ARCH ENEMY

Will to Power

Century Media

Release date: 8 Settembre 2017

 

 

Bisogna essere sinceri ed ammettere che, dagli Arch Enemy, dopo il grandioso ‘War Eternal’, che sanciva la chiusura del periodo Gossow (la grande prova della White-Gluz, su disco e dal vivo, era legata, però, ad un lavoro scritto da e per la ex-singer tedesca), ci si aspettava il disco svolta e pietra miliare, dato anche l’inserimento consolidato della grandissima cantante canadese Alissa White-Gluz e l’inserimento del genio strumentale, ex-Nevermore, Jeff Loomis. Non è andata così, ma, in questo caso, non si può parlare di fallimento; piuttosto, questo album, va considerata una partenza in sordina e cauta della nuova vita della band.

 

 

Cominciamo col dire che, quello che non convince di questo ‘Will to Power’, non sono alcuni pezzi nella loro interezza, anche se ‘The Eagle Flies Alone’, ‘First Day in Hell’ o ‘Blood in The Water’ sono i tasselli che palesano, con più evidenza, i difetti di questo 11° lavoro della band capitanata da Michael Amott; piuttosto parliamo di un’amalgama non perfettamente realizzata tra l’aggressività, la strutturazione e la melodia, tre colonne portanti del sound Arch Enemy.

 

 

La scrittura monodirezionale, ad opera di Amott, supportato da Loomis solo per gli assoli, risulta un passo falso molto grave, dato che l’operato del chitarrista americano, quando sale in cattedra nelle parti soliste di ‘The Race’, ‘Dreams of Retribution’ e ‘My Shadow and I’ (i tre pezzi gemma di questa release, vera anima di quello che dovrebbero essere gli AE oggi), innalza il brano sotto tutti i profili, soprattutto quello dell’atmosfera e dell’impatto, influenzando anche la scrittura dello stesso Amott. Il problema che si evince durante l’ascolto di tutte le 12 tracce è, appunto, l’incostanza e la disomogeneità tra le parti violente e quelle melodiche, troppo divise a compartimenti stagni e, per quanto riguarda i passaggi lineari, un po’ derivativi da altri lavori degli stessi AE: insomma, il songwriting mostra il fiato corto. Stessa cosa vale per lo sfruttamento solo parziale delle doti vocali e l’eclettismo interpretativo di Alissa. La singer canadese svaria molto sui growl, ma pochissimo negli altri aspetti dell’estremo e del pulito, se si eccettua ‘Reason To Believe’, interessante anche se non sempre incisiva ma, proprio per questo, in grado di scatenare curiosità e rabbia su come sarebbero potute essere realizzate song come la conclusiva ‘Fight I Must Win’, lasciando esprimere al 100% Alissa e Jeff.

 

 

Un momento, però! Benché le critiche dovute siano abbastanza pesanti, il disco non è affatto brutto, anzi. I brani citati come i migliori e la conclusiva ‘Fight I Must Win’, sono piccoli gioielli, che mostrano cosa sta mutando negli Arch Enemy. La prova della band è grandiosa, e non solo per Loomis o la White-Gluz: Daniel Erlandsson è una fluida, distruttiva edavvolgente macchina cesella ritmi dalla precisione svizzera ma dal tocco umano, affiancato dal timbro pieno del basso di D’Angelo. Ammott, al di là degli alti e bassi, sforna riff comunque superiori ed idee che ti prendono per il cervello e lo stomaco.

 

 

Insomma, ‘Will to Power’, un titolo che sembra realizzarsi solo a metà, è comunque un album interessante ed a tratti entusiasmante che offre, però, solo un assaggio di quello che avrebbe potuto essere. Forse la crisalide non si è ancora spezzata e la farfalla distruttrice che ne deve fuoriuscire sta ancora terminando la mutazione, ma non si può indugiare ancora: gli Arch Enemy, così come sono, o faranno il salto di qualità nell’immediato futuro, oppure rischieranno di esaurirsi, chiudendosi nella loro incompiutezza.

 

 

Tracklist:

1. Set Flame To The Night
2. The Race
3. Blood In The Water
4. The World Is Yours
5. The Eagle Flies Alone
6. Reason To Believe
7. Murder Scene
8. First Day In Hell
9. Saturnine
10. Dreams Of Retribution
11. My Shadow And I
12. A Fight I Must Win

 

Line-up:

Alissa White-Gluz – Vocals

Michael Amott – Guitars

Daniel Erlandsson – Drums

Sharlee D’Angelo – Bass

Jeff Loomis – Guitars

 

Link:

WebsiteFacebook TwitterInstagram – YouTube