’etichetta”. All’inizio abbiamo pensato che si trattasse di una bufala, di qualcuno che volesse farci uno scherzo, dato che la richiesta era piuttosto informale, inviata tramite un semplice modulo… ma alla fine ci siamo visti con i ragazzi della compagnia e ci è apparso chiaro che già apprezzassero le cose che facevamo già, a partire dai video, le foto, tutto quanto! Per loro si è trattato di spingere ancora di più per promuovere ulteriormente la nostra musica e presentarla ad un pubblico più vasto, dandoci tutta la libertà di fare qualsiasi cosa volessimo fare. Per noi è stata una bellissima combinazione, sul serio! 

 

Sai, mi capita spesso di dire che la musica è una cura per l’anima, personalmente l’ho vista così parecchie volte, la musica a volte salva le persone nei loro periodi più bui, può essere vista come una sorta di terapia. La musica, nel bene o nel male, sa sempre aiutare chiunque si trovi in difficoltà nel momento del bisogno e ci aiuta ad affrontare i nostri demoni interiori. Sarebbe errato affermare che “Tied Down” è il disco della rinascita dopo un periodo non propriamente felice e che, di conseguenza, potrebbe essere stata una valvola di sfogo per allontanare determinati stati d’animo come l’ansia o la paranoia e ricreare intorno a sé una nuova energia positiva? 

Per noi, ovvero io e Mikkel, l’obiettivo era comporre musica che fosse personale, non abbiamo mai deciso di fare le nostre cose seguendo l’esempio di quella band o quell’altra… Per noi si è sempre trattato di qualcosa del tipo: “Mi sento così e voglio che la musica rispecchi questo sentimento, che suoni così con questo strumento”. È sempre stato così sin dal principio e condivido il tuo pensiero, al 100%, sia come ascoltatrice che come compositrice. Vedo la musica come una sorta di valvola di sfogo, per me comporre questi brani, questa musica è stato terapeutico. Alcune persone sono molte negative il più delle volte, ma in realtà hanno bisogno di liberarsi da queste emozioni, quelle sulle quali devi lavorare ed è per questo che gli argomenti trattati nei testi sono spesso cupi, tristi, deprimenti… ma, come dicevi tu, c’è poi una specie di rinascita una volta liberatisi da questi sentimenti negativi, quindi per noi significa tanto quando componiamo musica di quel genere!

 

Quale tipo di messaggio volevate dare con questo disco, dati i testi molto personali e diretti? O meglio, cosa ti sentiresti di suggerire a coloro che, in un modo o nell’altro, non riescono ad affrontare i propri problemi per paura di fallire e si rifugiano nella musica, trovando una sorta di sollievo?

Assolutamente! Quello è un buon inizio, ha decisamente aiutato anche me nel relazionarmi ad altre persone grazie alla musica, poiché pensavo: “Si sentono allo stesso modo in cui mi sento io, quindi se sono ancora qui è perché c’è qualcosa di buono alla fine del percorso”. Ovviamente in “Tied Down” ci sono molte tematiche, ma il tema principale è la lotta personale contro tutti questi fattori negativi che, alla fine, ti porta al lato opposto, dove tutto è più luminoso e dove tu riesci a lasciarti andare. Tutto questo viene rappresentato anche nella copertina, dove compaiono questi fiori in mezzo a queste mani legate dalla corda, come a rappresentare che la speranza viene da dentro di te ed è quello che rimane una volta liberata da certe emozioni. 

 

Tornando a noi, dopo la bellissima esperienza condivisa con i Lacuna Coil siete di nuovo on the road, questa volta con i vostri compagni di etichetta, i Children Of Bodom. Forse è presto per dare una risposta ma quale tipo di insegnamento – se ve ne è uno – pensi di aver tratto da queste due grandi band?  

Certo! Credo che più che imparare dalla band, si impari molto dai tour: ad esempio, il tour con i Lacuna Coil è stato il nostro primo tour importante, con loro siamo stati on the road per una settimana, mentre con i Bodom quasi un mese! Qui c’è una produzione più grande, i locali sono più grossi, impari in fretta come funzionano queste cose e anche se abbiamo avuto alle spalle solo un tour, ci sentivamo già pronti per questa seconda tranche. Il primo era travolgente, siamo stati confermati un mese prima di iniziare il tour, abbiamo dovuto far tutto di corsa, come ordinare il merch, i CD, ultimare i lavori del disco, programmare le interviste, parlare con la stampa, prenotare gli hotel… tutte queste cose! C’era molto da fare ed è stato irrefrenabile. Portare avanti un tour di questo tipo richiede più o meno le stesse cose, una volta affrontato il primo, il secondo non sarà così male! 

 

Come dicevo poco fa, “Tied Down” ha avuto una bella accoglienza, sia dalla stampa che dai fan. di recente avete anche rilasciato la versione acustica di “Miss Madness”, tra l’altro uno dei miei singoli preferiti. Avete mai pensato di rilasciare un EP acustico o, perché no, fare un tour unplugged? Alcuni dei vostri singoli starebbero molto bene in questo contesto.

Credo che ci sarebbe da divertirsi! A dire il vero, mi piace molto l’atmosfera di quella rivisitazione, così come l’intimità. Ne abbiamo parlato e ad un certo potrebbe anche succedere durante il tour! Per quel che riguarda la parte acustica, abbiamo realizzato tre brani per la limited edition di “Tied Down”, ovvero “Save Me”, “Miss Madness” e “Scars”, per me è stato bellissimo da fare. Abbiamo parlato di poter fare delle altre versioni dei nostri brani rivisitati in chiave acustica, per cui diciamo che sta per arrivare qualcosa! 

 

Cosa riserverà il futuro ai Forever Still terminata la tranche europea? 

Un sacco di cose buone! Questo tour è certamente una tra queste e, una volta terminato, torneremo a casa per suonare ad un paio di festival durante l’estate, così come anche durante l’autunno… Oltre a questo, inizieremo a lavorare ad un nuovo album, probabilmente, come già abbiamo detto prima, lavoreremo a qualcosa di acustico, a nuovi video musicali, mandare avanti le cose, dal momento che riteniamo che necessiti di più attenzione… Se tutto andrà bene, avremo un nuovo album pronto agli inizi del 2018! 

 

In attesa che i vostri piani possano realizzarsi, ti ringrazio per la tua disponibilità e per averci concesso questo spazio. Come da tradizione, le parole finali spettano all’intervistata! Grazie mille.

Grande! Beh, è bello essere tornati a Trezzo, dato che è lo stesso posto in cui abbiamo suonato l’ultima volta, anche se la volta scorsa i Lacuna Coil hanno suonato uno show “in casa”… per cui siamo contenti di essere tornati qui, ci stiamo divertendo un sacco, abbiamo incontrato bellissime persone l’ultima volta e speriamo di vedere vecchi e nuovi amici stasera!