il dEli

Lo stupido che canta

Autoprodotto

Release date: 14 settembre 2017

 

 

 

“Lo stupido che canta”, è il disco d’esordio di Roberto Deliperi, in arte dEli, il musicista polistrumentista piemontese che vive ormai da circa dieci anni a Londra. Questo lavoro è davvero ricco di sperimentazioni sonore che, al primo ascolto distratto, forse, possono passare indifferenti, ma con la giusta attenzione si scopre la magia sonora. L’album è stato prodotto artisticamente da il dEli insieme ad Alberto Brigandí;  le riprese sono state effettuate in vari studi tra Londra e l’Italia e il mixing è stato affidato a James Ivey presso il Location Sudio, mentre il mastering a Ed Wood.

 

 

Si sente che questo disco è un lavoro realizzato non velocemente, ma con i tempi, emozioni, situazioni che, nel susseguirsi degli anni sono stati gli elementi di questo “Lo stupido che canta”. Scrivere per se stessi, innanzitutto; concepire la musica come un rimedio che non è mero palliativo, ma espressione che evolve, che sposta l’asticella del catalogare la musica solo pop o rock, qui emergono stili e generi differenti, dove entrano ispirazioni e contaminazioni ma che non cede alla ripetizione.

 

 

 

Il valore di questo progetto è ampiamente percepibile e palpabile in ‘Viaggio sulla terra (The Earth)’, con il rock 70’s a ricordarci di chi siamo figli; nella dance di ‘Crash’, nella bellissima title track ‘Lo stupido che canta’, che arriva a colpire il cuore e la testa; un momento creativo davvero luminoso. E il viaggio continua con il ritmo del reggae di ‘London Sun’, il funk diBilly Bob, con scelte nella composizione strumentale e delle parole che dimostrano una costruzione intelligente, superiore a molte “seconde prove” nel genere. Altra traccia che emerge in questo disco è ‘Blues d’amore’ che, con il blues-rock elettronico sensuale, ammalia, strega, conquista. Il tasto play per questa canzone verrà pigiato più volte. Brani, questi citati, che sicuramente avranno la giusta presa ai concerti. Il singolo ‘Stefania’, come descritto dallo stesso musicista, è una canzone scritta per sua sorella che si distacca dal lotto sopracitato, un brano molto intimo.

 

 

Di fatto, questo disco dimostra come senza innovare niente si possa pubblicare un lavoro onesto e di grande dignità artistica. Il contento musicale è incredibilmente variegato: pop, blues-rock, il cantautorato folk/jazz, il funk, il reagge, la dance; insomma un lavoro apprezzabile.

 

 

 

Tracklist

1. Viaggio sulla terra (The Earth)

2. Stefania

3. Crash

4. Lo stupido che canta

5. London Sun

6. Le frasi rubate

7. Billy Bob

8. Una meta non ho

9. Blues d’amore

10. Interludio

11. Viaggio dalla terra (The Earth Reprise)

Bonus track – Una sera

 

 

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facebook.com/lostupidochecanta

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3.5