Dopo qualche anno (sette) di assenza tornano in Italia i MADNESS (grazie alla Barley Arts), storica, goliardica, band inglese. Chi non li conosce? anche solo per sentito dire e magari, per sbaglio, si è trovato a ballare sulle note di “One Step Beyond” in una festa di compleanno o in un veglione di capodanno messa sul piatto dopo insulsi pezzi latini-americani. Qualcosa di Latino c’è anche nella storia dei Madenss ed in quel pezzo, infatti la loro Hit non è altro che una cover di Prince Buster, storico portavoce delle sonorità ska e rock-steady, nate in Giamaica ed arrivate in terra di Albione grazie agli immigrati nativi dell’isola caraibica. i nostri Inglesini ne sono grandi fan ed il loro esordio su vinile è proprio una canzone dedicata a Buster (“The Prince”). Cresciuti a Camden Town, quartiere di Londra, che è stato e per certi versi, e lo è ancora, fulcro, patria, ritrovo del movimento alternativo Londinese ed Inglese; i giovani musicisti vengono assorbiti da quelle atmosfere ed in particolare dalla subcultura che ascolta prevalentemente la musica in levare (Ska). Anche se si sono sempre dissociati da movimenti come quello skinhead, anche a loro devono il successo dei loro primi due dischi. Dopo vari cambi di formazione, nome e vari scioglimenti sembra che da qualche anno abbiamo trovato la loro via, ne sono dimostrazione gli ultimi tre dischi dalla sonorità pop e con testi dedicati a quello che li circonda ed alla loro amata patria. Ormai la formazione è consolidata ci sono praticamente tutti i componenti storici con leader e voce Graham “Suggs” McPherson (nel suo curriculum anche una parentesi da star della televisione Britannica).

 

 

Il ‘piatto’ della serata è davvero ricco in quanto come open act troviamo gli italiani GIUDA, notevole formazione hard-rock’n’roll che ha un bel seguito anche all’estero e forse anche più successo. Una nota marca di abbigliamento inglese legata a filo doppio con le subculture, che ha anche una divisione dove si occupa di promuovere e supportare musica, li ha messi tra le band più promettenti del nostro paese e da tenere d’occhio. È un sabato sera (28 ottobre 2017), domenica si dorme un ora in più per via dell’ora legale; le premesse ci sono tutte per una bella serata. Premesse rispettate, ma andiamo con ordine. Come sempre, il Live Music Club di Trezzo sull’Adda, è un ottima piazza dove assistere ad un concerto: visuale, acustica ottima da tutti i lati. In questa serata l’affluenza costante di pubblico è un prevedibile sold-out.

Con qualche minuto di anticipo i nostrani GIUDA salgono sul palco per deliziarci con il loro sound aggressivo e ben suonato. Sono un’ottima band che esprime un rock’n’roll alla Dr Feelgood: un suono che attinge a piene mani dagli anni settanta, corposo e tirato. Non deludono, anche chi li sente per la prima volta ne resta colpito. La loro oretta a disposizione vola via in fretta e ci regalano anche un cover, decisamente accelerata di “Saturai Night’s Allright” di Elton John. Suonano davvero bene, una band italiana che dovrebbe riempire gli stadi alla quale non si può che augurare un constante e crescente successo, non solo all’estero.

 

 

Ci siamo, è giunta l’ora di andare a fare un salto a Camden Town nella casa dei divertimenti, una casa a due piani, bianca con il portone in legno, in una via in discesa, uscendo dalla fermata del metrò a sinistra. I primi a posizionarsi sono i fiati, sax, tromba, trombone, fino a che tutta la squadra MADNESS scende in campo con “Suggs” avvolto in un impermeabile e bombetta nero, alla lord della city. In un italiano stentato ci incita a fare “Un Passo Avanti”; la folla esulta e si parte, appunto, con “One Step Beyond” (In Italia era uscita una versione cantata in Italiano nell’EP “Work Rest And Play” N.d.R.) a seguire “Embarrassment”, storia di gravidanza indesiderata tratta dal loro secondo album, poi la loro personale dedica a Prince Buster “The Prince”. Sono in ottima forma, scherzano tra loro, con il pubblico, molto più coinvolgenti dell’ ultima venuta in suolo Italico. Il primo singolo,“My Girl”, estratto dal loro debutto su vinile ci riporta al 1979, anno della loro prima volta in concerto in Italia. Ora è tempo per le nuove “Mr Apples” e “Herbert”, non si dimenticano che pochi giorni fa è venuto a mancare un grande della musica di nome Fats Domino e lo omaggiano con una sua canzone “I’m Walking”, scherzando sul fatto che troppi musicisti ci stanno lasciando troppo presto. A seguire un’altra dedica, questa volta ad un artista loro conterranea e vicina di casa, anch’essa scomparsa troppo prematuramente, Amy Winehouse; il brano è contenuto nel loro ultimo album “Can’t Touch Us” e si intitola “Blackbird”. La scaletta fa felici i numerosissimi vecchi fans presenti dalla scatenata “Baggy Trousers” a “Wing of a Dove”. Il pubblico li incita con un coro improvvisato e il frontman ringrazia in italiano mettendo assieme le poche parole conosciute. Si arriva alla pausa con “House Of Fun”, il loro maggior successo negli USA. Bis con due perle della loro produzione, “Madness” cover sempre di Prince Buster e “Night Boat To Cairo” allungata per permettere i saluti finali e ringraziamenti di rito.

 

 

Nonostante la pancetta e le rughe restano i soliti goliardici, simpatici, pazzi Madness. Un parterre composto da una folta presenza di persone che hanno fatto della “subcultura” il loro stile di vita. Una serata che resterà impressa nella mente di molti a lungo, emozioni per chi, come me, è loro fan fin dal primo disco che, con loro ha trovato la sua identità e ha deciso di non conformarsi con il mondo, ma essere a suo modo identico a se stesso e non agli altri. Usciamo con il sorriso stampato e senza voce. Grazie.

 

Set List:

One Step Beyond
Embarrassment
The Prince
NW5
My Girl
Mr Apples
Herbert
The Sun and The Rain
I’m Walking – cover di Fats Domino
Blackbird
Wings of a dove
Skylarking
Catch you Crying
Bed and Breakfast man
Shut Up
Mambo Jumbo
House of Fun
Baggy trousers
Our House
It Must Be Love


Madness
Night Boat to Cairo

 

 

Le foto del concerto nella nostra gallery

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