Signore e Signori: la Storia. Sì, con la esse maiuscola, perchè non esiste parola migliore per definire lo spettacolo a cui si è assistito. Da sei decadi il loro nome Rolling Stones è accostasto al significato di rock, anzi molto probabilmente sono la band che prima di ogni altra ha dato significato alla parola stessa. Mick Jagger (classe 43), Keith Richards (idem), Ronnie Wood (classe 47) e l’intramontabile Charlie Watts (classe 1941) hanno imbastito uno show di proporzioni bibliche, dimostrando ancora una volta di essere i numi incontrastati del genere.

 

Questo No Filter Tour, che vedrà anche la sua data italiana in quel di Lucca il 23 settembre, è stato organizzato (almeno per questa data) in maniera strepitosa. La location è il circuito dove si disputa il Gran Premio d’Austria, il Red Bull Ring – Spielberg bei Knittelfelded, è stata strutturata in modo d’accogliere le quasi 100.000 persone che sono accorse. Le cose come al solito sono state fatte in maniera perfetta. Nessuna coda per entrare, mangiare, bere o usufruire dei servizi igienici, in quanto in tutta l’area erano presenti numerossissimi punti di ristoro. Anche per il merchandising è stata effettuata questa scelta e sicuramente ha pagato. In più al parcheggio venivano distribuiti volantini con la pianta della venue e con un invito a prendersela con calma per evitare ingorghi (come in Italia, del resto). In effetti la presenza di tendoni adibiti a discoteche rock ha intrattenuto dopo lo show una buona fetta dei fans e permesso di uscire dai parcheggi in tempi umani. L’unica nota stonata è stato il fango che si è creato a causa della pioggia caduta nei giorni precedenti, ma fortunatamente non durante lo show.

 

 

All’imbrunire tocca ai Kaleo dare inizio a questa splendida serata (purtroppo abbiamo perso l’esibizione di John Lee Hooker Jr). La band islandese (due album e un ep) sta vivendo un buon momento di notorietà e in effetti il loro sound che spazia dal rock al blues, a volte con venature country (vedi “Automobile”) si dimostra una bella sorpresa per la maggior parte del pubblico. Pezzi come il blues dell’hit single “Way Down We Go”, il rock n’ roll di “Ladies Man” (un poco sulla falsa riga dei Jet) e la conclusiva “Rock And Roller” ci mostrano un gruppo dal bel tiro e dalla grande capacità di intrattenere. Forse sono rimasti un po’ troppo ancorati alle loro posizioni risultando statici, ma probabilmente avranno avuto delle pesanti restrizioni. In ogni caso riescono a portare a casa un buon numero di applausi e, calcolando che il pubblico austriaco non è così spontaneo, può definirsi un gran successo.

 

 

Oramai l’attesa si fa febbrile. Non importa se la temperatura esterna stia scendendo, né che si affondi nel fango tipo sabbie mobili, la gente è tutta qui per i Rolling Stones e la trepidazione si libra nell’aria. Il palco è qualcosa di gigantesco. Quattro mega schermi altissimi che oltre alle immagini dei musicisti trasmettono giochi di luce e scene a tema con le canzoni suonate sono solo la punta dell’iceberg. I suoni sono strepitosi così come i vari musicisti (basso, tastiere, fiati e coristi) che supportano i 4 Rolling Stones. E poi ci sono loro, inossidabili e strepitosi come se per loro il tempo avesse smesso di scorrere. Mick Jagger è il solito mattatore della serata con il carisma di chi può guardare la folla e dire “siete nelle mie mani”. Keith Richards in ogni sua mossa, a partire dalla sigaretta incollata al lato della bocca, trasmette pure emozioni col suono unico della sua chitarra, Ronnie Woods è forse quello più in forma di tutti, riuscendo a 70 anni suonati ad avere la stessa adrenalina di un ventenne. Charlie Watts con il suo stile unico è ancora un metronomo di rara fattura. Per tutta la durata del concerto si rimane totalmente sconvolti dalla bravura di queste leggende viventi.

 

Da “Sympathy For The Devil” e “It’s Only Rock n’ Roll”, passando per “Paint In Black”, “Start Me Up”, “Brown Sugar”, fino a “(I Can’t Get No) Satisfaction” è un crescendo di emozioni che uniscono le svariate generazioni di rockers accorsi. C’è un tempo per le cover “Just Your Fool” (Buddy Johnson and His Orchestra) e “Ride ‘Em On Down” (di Jimmy Reed), un tempo per Keith Richards on Vocals (“Happy”, da incorniciare e “Slipping Away”), un tempo per la dolcezza (“Miss You” da urlo, così come “She’s A Rainbow”), e il restante tempo è solo rock d’alta scuola con le varie “You Can’t Always Get What You Want”, “Under My Thumb” e “Gimme Shelter” a scatenare ovazioni.

 

 

L’inno “Jumpin’ Jack Flesh” posta in chiusura (con tanto di spettacolo pirotecnico) è l’ultimo highlight di un concerto fantastico che ci ha mostrato cosa vuol veramente dire suonare rock. Qui il livello è stato così alto che non esiste ancora una scala per misurarlo. Per chi andrà a vederli a Lucca sarà sicuramente un’emozione unica (sperando che l’organizzazione sia all’altezza). Probabilmente non ci saranno molte altre occasioni per rivedere questa storica band dal vivo, ma a giudicare dalla grinta e dalla vitalità dei componenti non ne saremmo così sicuri. Non resta che augurare loro ancora una lunga carriera e ringraziarli per aver allietato le serate dei nostri padri (di alcuni di voi forse anche dei nonni) ed ora le nostre.

 

 

The Rolling Stones Set List

1. Sympathy For The Devil

2. It’s Only Rock n’ Roll (But I Like It)

3. Tumbling Dice

4. Just Your Fool

5. Ride ‘Em On Down

6. Under My Thumb

7. She’s A Rainbow

8. You Can’t Always Get What You Want

9. Paint In Black

10. Miss You

11. Happy

12. Slipping Away

13. Midnight Rambler

14. Honky Tonk Women

15. Street Fighting Man

16. Start Me Up

17. Brown Sugar

18. (I Can’t Get No) Satisfaction

bis

19. Gimme Shelter

20. Jumpin’ Jack Flesh

 

Le foto del concerto qui 

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