Sembra che la notorietà di Richie Kotzen non voglia smettere di crescere. Certamente l’aver lavorato con musicisti del calibro di Billy Sheehan e Mike Portnoy nella superband The Winery Dogs ha accresciuto in maniera considerevole il suo bacino di utenza, mettendo in luce la sua immensa classe anche per quelli che fino a pochi anni fa non lo conoscevano. Classe che non si limita al solo suonare la chitarra, ma trova anche la sua massima ispirazione nella meravigliosa voce e in un songwriting sempre di grandissima qualità. “Salting Earth” (il suo ultimo lavoro) poi ha stupito ancora una volta per l’eccelsa qualità dei suoi contenuti aggiungendo un ulteriore punto di interesse per il folto pubblico partecipante.

 

 

Ad ospitare questa kermesse è il Circolo Magnolia di Segrate, posto magico e assolutamente azzeccato per questo genere di eventi.

 

L’opening act è rappresentato dai The Konincks che hanno stupito grazie al loro blues rock con forti influenze a cavallo tra i 60 e i 70. La band svizzera ha il suo punto di forza nel groove e nella voce (oltre che alla bella presenza scenica) della singer Julia Herzog. I pezzi estratti dai loro due ep e dal full length (4 pezzi su 6 dall’ultimo “Daytime/Nighttime) mettono in risalto le ottime doti tecniche del quartetto, abilissimo nel riproporre le melodie di “Daytime/Nighttime” (bravissima Julia con l’armonica), “Rain” e “Bad Timing”. Qualche problemino tecnico al microfono insorge sull’ultima canzone (“Delicate Pleasure”) ma la bella e brava Julia ne esce suscitando grande simpatia. Bel live per una band da tenere in debita considerazione.

 

Dopo essere stati scaldati a dovere dai The Konincks non rimane che gustare la trepidante attesa per Richie Kotzen. Quello che balza subito all’orecchio dell’esibizione di Richie (rispetto ai numerosi show ai quali abbiamo assistito in precedenza) è l’aver puntato su una performance molto seventies nel suo svolgersi, con grandi aperture strumentali, trasformando il tutto in una jam session di qualità eccelsa.

 

Le varie “Your Entertainer”, “Socialite”, “Bad Situation” o “This Is Life” (con prestazione vocale da standing ovation) non risultano mai banali né tediose ma sempre trascinanti e coinvolgenti. Il merito è soprattutto di Kotzen che sa far cantare la sua chitarra come ben pochi mortali sono in grado di fare. Il pubblico rimane immediatamente stregato dalla grande maestria di Richie e compagni seguendo con enfasi crescente le evoluzioni tecniche e stilistiche sfoderate dal trio. In più, sia alla chitarra o alle tastiere piuttosto che alla voce (a tratti da pelle d’oca) il musicista americano ci dimostra che la classe è parte integrante del suo dna (“My Rock” e “Cannon Ball” su tutte). Non manca il set acustico (“I Would” e “High” da urlo) dove è pura goduria il poter osservare le dita di Richie danzare sul manico della sua chitarra. In più le sue smorfie unite alle mosse da guitar hero consumato mettono la ciliegina sulla torta di una performance di livello stratosferico. Peccato sia stato necessario tagliare dalla scaletta “Go Faster”, forse per aver sforato il tempo massimo, ma questo non intacca minimamente uno show che sicuramente ha soddisfatto tutti i presenti.

 

Se proprio dobbiamo fare un appunto a Richie è che forse aveva un look più da runner che da rocker, ma si sà, quello che conta sono le emozioni e questa sera ne abbiamo avuto in abbondanza. Uno speciale ringraziamento alla Hub Music Factory, sempre al top quando si tratta di poter musicisti eccellenti e al personale del Circolo Magnolia, sempre simpatico e disponibile.

 

Le foto del concerto sono disponibili nelal nostra gallery  

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