H.E.A.T.

Into The Great Unknown

earMUSIC

Release date: 22 settembre 2017

 

 

‘Chi osa vince’; più che un detto o una regola, in questo caso si tratta di una dedica speciale riservata alla talentuosa band svedese degli H.E.A.T. che, con la pubblicazione della quinto album, “Into The Great Unknown”, ha si mantenuto quelle massicce sonorità glam-rock adornate da ricche venature melodiche (grazie alle quali ha conquistato innumerevoli fans in tutto il mondo), ma al tempo stesso ha voluto dare al nuovo lavoro anche un’impronta pop fatta di sonorità disco e un efficace uso di electro-synth.

 

 

Prima di esplorare le dieci tracce di un album vario e ricercato si può già tirarne le somme, e il risultato è che gli H.E.A.T. hanno saputo mantenersi all’altezza, pur spostando in parte, gli equilibri del proprio sound originale; nulla è cambiato invece nelle prestazioni sempre al top del solido e brillante frontman Erik Gronwall, dell’incisivo guitar-work del rientrante Dave Dalone (che lo scorso anno ha sostituito Eric River), dell’elegante abilità del keyboardist Jona Tee, del cospicuo basso di Jimmy Jay e della tambureggiante adrenalina del drummer Crash.

 

 

Di norma chi ben comincia è a metà dell’opera, ed effettivamente il ritmo scoppiettante dell’opener “Bastard Of Society” è una partenza più che indovinata: una scarica di tonificante adrenalina e di cori dall’echeggiante ‘who-oah’ per iniziare col passo giusto. Altre tracce che rispecchiano le sonorità originali sono la smaliziata “Shit City”, e i due pezzi da 90 di puro class melodic rock “Blind Leads The Blind” e l’anthemica “Do You Want It?”, dove il falsetto di un gronwall in formato pazzesco riesce a darle un tocco irresistibilmente pungente.

 

 

Ad allinearsi al gruppo sopra c’è un illustre tris di ballad ben distinte tra loro: la sentita e toccante “Eye Of The Storm”, l’epica e trionfale “We Rule” e i 7 minuti abbondanti della gloriosa e galvanizzante title-track, “Into The Great Unknown”, ben definita da una stesura melodica e robusta, e con Dalone che con la sua inseparabile sei corde sfoggia innata maestria; il tutto opportunamente accompagnato dai sempre più coreografici cori.

 

 

Eccoci infine arrivati al lato innovativo col quale Erik e i suoi H.E.A.T. ha voluto mettersi alla prova, e con esiti estremamente positivi che possiamo riscontrare nell’accattivante “Best Of The Broken”, talmente ricercata al punto da richiamare in grande stile gli storici Rockets, e nei due singoli “Time On Our Side” e “Redifined”: il primo suona un pop moderno che si avvale di atmosfere disco e un corposo utilizzo di electro synth, l’altro è un amabile e rinfrescante toccasana dove spiccano batteria campionata e tastiere a effetto quasi pizzicato; il conseguente video girato a tratti in studio dona quella sensazione di vicinanza alla band, e questa è senza dubbio un estasiante figata.

 

 

Un viaggio esplorativo talvolta esaltante e coinvolgente e talvolta emozionale, attraverso un album che ha preso un biglietto di prima classe per la Thailandia assieme al pluripremiato produttore Tobias Lindell (Europe, Hardcore Supersar, Avatar), con successiva e specifica destinazione presso i Karma Sound Studios siti nella periferia di Bangkok e dove, con annesso stato di grazia, “Into The Great Unknown” ha preso vita; anche se non sembra poi così esagerato prendersi la celestiale libertà di sottolineare che ‘è nata una stella’.

 

 

Assolutamente da non perdere l’unica data italiana degli H.E.A.T. del 5 novembre presso il Legend Club di Milano, per godersi a 360 gradi l’avvincente five-piece svedese che col suo instancabile, vitale ed energetico Erik Gronwall è davvero pronto a mettere le ali.

 

 

 

 

Tracklist

Bastard Of Society
Redefined
Shit City
Time On Our Side
Best Of The Broken
Eye Of The Storm
Blind Leads The Blind
We Rule
Do You Want It?
Into The Great Unknown

 

 

Line up

Erik Gronwall – vocals

Dave “Sky Davis” Dalone – guitars

Jona Tee – keyboards

Jimmy Jay – bass

Crash – drums

 

 

 

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