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INTERVISTA CON JASSE, FRONTMAN DEI FINLANDESI HYBRID CHILDREN

Interview by Kiki

 

Photo Credits: Jari Kääriäinen

Kiki- Il vostro nuovo album “Fight as one” è stato pubblicato il 20 marzo, è l’ottavo album della band e arriva dopo il meraviglioso “Ghost town Carnival” che è stato pubblicato nel 2004. Mi puoi raccontare qualcosa di come questo nuovo lavoro ha preso forma e come mai avete aspettato tanto a pubblicare un nuovo album dopo GTC?
Jasse-
Dopo l’ultimo album il nostro batterista Korak non aveva più tempo da dedicare agli Hybrid Children egli infatti, essendo proprietario di una ditta che fornisce backline (la Backline Rental) che gli prende molto tempo, avendo festeggiato la nascita del suo primo bambino e perseguendo il progetto di pubblicare il primo album della sua band storica i 45 Degree Woman, si è reso conto di non riuscire più a seguire anche il progetto degli Hybrid. La sera che Korak ci ha comunicato questa decisione ho immediatamente chiamato Saska,  fratello minore di Kelly: il nostro primo batterista. Era da tempo che volevamo fare qualcosa assieme, praticamente da quando eravamo ragazzini e suonavamo nella nostra prima band punk. Ha accettato subito il mio invito e da quel momento ho avuto chiaro nella mia mente come sarebbe stato il sound del nostro nuovo album. Dopo questo passaggio e questo cambio di guardia i testi, la musica e persino il titolo dell’album sono nati in un modo sorprendentemente semplice. A causa di problemi economici abbiamo dovuto dosare bene le spese ed è stato assolutamente vitale rispettare una tabella di marcia noiosa quanto rigida. Per arrivare al sodo, registrare, il mixaggio e il mastering ci hanno occupato per un periodo di un anno, dopodiché è arrivata la parte promozionale. Per ragioni di mercato abbiamo preferito pubblicare “Fight as one” durante i primi mesi  del 2009 in modo da avere una copertura più importante da parte dei media e della stampa. Per dirla tutta abbiamo dovuto reclutare Illu dei Private Line come sostituto-chitarrista per un anno, cioè il tempo che ci è servito per trovare un nuovo chitarrista per gli Hybrids. Grazie al cielo abbiamo trovato il nostro guitar-hero Juho, ma tutti questi contrattempi e questi impegni hanno fatto sì che due anni passassero davvero velocemente!!

Kiki-Ti ammiro moltissimo come compositore ma soprattutto come paroliere, i testi che scrivi sono evocativi e profondi. Credo che la caratteristica più importante dei vostri pezzi sia proprio che ognuno di noi  riesca a vedere un po’ della propria vita nelle tue parole. Da dove arriva l’ispirazione e come avviene il processo creativo? Chi scrive la musica e come questa riesce ad amalgamarsi con i testi?
Jasse-
Grazie!! Sai, per far parte di un gruppo si va incontro a numerosi problemi economici e personali e si lotta sempre scrivendo i pezzi, suonandoli on stage e facendo tutto ciò che si fa per la propria band; la ricompensa maggiore per queste sofferenze è sapere che c’è qualcuno che apprezza davvero quello che faccio perché ha ASCOLTATO cosa canto e quindi ha capito cosa penso del mondo e di ciò che mi circonda. Ed è questo il motivo per cui continuo a fare questo lavoro nonostante le difficoltà e nonostante si vivano dei giorni talmente bui che tutto sembra fottutamente inutile e senza senso… Ma sai com’è qualcosa dovrò pur fare e scrivere musica è l’unica cosa che so fare e in cui sono interessato, che sembra un po’ triste, no? (ride)
Adesso come adesso sono molto felice riguardo ai testi di “Fight as one”, per una volta mi sono sorpreso di me stesso e questo non accade molto spesso credimi! Non chiedermi come sono venuti fuori questi testi perché non lo so. Sono venuti da non so dove e forse è proprio questo il motivo per cui sono molto sentiti e molto onesti, molto veritieri direi. I testi del prossimo album potrebbero essere completamente diversi  perché credo di non volermi aprire più di quanto abbia fatto con “Fight as one”, se sai cosa intendo. Cazzo, dovrò pur tenermi qualche segreto se voglio risultare un po’ interessante, no?!

Kiki- C’è una canzone a cui sei particolarmente legato? Se sì perché?
Jasse-
Medicine Train è un pezzo che ho scritto tutto in una volta, forse ci ho messo una mezz’oretta, forse anche meno e ti dirò: ho dovuto eliminare un paio di versi e una strofa perché non volevo dilungarmi troppo. E’ uscita così senza sforzo, persino le rime sono nate per caso cambiando l’ordine di alcuni versi! L’ho canticchiata registrandola su una cassetta perché è basata sul ritmo delle parole. La musica e gli accordi di chitarra sono venuti in seguito proprio sulla base della registrazione, non ho potuto fare altrimenti perché quando il pezzo è nato non ero a casa. Questa canzone è certamente una delle mie preferite di tutto il repertorio degli Hybrid Children.
“Dancing on roses” è una delle mie preferite. La musica le parole e il mood del pezzo viaggiano su binari paralleli, probabilmente è anche il pezzo più semplice che io abbia mai fatto ma funziona alla grande. Davvero una bellissima canzone secondo me: vera, triste, malinconica, reale…queste caratteristiche la rendono speciale. A proposito, NON è una ballata! Abbiamo girato un video anche per questo pezzo, oltre che per la title track, cercateli su you tube e dategli un occhio. (sotto i link)

 

Kiki-Hai iniziato la tua carriera all’inizio degli anni novanta, ripercorrendo i passaggi della tua musica si riconosce una grande trasformazione, come sei cambiato come uomo e come musicista nel corso di questi anni?
Jasse-
Ovviamente gli anni ti cambiano, sia che la tua vita sia quella di un funzionario di banca, di un camionista o di un rocker. Diciamo pure che se gli anni non ti hanno cambiato, significa che non hai imparato un cazzo! Mantenere i piedi per terra e rimanere te stesso,  pur nelle difficoltà di ogni giorno, per quanto esse siano dure, è una cosa importantissima, ma bisogna sempre ricordarsi che per vivere meglio è necessario mettersi in discussione e ascoltare gli altri, rimanendo sempre aperti a ciò che le persone che ti circondano hanno da dire. Insomma essere sé stessi ed essere stupidamente cocciuti non è la stessa cosa.

Ah, dimenticavo, volevi sapere anche come sono cambiato in quanto musicista (ride)… Non posso risponderti! Spero solo che gli ultimi album degli Hybrid suonino meglio di quelli registrati negli anni novanta e che abbiamo un miglior cantato, un tiro più potente, e un groove più coinvolgente.

Kiki-La band è passata attraverso numerosi cambi di line-up. Come questo ha influenzato la vostra musica? Com’è il vibe all’interno della nuova band?
Jasse-
I cambi di formazione sono stancanti perché ogni volta che qualcuno si aggiunge alla band bisogna ricominciare tutto d’accapo. E’ come una relazione o un matrimonio, anche se non sono mai stato sposato, ad eccezione del fatto che le discussioni, i giochi di forza, le lune di miele, gli alti e i bassi li vivi con TRE altre persone e non con una. E direi che è fottutamente stressante, credimi, so quel che dico!
Ma sono anche convinto che gli Hybrid Children sono ancora sulla scena proprio grazie a questi cambiamenti: quando c’è nuovo sangue che scorre nelle vene della band la sensazione è simile a quella provata quando ci si innamora! Se sei sposato da vent’anni, credi davvero che il sesso rimarrà ancora qualcosa di interessante…? Hmmm, non sono un consulente matrimoniale, cazzo sono un cantante rock’n’roll! E per quanto riguarda il vibe della band grazie alla nuova line up…bè direi che ci si sente come a farsi una nuova ragazza italiana!

Kiki- Vivi a Helsinki, in Finlandia, città dove si può respirare musica ovunque: locali, concerti, molte rock band e buone possibilità di avere feedback dalla stampa e dalle persone. A Milano, dove vivo, la musica rock non è che una nicchia, rimane qualcosa di molto underground se escludi i grandi nomi della scena nazionale e internazionale, così le band medio piccole raramente ottengono attenzione da giornali, televisione ecc. Come la tua città e le occasioni che essa ti ha dato hanno influenzato il tuo modo di fare musica? Credi che avresti fatto qualcosa di diverso se non fossi stato qui, a Helsinki?
Jasse:
A dirla tutta io provengo dalla campagna finlandese, dalle cazzo di foreste in mezzo ai campi di patate quindi QUELLO mi ha spinto a fare musica: non c’era un cazzo altro da fare! Quando avevo 11 anni circa in tutta la scuola eravamo 25 bambini in tutto!! Forse così capisci da che razza di metropoli provengo.

Se avessi vissuto ad Helsinki tutta la vita di certo avrei suonato in molte più band ma probabilmente non sarei stato così motivato a continuare a suonare, non avrei avuto I nervi saldi che ho e forse non sarei la persona umile che sono! Chi può saperlo, ma ho come la sensazione che se fossi nato ad Helsinki sarei stato un cazzo di teenager sempre ubriaco con lo skateboard in mano a perdere tempo chissà dove. Come faccio ad immaginarlo? Bè mi sono trasferito ad Helsinki 20 anni fa….e direi che ho un ottima amicizia con l’alcool da circa vent’anni…, ecco come faccio a saperlo!

Kiki- Essendo la Finlandia un paese così musicale, che ne dici di suggerire ai nostri lettori qualche band finlandese valida così che possano orientarsi meglio nella vostra cultura musicale.
Jasse-
Dipende da che musica ti piace, ma in ogni caso ascoltate prima di tutto gli Hybrid Children (ride). Gli Home Junior sono la mia band preferita tra quelle di ragazzi giovani da poco sulla scena. Gli Hanoi Rocks, ovviamente, specialmente gli album degli anni ottanta, ma si sono appena sciolti. I Babylon Whores sono la mia band death rock preferita ma si sono sciolti anche loro purtroppo. Se siete degli emo rockers ascoltatevi i Disco Ensemble e i Lapko, anche se non sono proprio il mio genere sono bravi. Ultimamente mi sto buttando sui vecchi pezzi di Frank Sinatra e Social Distortion e cose simili ma niente di finlandese, quindi se devo dire altre band che vale la pena ascoltare qui in Finlandia direi Tehosekoitin, Terveet Kädet, Private Line, Pelle Miljoona & 1980, Lama. Senza dimenticare i grossi nomi come HIM, The 69 eyes ecc…

Kiki- Hai iniziato a suonare con gli Hybrid Children negli anni novanta, come dicevamo prima, come sono cambiati I tuoi gruppi di riferimento nel corso della tua carriera?
Jasse-
Il grosso impatto su di me lo hanno avuto le band punk inglesi e finlandesi degli anni 70, poi Ramones, gli Hurriganes e il loro album “Roadrunner”. Questi gruppi mi hanno trascinato nella musica quando ero un ragazzino, e in effetti li ascolto ancora. Dopo questa prima fase la lista delle mie band di riferimento si fa lunga ma posso dire che i gruppi per me importanti vanno dall’ hardocore-punk degli Exploited, fino ai Beatles, passando per Hanoi Rocks e The Stooges, senza dimenticarsi dei primi Metallica e dello speed metal, dei Nirvana, dei Bad Religion e dei Misfits. Poi ho sempre amato questo cantante folk finlandese alcolizzato: Irwin Goodman, faceva classiche canzoni finlandesi di protesta assolutamente fantastiche del tipo Saluti dal buco del culo/Sono ubriaco/Fanculo il governo ecc…

Kiki- Parlando di te, Jasse, cosa fai nel tuo tempo libero?
Jasse-
Spengo il telefono e leggo oppure guardo un sacco di televisione sotto le coperte sdraiato sul divano nella mia casetta. Mangio hamburgers, fajitas, pizza e kebab chiuso in casa e mi godo ogni fottuto momento. Non molto altro e questo perché tenere in vita questa band richiede un sacco di lavoro!! Concerti e album sono solo la punta di un iceberg! Non hai idea di quante ore sto seduto al computer a lavorare, oppure parlo al telefono o ancora penso alle canzoni da scrivere; senza contare ore e ore di prove, le decisioni da prendere…per non parlare di tutto il lato economico, un cazzo di incubo dato che siamo sempre al verde. Diciamo che ho imparato a contare ogni centesimo così da poter evitare di trovarmi un vero lavoro, anche se tutti gli altri ragazzi della band lavorano durante il giorno, quindi sono ricchi (ride). Come diceva giustamente Mike Ness “ I’m chasing nikcles and dimes, while the rest of the world passes me by” (inseguo i centesimi mentre il resto del mondo mi scorre accanto), la storia della mia vita!

Kiki- Il vostro album è stato pubblicato in Finlandia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Olanda e Lussemburgo, pensate di farlo uscire anche altrove?
Jasse-
Ovviamente, vogliamo che esca ovunque, basterebbe solo trovare una casa discografica entusiasta e pronta a pubblicarlo. A noi non interessa se si tratta di piccole società discografiche, l’importante è che sia un contratto ragionevole, quindi dateci dentro e contattateci!!! Il nostro manager Mr. Sepi Seppälä si occupa di tutto quello che riguarda l’estero e non è assolutamente un uomo avaro, quindi non siate timidi, contattatelo imediatamente se volete vedere “Fight as one” pubblicato anche in Italia.

Kiki- Quali sono I progetti futuri? Vi vedremo in Italia?
Jasse-
C’è stata una mezza proposta di farci suonare a Luglio al Glam Attakk a Torino ma non è andato tutto per il verso giusto. Diciamo che c’è qualche possibilità di vederci live il prossimo inverno, nel nord Italia, speriamo vada tutto bene visto che ormai è da quattro anni che non passiamo da lì! L’ultima volta abbiamo suonato a Venezia. Quindi spero di rivedervi presto!