HELL IN THE CLUB
See You On The Dark Side
Frontiers Music s.r.l.
15 Settembre 2017

 

 

 

Gli amanti di band come Crazy Lixx, CrashDiet, Hardcore Superstar e Motley Crue adoreranno gli Hell In The Club, band Alessandrina con proiezioni verso Pordenone, che con “See You On The Dark Side”, per la quarta volta offrono gli ottimi risultati dei loro sforzi artistici. Un po’ come uno degli ultimi cocktail estivi, l’album è il mix di intriganti riff, cori coinvolgenti e melodie dal facile piglio, ricetta del loro accattivante sound dal sapore Hairy-Glam Rock anni ‘80 shakerato ai canoni sonori attuali: una vera bomba che vi darà alla testa.

 

Il progetto vede al basso Andrea (Andy) Buratto (Secret Sphere), alla voce Dave (Elvenking), con Andrea “Picco” Piccardi alla chitarra e Marco “Lancs” Lanciotti alla batteria che, guidati dalle sapenti mani del ‘Master of the Mixing’, Simone Mularoni (DGM), infiammano gli ascoltatori con “We Are On Fire”, song di ‘riscaldamento’ che prepara i padiglioni auricolari alla più articolata “The Phantom Punch”, fiera di tutta la coralità della band sul ritornello, caratteristica tipica delle composizioni del quartetto. Intro originale per “Little Toy Soldier” grazie al sound di chitarra Dobro, subito incalzata dal corposo e solido riffaggio di chitarra elettrica di Picco che snocciola anche un solo intrigante. Neanche un secondo per riprendere fiato e si riparte a tutto vapore con “I Wanna Swing Like Peter Parker” tagliente come una lametta e dagli interessanti cambi di tempo; ritmi più cadenzati e Rock’n’Roll in “Houston, We’ve Got No Money”, anticamera della più scanzonata e frivola “A Melody, A Memory”, in tipico stile Hell In The Club.

 

Altro brano  che denota la maturità compositiva del gruppo è “Showtime” in quanto si percepisce il grande salto qualitativo fatto nel comparto della 6 corde che è il motore trascinante delle canzoni e che fa “il bello ed il cattivo tempo” nei panorami sonori delle composizioni. Molto West Coast style per “The Misfit”, un bel rockettone fresco ed estivo, scanzonato e molto easy listening mentre di tutt’altra trama sonora è “Withered In Venice”, lenta, mirata a sottolineare la vocalità di Dave e culminante in uno struggente assolo di chitarra che rimarca il pathos di tutto il brano. In primo piano la linea di basso che la fa da padrona in “Bite Of The Tongue”, bombardone tutto riff e ritmo. Il finale viene affidato alla poliedrica “In a Crowded Room”, dal vellutato intro che in breve tempo si trasforma in un sound ruvido come la carta vetrata e che ancora una volta brilla per il bel coro del ritornello. Le sorprese non finisco in questo brano di quasi 8 minuti dove si trova anche lo spazio per riminiscenze di Swing, per poi riprendere nell’outro lo stile dell’intro, con un richiamo alle tipiche sonorità circensi.

 

La maturazione fatta dalla band si percepisce in maniera consistente e netta, soprattutto nell’amalgama del suono e dei brani stessi che, pur mantenendo le caratteristiche sonorità con le quali la band si è fatta luce, evidenziano una ‘progettazione’ delle armonie e delle melodie di caratura superiore. Il definitivo poker vincente della band.

 

TrackList:

We Are On Fire

The Phantom Punch

Little Toy Soldier

I Wanna Swing Like Peter Parker

Houston, We’ve Got No Money

A Melody, A Memory

Showtime

The Misfit

Withered In Venice

Bite Of The Tongue

A Crowded Room

 

Lineup:

Dave – Vocals

Andy – Bass

Picco – Guitars

Lancs – Drums

 

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