THE DARKNESS

Pinewood Smile

Cooking Vinyl/Edel

Release date: 6 ottobre 2017

 

 

“Pinewood Smile” è il quinto album dei The Darkness, o anche il terzo dopo lo sciogliete le righe che nell’ormai lontano 2006 sembrava aver chiuso prematuramente la carriera del quartetto inglese.

 

Come chi c’era ricorderà, la band capitanata dai fratelli Hawkins era repentinamente assurta a notorietà globale nel 2003, in ragione di un esordio (“Permission to Land”) capace di incorporare con disinvoltura nobili quarti di classic rock (Queen e AC/DC su tutti) e di fonderli con rara efficacia in una decina di brani freschi ed energetici, che godettero in molti casi di un massiccio airplay che permise all’album di scalare le classifiche di molti paesi, Italia compresa. Poi però le abitudini non proprio salutiste del cantante, leader e chitarrista Justin Hawkins forzavano lo stop, e solo nel 2011, dopo opportuna rehab, The Darkness ritornavano discograficamente attivi, musicalmente ripartendo da dove avevano lasciato.

 

La cifra stilistica dei nostri infatti non è mai cambiata – a differenza dei batteristi, il cui ultimo, Rufus Tiger Taylor, è il diretto discendente del più celebre Roger, drummer dei Queen -, e come testimoniano anche le scalette dei live, nessun lavoro successivo al primo è stato più in grado di eguagliarne il valore: ‘Permission To Land’ viene infatti riproposto spesso quasi integralmente, laddove gli altri lavori si vedono rappresentare di volta in volta da 3, 2 o una sola song.

 

“Pinewood Smile” si accoda onorevolmente a questa tendenza: l’opener “All The Pretty Girls” (con il suo video e “Solid Gold” (video) sono probabilmente le due canzoni destinate a durare più a lungo, la prima molto poppeggiante, la seconda che riprende efficaciemente il rifferama tipico della band dei fratelli Young e rimanda in più di un momento ai migliori Guns and Roses. Axl e soci fungono ancora da ispirazione primaria nella roboante “Southern Trains”, e anche altrove si sprecano le citazioni come in “Japanese Prisoner of Love”, dove i cori alla Queen si innestano bene su una base strumentale memore dei migliori Thin Lizzy.

 

Il resto della scaletta fluisce poi bene, ma senza altri picchi particolarmente degni di nota, collocando questo album su un livello di piacevole medietà, facendone un capitolo gradevole ma non esaltante della carriera del quartetto, e rimandando ai possibili prossimi lavori il raggiungimento di quello stato di grazia (“fabulous element”, come dichiarato da Justin) che avrebbe dovuto caratterizzare il loro rientro del 2011 ma che ancora, evidentemente, non si è manifestato.

 

Ricordando che comunque si tratta di una band che si esprime benissimo sul palco, l’invito è di fare il possibile per andare a vederli dal vivo. I The Darkness sono infatti in tournée per la promozione di “Pinewood Smile”, e saranno a breve in Italia, di ritorno dopo la data estiva dello scorso Luglio a Legnano, con spettacoli che si terranno a Milano (8 Novembre – Alcatraz), a Roma (il 9, Orion Club) e a Nonantola (MO – il 10 Novembre al Vox Club).

 

 

 

Tracklist:

1. All The Pretty Girls

2. Bucaneers Of Hispaniola

3. Solid Gold

4. Southern Trains

5. Why Don’t The Beautiful Cry

6. Japanese Prisoner Of Love

7. Lay Down With Me, Barbara

8. I Wish I Was In Heaven

9. Happyness

10. Stampede Of Love

 

 

Line-up

Justin Hawkins – vocals & guitar

Dan Hawkins – guitar

Frankie Poullain – bass

Rufus Tiger Taylor – drums

 

 

Contatti:

www.thedarknesslive.comwww.facebook.com/thedarknessofficial twitter.com/thedarkness www.youtube.com/user/TheActualDarkness www.instagram.com/theactualdarkness

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