Grande spettacolo ieri sera (17 ottobre 2017) al Mediolanum Forum di Assago per la calata in terra italica dei Sigur Ròs che, con la data milanese, toccano anche il Belpaese nell’arco della tournèe europea autunnale che si concluderà questa settimana con i due ultimi show, che si terranno nei prossimi giorni a Zurigo e a Zagabria.

 

Il trio islandese propone uno spettacolo di un paio d’ore, costituito da due set di 8 brani ciascuno, separati da una pausa di 20 minuti circa.

 

Libera dalla necessità di promuovere un nuovo album, i Sigur Ròs propongono una sequenza di canzoni che attinge un po’ a tutti i periodi della loro carriera artistica, tralasciando molti dei classici con solo un paio di eccezioni, e privilegiando così brani meno noti e meno inflazionati.

 

Lo spettacolo dei Sigur Ròs è uno show totale, in cui la musica, che ne è comunque la parte principale, vive del supporto ineludibile di una scenografia scarna di oggetti ma ricca di immagini.

 

Queste ultime vengono proiettate sullo sfondo del palco e su due schermi laterali, e ci mostrano ora un grande Nord fatto di una natura fredda, stilizzata e iconica, ora luminosissimi e coloratissimi spazi siderali e cascate laviche fiammeggianti, mentre i profili dei musicisti vengono riprocessati in tempo reale con effetti speciali modernamente psichedelici.

 

L’impatto sonoro è impressionante. A momenti in cui le atmosfere si fanno elegiache e sognanti, con un cantato esoterico e un soffice supporto ritmico di basso e percussioni, si alternano passaggi di devastante intensità.

 

Birgisson tortura la propria chitarra a colpi di archetto, ricavandone droni infiniti e feedback lancinanti – mai fuori controllo – mentre la sezione ritmica di Holm e Dyrason esplode, selvaggia e tribale, a consolidare le fughe in avanti del cantante/chitarrista.

 

Tutto è immerso in ondate di colore e luci che di fatto travolgono la platea, che ad un certo punto – unico – accenna un battito di mani ad accompagnare l’introduzione di un brano, ma poi resta di nuovo fissa e silenziosa, annichilita da tanta intensità. Le teste sono ferme, gli sguardi fissano il palco: ci si muove quasi esclusivamente nelle pause tra un brano e l’altro, quando scrosciano i meritati applausi, per poi ritornare nel mondo dei Sigur Ròs, avvolti completamente dalla loro musica, fino al prossimo stop.

 

Al termine della seconda parte non ci sono bis: questo non è un semplice concerto rock, questa è una esperienza diversa e totalizzante nella quale immergersi senza remore, così come totale è la loro musica, che pur classificata nel calderone del post rock, può legittimamente fregiarsi del titolo di Psichedelia e Kosmische Musik del mondo 2.0.

 

Ritorniamo tutti sulla Terra – noi e loro – quando i tre, calato il sipario, si presentano sul palco a ricevere il giusto tributo e ad applaudire a loro volta il pubblico, mentre un grande Takk (grazie, nella loro lingua, ma anche il titolo di un loro album) campeggia sullo sfondo del palco, a conclusione di questa memorabile serata di primo inverno.

 

Set List:

Á
Ekki Múkk
Glósóli
E-Bow
Dauðalagið
Fljótavík
Niður
Varða
Set 2
Óveður
Sæglópur
Ný Batterí
Vaka
Festival
Kveikur
Popplagið

 

 

sigur-ros.co.uk

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