Un breve scambio di domande e risposte con i Vinnie Jonez Band che, senza giri di parole fanno capire di avere le idee ben chiare su cosa è importante per loro per dare il meglio attraverso la loro musica. Con l’uscita di ‘Nessuna Cortesia All’Uscita’, il loro debut album, ci portano a scoprire un disco ricco di notevoli contaminazioni con la bellezza dei testi in taliano. 

 

 

Ciao ragazzi, che ne dite di presentarvi ai lettori di Rock Rebel Magazine con quelle che sono le tappe che vedono la nascita dei Vinnie Jonez Band ad oggi?

Ciao a tutti e grazie per lo spazio, noi siamo la Vinnie Jonez Band e veniamo da Palestrina, vicino Roma. Siamo attivi dal 2015 con l’ep “Supernothing” ed ora siamo in promozione del nuovo e primo disco “Nessuna cortesia all’uscita”, Karma Conspiracy Records, uscito a giugno di quest anno.

 

 

A settembre è uscito il vostro disco “Nessuna cortesia all’uscita” che, a differenza dell’ep di debutto “Supernothing”, è con testi in italiano. Vi piace e soddisfa al momento questa nuova direzione?

La nuova direzione rappresenta ciò che più volevamo, siamo fieri delle scelte che abbiamo fatto e non vediamo l’ora di far conoscere la nostra musica ad un pubblico il più vasto possibile. L’italiano può essere una scommessa è vero, ma noi ci crediamo a pieno e ci sembrava l’unica soluzione possibile.

 

 

Che cosa ha significato per voi incidere questo disco? Tra l’altro un titolo che trovo diretto e perfetto per l’attuale situazione che ci circonda in ambito musicale e non solo.

Arrivare a registrare i pezzi che compongono “Nessuna cortesia all’uscita” è stato un traguardo cercato e voluto con tutte le forze, è stato il giusto coronamento al duro lavoro che c’è stato durante la scrittura dell’album.

Non siamo nella posizione di poter giudicare né la scena né nulla purtroppo, il titolo vuole essere una sorta di mantra per chi, con le spalle al muro, deve trovare a tutti i costi una via d’uscita. La frase “Nessuna cortesia all’uscita” è stata presa in prestito da un personaggio dei romanzi di Massimo Carlotto e per noi è molto significativa.

 

 

Spesso etichettare il sound di una band non è facile, ma a volte è necessario per far capire al pubblico il genere proposto da una band. Voi come definite il vostro? Perchè ascoltando l’album c’è un mix che va dal rock allo stoner all’heavy al post grunge.

Etichettare non è il nostro forte. Le energie che potremmo impiegare per trovare un’ambientazione alla nostra musica preferiamo impiegarle per creare più problemi possibili a chi ci vuole etichettare, ma diciamo che i generi che tu ci hai affibbiato sono più che azzeccati. Essendo nati negli anni ’80 il grunge c’è per forza di cose e lo stoner, almeno per noi, è stato la giusta evoluzione a quel movimento musicale. Il resto viene da mille esperienze e da mille ascolti.

 

 

Suonare musica dal vivo, privilegio di pochi, desiderio di molti. Per voi suonare dal vivo con una certa regolarità quanto è difficile?

Difficilissimo. Ormai suona solo chi “porta gente”, ma se non suoni live non hai modo di farti una vera fan base, quindi non potrai mai “portare gente”. Come si dice? Cane che si morde la coda? Noi per fortuna riusciamo a sopravvivere a una situazione che definirla tragica è un eufemismo, continuiamo a sperare stoicamente in un futuro migliore.

 

Visto che il nome della band è una sorta di omaggio all’attore/calciatore, diventato famoso per la sua immagine da “duro”. Noi cosa dobbiamo aspettarci dai Vinnie Jonez Band di tosto?

Noi non siamo dei duri, Vinnie Jones sì che lo è. L’unica cosa “tosta” a cui veramente teniamo è l’impatto live. Quello sì che deve essere “tosto”.

 

 

Grazie ragazzi!

Grazie mille a voi per lo spazio e per l’interesse che ci avete dedicato!

 

 

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