Statale107Bis

Muri Muti 

La Cupula

Release Date: 25 Settembre 2017

 

 

Dopo una registrazione live del 2009 gli Statale107Bis sono pronti all’esordio discografico con “Muri Muti”. La band calabrese affronta con questo album il tema delle barriere, sia fisiche che mentali, che stanno frenando la crescita umana. Per parlare di un argomento così delicato e di difficile interpretazione il gruppo utilizza testi scanzonati e ironici, ripercorrendo la strada già solcata da Elio e Le Storie Tese, accomunando ad esso un impianto musicale variopinto e allegorico che si propone di tenere viva l’attenzione dell’ascoltatore.

 

 

Con “Randagio(Bis)” inizia questo viaggio musicale dove si assaporano i suoni della terra natia della band miscelati a quelli ska e hard swing, dove gli ottoni di Alessandro Facente, Gustavo Tigano e Giuseppe Tavernese, rispettivamente alla tromba, sax tenore e sax contralto, danno quel pizzico di sale e frizzantezza al tutto. Ma l’album non rimane statico su questa tipologia di armonia: in “Bar Betta” si avvertiranno forti contaminazioni prog e rock, infatti la chitarra di Giuseppe Aiello si scatena in assolo e in scale musicali tipiche di quelle scene, rendendo ancora più imprevedibile la traccia e andando di pari passo ad un testo che pare in superficie sempliciotto ma che nasconde un significato più profondo. L’avvolgente e nebulosa “Fumo” è una ballad da club, quei club anni ’50 dove l’odore di tabacco si mischia con quello del whisky. Il lavoro svolto dagli strumenti a fiato dà un senso di malinconia perenne alla canzone e getta l’ascoltatore in questo stato di riflessione continua. Di tutt’altro passo è “La Scimmia”, video singolo che ha anticipato l’uscita dell’album, offre un impianto nettamente più veloce e trotterellante e canta il sottile e quasi impercettibile confine fra normalità e follia, per questa ragione gli strumenti sono più incisivi e a tratti cattivi.

 

 

Ben quattordici, fra musicisti e cantanti, hanno partecipato alla realizzazione di questo album, segno che la band propende per una naturale e disparata contaminazione in grado di ampliare la visione della stessa. Fra questa spunta una collaborazione internazionale, ovvero quella del jazzista tunisino Bader Dridi, che in “Quarto Deserto” abbatte definitivamente i muri che la band dipinge in questo lavoro. Una traccia di stampo jazz, visto le peculiarità dell’artista nordafricano, nella quale si offe anche una parte cantata nella lingua della sua terra natia.

 

 

“Muri Muti” è un album allegro e spensierato, musicalmente parlando, che tiene sempre attivo l’orecchio e la mente dell’ascoltatore. La scelta di dare questa impronta musicale, dove folk, rock, hard swing e ska si intrecciano, aiuta sicuramente a ‘digerire’ i testi che possono non essere di facile interpretazione a primo impatto, questo perché viene usata della sottile ironia per descrivere situazioni complicate e senza dubbio alquanto ostiche. Superato il primo impatto ci si accorgerà di quanto siano brillanti le parole scaturite dalle voci.

 

 

Tracklist:

1. Randagio (bis)

2. Lui Lei e Saturno

3. Bar Betta

4. Muri Muti

5. Fumo

6. La Scimmia

7. Pena d’amor (bis)

8. Sinfonia per cicale

9. Flashback

10. Questo Deserto feat. Bader Dridi

11. Morra

12. Ratto Recidivo

13. Il Tubo rivelatore

 

 

Line Up:

Alessandro Facente- tromba e voce

Gustavo Tigano- sax tenore e voce

Salvatore Locanto- basso e voce

Giuseppe Tavernese-sax contralto e soprano

Giuseppe Aiello- chitarra

Rosario Bonofiglio- percussioni

Nello Chinnì- batteria

 

 

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