PARADISE LOST

Medusa

Nuclear Blast Records

Release date: 1 Settembre 2017

 

 

 

Il Paradiso Perduto, dopo la vetta dell’oscuro splendore, culminato nel 1995 con ‘Draconian Times’ e la discesa tra gli ignavi di un periodo elettro-dark poco ispirato, ritorna a raggiungere l’apice del Golgota del doom/death (o autentico gothic metal, per usare il termine in maniera adeguata) con ‘Medusa’ il loro ultimo, sofferente e trionfante affresco di umana e mistica oscurità, che segue i bellissimi lavori della rinascita quali ‘Faith Divides Us…..’ o ‘The Plague Within’.

 

 

La ‘Legione Gotica’ guidata da un Nick Holmes in forma splendida, con idee chiare e maturate attraverso tutte le evoluzioni della band, apre questo nuovo lavoro con ‘Fearless Sky’ e, possiamo dirlo, la tradizione porta verso il futuro, passando da casa. La voce del singer di Halifax e la chitarra solista di Mackintosh inneggiano ad una titanica, byroniana sofferenza che nobilita l’animo, usando tutta l’imperiosità di ‘Lost Paradise’ e ‘Gothic’, stemperando sfumature e dettagli con l’onirica melodia di ‘Icon’. ‘From the Gallows’, ‘God of Ancient’ e la splendida ‘The Longest Winter’, che si candida a best track del lavoro, sono un vero pellegrinaggio meditativo e mistico (sì, mistico, anche a dispetto di opinioni personali dello stesso Holmes) tra le lapidi del cimitero dei sogni infranti dell’umanità, mentre si ammira in dolce strazio il danzare dei venti autunnali e delle foglie, sul confine del mondo.

 

 

I suoni di questo album sono eccezionali, in quanto assolutamente protagonisti e, allo stesso tempo, al servizio dei musicisti: potenza, ruvidità ma anche quei lead melodici struggenti e nobili che sono il trade-mark di Mackintosh, che si amalgamano al robusto lavoro di Aedy alla ritmica ed ai ‘tamburi acherontei’ del batterista Waltteri Väyrynen, in grado di cambiare marcia, aumentando, diminuendo o appesantendo il drumming come un vero direttore d’orchestra.

 

 

La grande sintonia che ha sempre contraddistinto i 5 britannici è un altro punto forte di ‘Medusa’, come si evince dalla stessa title-track o nella possente ed introspettiva ‘No Passage for the Dead’: un’apparente litania di disperazione, che nasconde una speranza in un’oscurità salvifica, come le pietre e l’odore dei secoli in marcia che attraversano le arcate di una cattedrale. ‘Blood&Chaos’ (qui il video) e ‘Until the Grave’ sigillano, con la furia di una tempesta lungo le scogliere di Dover, questo monile antico ed oscuro, grazie al certosino lavoro di Holmes, il quale mette in mostra tutte le evoluzioni vocali sviluppate nel corso degli album incisi (anche quelli brutti, perché si può trovare il buono in ogni cosa), per aggredire, lenire, distruggere, riedificare e far esplodere tutto il tormento, il dolore, la frustrazione ma, soprattutto, la speranza mai sopita del genere umano, protetta dall’oscurità, in un album che fa risorgere un passato che, durante il suo sonno, si è evoluto ed allenato per il futuro.

 

 

Che sorgano le cattedrali gotiche di metallo per il nuovo millennio: la profezia riprende il suo compimento. Per quanto sembri incredibile (come lo è quest’album), Medusa è qui per salvarci.

 

 

Tracklist:

Fearless Sky
Gods Of Ancient
From The Gallows
The Longest Winter
Medusa
No Passage For The Dead
Blood & Chaos
Until The Grave

 

 

Line-up:

Nick Holmes | voce
Greg Mackintosh | chitarra
Aaron Aedy | chitarra
Steve Edmondson | basso
Waltteri Väyrynen | batteria

 

Link:

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