Sbarcano per la prima volta in Italia gli statunitensi Pvris, e lo fanno in occasione del tour promozionale del loro ultimo album “All We Know Of Heaven, All We Need Of Hell” che, dal momento della sua uscita, ha fruttato alla band ampi consensi per la creazione di un sound elettronico intriso da notevoli influenze rock. Il locale che ospita l’evento è a Milano, i Magazzini Generali.

 

L’apertura della serata (sabato 4 novembre 2017) è affidata agli scozzesi Vukovi, che accompagnano durante questo mese il trio capitanato dalla frontwonam Lynn Gunn in giro per l’Europa. Lo show parte con trenta minuti circa di anticipo rispetto i piani e questo, probabilmente, causa qualche problematica al livello dei suoni: infatti le prime tracce proposte, da “La Di Da” a “He Lost His Mind” peccano leggermente da questo punto di vista, ostacolando lo show del gruppo. Il quartetto però non demorde, e guidato da una carismatica Janine alla voce, si fa apprezzare sia per la capacità di stare sul palco ma soprattutto per l’interessante mix musicale proposto, dove la matrice britannica in stile Artic Monkeys fa da sfondo a delle derivazioni più punk-rock, prendendo come spunto ad esempio i Paramore. Tracce come “Animal” e “I’m Wired” sono la prova tangibile di quanto detto poco fa e sono eseguite in maniera impeccabile: il pubblico è coinvolto appieno dalla simpatia e irriverenza della band, soprattutto per le continue incursioni in transenna della sua cantante.

 

 

Non poteva essere altro che “Heaven” la traccia scelta dai Pvris per dare il via allo show! Il singolo che ha anticipato l’uscita dell’ultimo full-lenght è l’apripista che fa scatenare la folla, nonostante si avverta la stessa problematica che ha inciso sull’inizio dell’esibizione dei Vukovi. Il trio del Massachussets, che per i live si avvale delle prestazioni del turnista Justine Nace alla batteria, mostra grande abilità nell’esecuzione delle proprie canzoni, soprattutto nella parte strumentale. Un “tuffo nel passato” è dato da “Smoke” e “St. Patrick”, tracce estratte dall’album di debutto “White Noise”. Il pubblico è nettamente in visibilio fin da subito ed esplode definitivamente con “Half”: la frontwoman incita gli spettatori a battere le mani a tempo e a cantare, e sul finire del pezzo prende in mano le bacchette per dare vita ad una “doppia batteria”; un colpo ben riuscito che fa salire a mille l’approvazione della gente. Particolarmente riuscita è “Same Soul”, proposta per l’occasione con un duetto strumentale piano e chitarra, che da vita ad una ballad intensa ed emozionante. Fanno storcere un po’ il naso le ammaccature vocali da parte di Lynn, che a volte perde di verve durante le tracce, le basi sottostanti e l’intervento del pubblico la aiutano, e non poco, a sopperire a queste mancanze.

 

 

Lo show prosegue con due dei pezzi più pregiati del nuovo album, ovvero “What’s Wrong” e “Winter”: ormai il pubblico pende totalmente dalle labbra e dalle movenze della cantante statunitense, e poco importa se qualche errore da parte sua rende la prova complessiva della band leggermente deficitaria, poiché il carisma messo in campo sovrasta tutto. Quando tutto sembra ormai concluso, ecco il ritorno di fiamma con “No Mercy”: un esplosione di luci e suoni investono la platea e danno il tocco finale allo show.

 

 

Il live dei Pvris mostra luci e ombre, da una parte l’abilità di ricreare dei sound pressoché perfetti a livello strumentale, dall’altra gli “smarrimenti vocali” di Lynn, dovuti probabilmente ad una serata no, ma che lasciano un p’ di amaro in bocca e non rispecchiano in pieno le attese che si avevano.

 

Un plauso particolare va ai Vukovi, band da tenere sicuramente sott’occhio sia su disco che on stage.

 

 

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